Te Deum: un inno antico per dire Grazie

Oltre il tempo, nella lode, nella grazia Anche quest’anno il Te Deum è stato un momento atteso e sentito dalle nostre comunità. Celebrato in entrambe le nostre chiese di San Martino e di San Remigio in due orari diversi, l’inno ha riunito i fedeli per un ringraziamento corale, confermandosi un appuntamento prezioso per chiudere l’anno in preghiera. Te Deum Esistono parole capaci di attraversare i secoli senza perdere la loro forza e il Te Deum è una di queste. Nato tra il IV e il V secolo, questo inno solenne rappresenta un pilastro della liturgia cristiana. Il suo nome deriva dall’incipit latino Te Deum laudamus, “Ti lodiamo, o Dio”, un’espressione che racchiude l’essenza stessa della preghiera: il riconoscimento grato dell’azione divina nella nostra vita quotidiana. Il Te Deum è una narrazione complessa che ci emoziona come credenti, dove si intrecciano la lode gioiosa rivolta alla Trinità, la professione di fede in Cristo e una supplica finale carica di umanità. È questa struttura a rendere la preghiera capace di trasformare il passato in una spinta verso il futuro, rendendo il ringraziamento un atto concreto. Nella tradizione, il momento più significativo in cui questo inno è il 31 dicembre, quando le comunità si raccolgono per affidare alla Provvidenza il tempo trascorso, interpretando i mesi appena vissuti come un cammino dotato di senso. Nelle nostre zone questa consuetudine è molto sentita: nelle chiese diventa un rito di memoria condivisa, che unisce generazioni. Celebrare il Te Deum oggi, significa accogliere il presente con fiducia. È un invito a riscoprire la bellezza della responsabilità comune e a iniziare ogni nuovo tempo con uno sguardo aperto e riconoscente, consapevoli che la storia, pur nelle sue fragilità, è sempre il luogo di un incontro possibile con il sacro. Ringraziamo Ilva Rovedo per la realizzazione dello stampato con l’inno Te Deum

San Silvestro: Luce e Pace attraverso i secoli

Dove la preghiera diventa abbraccio Nel silenzio di metà pomeriggio, mentre la luce dell’ultimo giorno del 2025 si faceva radente e fragile, ci siamo ritrovati nella piccola chiesetta di San Silvestro a Fanna. Per la prima volta ci siamo riuniti in questo spazio raccolto per una benedizione, un momento di sosta e preghiera prima del passaggio al nuovo anno. Ascoltare e leggere insieme i Vespri e la storia del Santo ci ha permesso di riscoprirlo come un compagno di viaggio: l’uomo che seppe portare il mondo verso un’era di Pace. In questo tempo condiviso abbiamo chiesto a lui la stessa grazia, saper lasciare alle spalle le ombre del passato per camminare con fiducia verso ciò che ci aspetta. Dopo la preghiera ci siamo spostati da Rosanna e Silverio, accolti dal calore della loro casa. È stato un momento conviviale semplice e sincero che ci ha fatto sentire in famiglia. Abbiamo assaporato la bellezza dello stare insieme nella spontaneità, grati per questa “prima volta” che ci ha uniti. San Silvestro: download storia e preghiera

Concerto Gospel a Cavasso, la musica che unisce le anime…

Il Gospel: un canto che unisce In collaborazione con il Comune di Cavasso Nuovo, abbiamo ospitato nella chiesa di San Remigio, il Coro Gospel Soul Circus. Il Gospel, che significa “Parola di Dio”, è un genere musicale nato dall’incontro tra la tradizione spirituale e il desiderio di condividere la speranza. A differenza di altri generi, non è solo musica, ma una forma di preghiera corale che usa la voce e il ritmo per esprimere la fede e la gioia di stare insieme. Il Coro Soul Circus, nato nel 2002 a Ronchi dei Legionari, cerca di mantenere viva proprio questa radice profonda. Invece di seguire le mode moderne, si impegna a riportare le sonorità all’anima (soul) della musica nera, unendo canti spirituali e ritmi africani. Come amano ricordare i coristi, il ritmo è il battito del cuore e la musica è un modo semplice per dare sollievo allo spirito. È stato un momento di condivisione serena per la nostra comunità nel periodo natalizio, un’occasione per ascoltare canti che, da secoli, aiutano le persone a sentirsi più vicine.

Vigilia di Natale, attesa accogliente

Anche nella notte più lunga, una luce ha già cominciato il suo cammino… verso di noi. Il 24 dicembre 2025, alle ore 21.30, le chiese di San Martino e San Remigio hanno ospitato le tradizionali veglie di Natale. I fedeli hanno vissuto queste celebrazioni come intensi momenti di riflessione sul significato più profondo della nascita di Gesù. Sebbene il cuore della festività resti la famiglia, custode di valori autentici, vivere appieno questa notte significa anche sapersi fermare in silenzio. Solo così, aprendo il proprio cuore agli altri, ogni gesto – dalla preghiera a un semplice sorriso – può far sentire chi ci circonda amato e accolto. A Cavasso, la celebrazione è stata resa speciale da un gruppo di ragazzi che ha portato all’altare la Luce della Pace di Betlemme. Questo simbolo, giunto dalla Terra Santa, è passato dalle mani dei giovani a quelle dei fedeli, che lo hanno accolto per portarlo nelle proprie case. La notte che custodisce l’alba Forse il vero senso della Veglia di Natale non è aspettare che una nuova nascita risolva ogni cosa. È, piuttosto, concedere al nostro cuore — stanco di fuggire — il permesso di attendere. Imparare a attendere in silenzio abbastanza a lungo da accorgersi che la notte non è mai completamente vuota, ma densa di piccoli segni: una luce flebile che insiste nell’oscurità, un respiro lieve che non si arrende, una promessa che non ha mai smesso di cercarci. È in quel momento che scopriamo la vera natura della Speranza. Non arriva mai in modo spettacolare, con il rumore dei grandi eventi. Arriva piano, quasi in punta di piedi, come qualcuno che conosce a memoria la nostra casa e ci vuole bene. Bussa con delicatezza alla porta del nostro buio, aspettando solo che smettiamo di correre, che ci fermiamo un istante a respirare e, finalmente, ad aprire. Forse il miracolo è proprio questo: ritrovare dentro di noi la forza di attendere svegli e fiduciosi. Capire che, anche nella notte più lunga e profonda, l’alba ha già cominciato il suo cammino… e sta venendo incontro a noi ✨.

Lo sguardo di San Francesco: il presepe ci fa “vedere”

Fermare il tempo: la lezione di Greccio Il presepe è  un punto d’incontro tra la Storia Sacra e la nostra frenetica quotidianità. Tutto ebbe inizio nel 1223 a Greccio, quando San Francesco d’Assisi scelse di “vedere con gli occhi del corpo” l’umiltà di Betlemme. In quella grotta, senza sfarzo ma con la sola verità di un bue, un asinello e una mangiatoia, il Santo ci ha insegnato che il sacro abita nella semplicità. Il suo gesto ci insegna ancora oggi che il sacro si rivela nell’accoglienza e nella semplicità di un cuore aperto. Il presepe ci invita a una sosta necessaria, restituendoci il valore della contemplazione e della meraviglia, per riscoprire la bellezza dell’umiltà e il valore del tempo ritrovato. Da quel primo presepe “vivente”, la tradizione si è evoluta, adattandosi nelle comunità locali con i materiali e lo spirito dei territori che lo rappresentano. C’erano nella stessa regione dei pastori che passavano la notte all’aperto, facendo la guardia al loro gregge. Ed ecco, un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce; essi furono presi da grande paura. Ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo Signore. E questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito con l’angelo si unì una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà». Luca 2,8-14 I nostri Presepi Sulle orme di Francesco: creare per donare Quella scintilla creativa, accesa otto secoli fa, brilla ancora oggi nel territorio. Nelle chiese di San Martino, San Remigio, San Leonardo e nel Santuario di Madonna di Strada, l’ingegno e la dedizione dei volontari trasformano la materia in preghiera e l’artigianato in arte. Qui la tradizione si fonde con l’identità locale: gli scorci dei borghi diventano lo scenario naturale della Natività, a testimoniare che il Natale accade proprio tra queste mura di pietra e ai piedi delle montagne. Non si tratta solo di manualità, ma di un impegno silenzioso per valorizzare le proprie origini e offrire alla comunità un’opera condivisa. È un’arte che parla di storia attraverso piccoli gesti e cura del dettaglio, mettendo il talento del singolo al servizio di tutti. Qui la tradizione si fonde con l’identità locale: gli scorci dei borghi diventano lo scenario naturale della Natività, a testimoniare che il Natale accade proprio tra queste mura di pietra e ai piedi delle montagne. Non si tratta solo di manualità, ma di un impegno silenzioso per valorizzare le proprie origini e offrire alla comunità un’opera condivisa. È un’arte che parla di storia attraverso piccoli gesti e cura del dettaglio, mettendo il talento del singolo al servizio di tutti. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato con il cuore e con le mani. Ringraziamo per le foto dei presepi: Sara Biasotto (Chiesa San Martino Fanna) Daniele Menegon (Chiesa San Remigio Cavasso)

Santa Lucia: suoni luminosi

Sotto una nuova Luce: l’incanto di una notte speciale Sabato 13 dicembre, la maestosa cornice della Chiesa di San Martino a Fanna ha ospitato un incontro capace di eleversi oltre la consueta dimensione del tradizionale concerto natalizio. In occasione della ricorrenza di Santa Lucia, l’evento «Sotto una nuova Luce – Parole d’Incanto» ha saputo trasformare lo spazio sacro in un luogo di profonda suggestione, dove il canto gospel si è fatto filo conduttore di un’esperienza vissuta con nobile e spontanea naturalezza. Lanterne e armonie nel presbiterio All’ingresso, l’attenzione veniva accolta dal presbiterio, rischiarato dal bagliore soffuso delle lanterne. Una luminosità diffusa e intima che invitava al raccoglimento dell’animo. Le melodie del Natale si sono alternate a momenti di danza spontanea, creando una rarefatta sospensione del tempo in cui la musica si è fatta preghiera e movimento. Un dono di luce e comunità Con l’approssimarsi delle festività, la serata di Santa Lucia ci ha offerto un dono prezioso: la riscoperta di quella sintonia interiore che affiora quando l’armonia musicale e il senso di comunità si fondono in un unico, alto respiro. Un momento di rara eleganza che ha saputo celebrare l’attesa del Natale attraverso la bellezza della condivisione e la purezza del suono.

“Ricevete la forza”… lo Spirito accende la Vita!

Sette Doni… in cammino con lo Spirito! Domenica 7 dicembre · Chiesa San Martino a Fanna Vedere l’emozione brillare negli occhi dei nostri ragazzi è stato il regalo più bello di questa mattinata. La Santa Messa, celebrata da don Roberto Tondato insieme ai nostri parroci don Alex e don Dario in un’atmosfera di grande accoglienza, ha rispecchiato la serenità di un gruppo che ha saputo camminare, ridere e riflettere insieme. In quel momento, la loro partecipazione così sentita ha trasformato questo passo fondamentale per ogni cristiano in un ricordo indelebile, un tesoro prezioso che porteranno nel cuore per sempre. Proviamo grande gioia per i nostri dodici ragazzi di Cavasso e Fanna: Agnese, Andrea, Elia, Francesca, Giorgia, Greta, Laura, Linda, Luca, Martina, Morris e Sara, ora che il dono dello Spirito è stato Confermato, il loro cammino vive di luce nuova. Per oltre un anno abbiamo imparato che la vita non è una giungla selvaggia, ma che può diventare un giardino fertile, ma che richiede cura, tempo e confini gentili. Tra i pomeriggi di gioco e il servizio estivo vissuto con semplicità in Parrocchia, questi ragazzi hanno reso la Fede concreta, attraverso gesti di amicizia e di aiuto. Ci siamo fermati a riflettere sulle radici, riscoprendo che nessuno di noi è venuto al mondo a caso: siamo stati pensati, voluti e amati ancora prima di nascere. E proprio indagando nel profondo, è emerso quel desiderio universale che è la firma di Dio in ognuno di noi: «Amare e sentirsi amati». Ai nostri ragazzi auguriamo di poter considerare la loro vita come un bene prezioso, che Dio custodisce con tenerezza attraverso lo sguardo di chi vuole loro bene. Noi li ringraziamo per la bellezza che hanno portato nelle nostre vite, camminando accanto passo a passo. “Ricevete la forza dallo Spirito Santo” (Atti 1,8) Condividiamo le intense preghiere scritte dai nostri ragazzi: riflessioni profonde che testimoniano l’importanza di questo momento per la loro crescita e per l’intera comunità parrocchiale: Donaci il tuo Spirito, Signore Padre buono, noi cresimati preghiamo perché le nostre famiglie vivano sempre in salute, in armonia e nella pace del Signore e che ogni casa sia luogo di dialogo, rispetto e amore sincero, e perché genitori e i figli possano sostenersi reciprocamente nelle difficoltà e nel condividere le gioie quotidiane. Ti preghiamo in particolare per le famiglie che soffrono, per chi sta affrontando malattie, incomprensioni o solitudine; il Signore doni loro forza, consolazione e speranza. Noi Ti Preghiamo Padre buono, in questo giorno speciale, Ti affidiamo i nostri amici, dona loro una vita lunga e piena di salute e un futuro luminoso. Ti chiediamo che possano essere sempre fedeli a sé stessi, generosi nel condividere e ricchi nello Spirito. Fa’ che abbiano sempre chi li sostiene e amici sinceri al loro fianco, per non sentirsi mai soli. Insegnaci a credere nei nostri talenti e a seguire con coraggio i nostri sogni, senza paura di cadere o di essere giudicati. Ricordaci sempre che c’è qualcuno che ci vuole bene e che crede in noi. Dona a tutti noi la tua Pace. Noi Ti Preghiamo. Padre buono, Ti preghiamo per la nostra Chiesa e per queste nostre comunità parrocchiali, Ti chiediamo di effondere su tutti noi i sette Doni dello Spirito Santo, affinché la Sapienza e l’Intelletto ci guidino nelle decisioni, la Fortezza e il Consiglio ci sostengano nelle difficoltà, e la Scienza, la Pietà e il Timor di Dio illuminino le nostre azioni. Fa’ che l’unzione che abbiamo ricevuto oggi noi cresimati, non resti solo un ricordo, ma diventi in tutti una fiamma viva di fede coraggiosa e operosa, spingendoci a essere insieme costruttori di pace nel mondo. Noi Ti Preghiamo. Durante la cerimonia, i ragazzi hanno ricevuto dalle nostre Parrocchie un libretto con dei pensieri di Papa Francesco, una matita ‘piantabile’ che simboleggia il percorso di Fede come un giardino in divenire, un biglietto augurale con la dedica personalizzata, il tutto confezionato con cura dalle catechiste Abigyle e Angela. Custodiamo lo Spirito: è la bussola dei nostri sogni.

Avvento… Fermarsi. Accorgersi. Dedicarsi.

L’Infinito, nel nostro poco… AAA… Attendere, Accogliere, Agire In un’epoca che corre, accumula e consuma, arrivando persino ad anticipare il Natale svuotandolo del suo senso, la Chiesa propone un comportamento controcorrente: fermarsi. L’Avvento non è un’attesa passiva o una parentesi sentimentale, ma una tensione vitale. L’attesa di Qualcuno che viene per noi. Un’attesa scomoda, ma autentica Alle origini, l’Avvento non aveva i toni rassicuranti delle luci soffuse. Per i primi cristiani era un tempo austero ed esigente. Attendere Dio significa cambiare atteggiamento interiore, uscire dall’abitudine, lasciarsi destare. La Parola chiama, provoca, risveglia… La Parola non informa ma trasforma. La vigilanza diventa così uno spazio libero dal rumore per tornare all’ascolto, un risveglio che rimette in cammino. Il Dio nell’umiltà attraversa passato e futuro Questo tempo si muove in due direzioni. Guarda al passato, alla venuta umile di Cristo nella povertà di un bambino, e si apre al futuro, verso il Suo ritorno. Ma l’incontro avviene soprattutto nel presente: Dio si manifesta con discrezione nel silenzio che spesso evitiamo e nei volti fragili che incrociamo. L’annuncio è semplice: Dio non cerca l’uomo perfetto, ma quello reale. Come Maria: fare spazio all’umanità, dare corpo alla Parola Maria è l’esempio di chi sa attendere in modo fecondo. In lei vediamo un cuore libero, capace di ospitare l’Infinito attraverso un silenzio che custodisce e trasforma la Parola in vita. ll suo “Eccomi” è un affidamento attivo che trasforma l’ascolto in vita. Seguire il suo esempio significa smettere di essere spettatori della fede per diventare il luogo in cui Dio continua a farsi uomo, oggi. Quando Dio si fa vivo… cerchiamolo nel quotidiano Bernardo di Chiaravalle parlava di una “terza venuta” intermedia: quella visita nascosta di Cristo nel cuore di chi crede. L’Avvento è l’allenamento a vigilare per riconoscere questa presenza silenziosa, per non mancare l’appuntamento con il Signore che passa ora. Non è un semplice conto alla rovescia per la festa, ma l’arte di fare spazio e accorgersi che Lui è già in cammino verso di noi.

Verso l’Avvento con un Ringraziamento

1° domenica di Avvento… con un Grazie tra le mani Domenica 30 novembre 2025 a Cavasso nella chiesa di San Remigio abbiamo iniziato il cammino dell’Avvento, ritrovandoci come comunità per celebrare la Messa di Ringraziamento.  Restare svegli nell’attesa In questa prima domenica d’Avvento, abbiamo acceso la prima candela della corona: la candela della vigilanza. Questo gesto ci ricorda che il Signore può manifestarsi in ogni istante; il nostro compito è farci trovare pronti, accogliendolo con il cuore aperto. Il Vangelo ci ha rivolto un invito dolce ma risoluto: “Vegliate”. Abbiamo compreso che la nostra vita è un’attesa luminosa. Vegliare significa coltivare un “cuore attento”. Come abbiamo recitato insieme nella preghiera, vegliare è credere che la Luce di Dio possa rischiarare le nostre vite anche nei momenti più bui. Il lavoro come preghiera Durante la celebrazione abbiamo portato all’altare la fatica e la gioia del lavoro quotidiano. Abbiamo reso grazie al Signore che “visita la terra e la disseta”, invocando la Sua benedizione sui germogli e sul frumento che cresce. L’omelia di don Alex ha favorito dialogo tra generazioni: un bambino, un ragazzo, un genitore e un nonno sono stati chiamati a testimoniare in breve la propria gratitudine. Insieme a loro, la nostra preghiera si è alzata per la dignità di ogni lavoratore e per un mondo più equo, dove i frutti della terra siano realmente condivisi tra tutti. Un debito di gratitudine verso il Creato Il “grazie” ha trovato espressione concreta nei doni dei produttori locali, che hanno portato all’altare i cesti con i frutti della loro fatica come segno di riconoscenza a Dio. Al termine della Messa, in Piazza del Pino, don Alex ha benedetto i mezzi agricoli e gli strumenti di lavoro, affidandoli al Signore come mezzi per sostenerci nel vivere L’impegno per il futuro La celebrazione si è conclusa con l’impegno a custodire la speranza e a promuovere il rispetto per il creato. La preghiera finale ci ha ricordato che benedire l’opera delle mani dell’uomo significa partecipare al disegno di salvezza di Dio.

Il mantello di San Martino avvolge la comunità

Nel segno della fede e del ringraziamento La comunità di Fanna anche quest’anno si è organizzata per festeggiare il suo Patrono, San Martino, con un programma ricco di appuntamenti che hanno saputo momenti di preghiera al calore della convivialità. Il cuore della celebrazione Il giorno del patrono, martedì 11 novembre, alle ore 18.00 la comunità si è riunita per la Santa Messa animata dai cori. Anche quest’anno è stata una celebrazione particolarmente sentita, concelebrata da don Alex, don Adrian e don Dario. Un momento particolarmente significativo è stato quando don Dario ha invitato i bambini davanti all’altare di San Martino per osservare da vicino l’immagine del Santo e capirne il significato. Le preghiere lette dai piccoli, preparate insieme alle loro catechiste, sono state molto toccanti, specialmente nel pensiero rivolto ai coetanei che soffrono per le guerre. All’ingresso della Chiesa, i disegni e le ricerche dei ragazzi hanno accolto i fedeli, testimoniando un percorso di riflessione.  La serata è poi continuata con la convivialità della cena a base di minestrone presso la sala Arcobaleno organizzata dalla Pro Loco Fanna, e in Casa Marchi uno angolo con stuzzichini, musica e con l’aperitivo del Patrono, organizzato da La Frasca. il racconto di San Martino ai bambini della scuola dell’Infanzia Nel corso della settimana, don Alex ha aperto le porte della chiesa parrocchiale di Fanna ai piccoli alunni della Scuola dell’Infanzia «Maria Immacolata». In un’atmosfera di condivisione, il parroco ha ripercorso insieme ai bambini la storia di San Martino, soffermandosi sul profondo significato di generosità e accoglienza che questa festa porta con sé. Messa e festeggiamenti tra ringraziamento e solidarietà Domenica 16 novembre si è celebrata la Santa Messa di Ringraziamento alle ore 10.30 in un’atmosfera raccolta e partecipe, il coro ha accompagnato la Liturgia che è stata impreziosita dalla presenza della Scuola dell’Infanzia di Fanna: i bambini hanno partecipato con entusiasmo portando un dono simbolico all’altare come segno di appartenenza e amore verso la nostra comunità. La Messa si è conclusa davanti alla chiesa con la tradizionale benedizione dei mezzi agricoli, un rito che unisce la fede al lavoro della terra e alla gratitudine per i suoi frutti.  I festeggiamenti sono continuati per tutta la giornata nonostante il maltempo abbia cercato di ostacolare i festeggiamenti esterni, lo spirito di San Martino ha prevalso lungo le vie del paese. Il Mercatino, seppur sotto la pioggia, ha visto un buon passaggio di persone tra le bancarelle ben organizzate, mentre presso la sede degli Alpini il mercatino pro-asilo ha offerto dolci e prime atmosfere natalizie, concludendosi in allegria con la castagnata pomeridiana. È stata una festa dove il maltempo non ha scalfito la voglia di stare insieme, ricordandoci che, proprio come nel gesto di San Martino, il calore più grande è quello che sappiamo donarci l’un l’altro. #SanMartino #Fanna #FestaRingraziamento  #TradizioniStoriche #FestaSanMartino #SanMartinoUnisce, #FedeComunità, #EstateDiSanMartino #Grazie #Ringraziamento SAN MARTINO biografia, approfondimenti, curiosità… Si ringrazia per le foto: Elena Piccoli, Glenda Tavella (Pro Loco Fanna) e La Frasca

© 2026 • Parrocchia San Remigio, Cavasso Nuovo PN, cf 90002410935 • Parrocchia San Martino, Fanna PN, cf 90003150936

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