Cammini Giubilari della Concordia · Partenza dal Santuario Via di S. Cristoforo

Alle sorgenti della Fede 30 maggio · 2 giugno 2025 · 5 vie per condividere la spiritualità del cammino Il pellegrinaggio esprime un elemento fondamentale di ogni evento giubilare. Mettersi in cammino è tipico di chi va alla ricerca del senso della vita. Il pellegrinaggio a piedi favorisce molto la scoperta del valore del silenzio, della fatica e dell’essenzialità. (Papa Francesco) Dal 30 maggio al 2 giugno, in occasione del Giubileo del 2025, ci troveremo insieme a camminare, partendo da diversi punti del Friuli, attraverso vecchie e nuove vie, per giungere a Concordia Sagittaria, antico luogo di devozione e sede di una delle cattedrali più importanti per le nostre terre.Durante il Cammino sarà proposta la visita ai luoghi più significativi della cultura cristiana della nostra regione. Via di San Cristoforo > Dal Santuario di Madonna di Strada a Concordia Tappa 1 – 30 maggio, dal Santuario di Madonna di Strada a San Leonardo Valcellina (19 km)Tappa 2 – 31 maggio, da San Leonardo Valcellina a Pordenone (23 km)Tappa 3 – 1 giugno, da Pordenone a Torrate di Villotta di Chions (20 km)Tappa 4 – 2 giugno, da Torrate di Villotta di Chions a Concordia (17 km) Referente: Chiara Aviani: gal@montagnaleader.org CHIUSURA ISCRIZIONI 10 MAGGIO 2025 PER TUTTE LE INFO: Cammino Giubilare della Concordia –
Associazione “W.O.R.K.”- Vedove e Orfani nel Kenya Rurale

Un piccolo gesto, un grande aiuto. Hai mai pensato che pochi centesimi potrebbero cambiare la vita di qualcuno?In Kenya, dove la carestia e la povertà sono una dura realtà, una donna sola o un orfano lottano ogni giorno per sopravvivere. Con una piccola donazione, possiamo offrire loro un pasto, cure mediche, un tetto e la speranza di un futuro migliore. Immagina il sorriso di un bambino che finalmente può andare a scuola o la gratitudine di una madre che può nutrire i suoi figli. Non sottovalutare il potere di un piccolo gesto. Insieme, possiamo fare la differenza. Web site: www.work-kenya.orgCharity Number: 1119959 Per informazioni a Fanna e Cavasso rivolgersi a don Adrian Toffolo Mary-Jane Butler ha vissuto a tempo pieno in Kenya dal 1997, lavorando nel settore sanitario della Diocesi di Bungoma per 10 anni. Nel 2007, insieme al sacerdote don Adrian Toffolo e ad altri amici, ha fondato l’associazione di beneficenza W.O.R.K. (Vedove e Orfani in Kenya Rurale). Grazie a donazioni dall’Europa, l’organizzazione sostiene l’istruzione di orfani e aiuta le vedove a trovare un lavoro o a coltivare la terra.W.O.R.K. ha costruito una clinica, la ‘St Bakhita Health Centre’, che offre cure a 60 pazienti e ha avviato numerosi progetti sanitari nelle zone più povere. L’associazione ha inoltre migliorato le scuole frequentate dagli orfani, costruendo aule, cucine e dormitori.Mary-Jane visita regolarmente il Kenya per monitorare i progetti e assicurarsi che le donazioni siano utilizzate al meglio. Un gruppo di volontari fidati sostiene l’organizzazione nelle sue attività.Grazie a W.O.R.K., molti orfani hanno completato gli studi e trovato un lavoro, costruendosi un futuro. Anche le vedove hanno acquisito l’autonomia economica. L’obiettivo dell’associazione è quello di aiutare le persone a diventare autosufficienti, in modo che non abbiano più bisogno di aiuti esterni. «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Matteo 13,31-32 Galleria W.O.R.K. Momenti di vita e speranza Ritratti che raccontano storie, sguardi che riflettono un’anima, sorrisi che illuminano il volto di chi, nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di sperare. Queste sono le vedove e gli orfani che abbiamo incontrato, persone che hanno toccato le nostre vite e ci hanno insegnato il vero significato della vita. Ognuna di queste fotografie è una pagina di un diario, un frammento compone il mosaico di un’esperienza unica, di carità e speranza che ci ha portato lontano, geograficamente e interiormente, alla scoperta di un mondo fatto di fragilità e di forza, di dolore e di riscatto. Tornando a casa, portiamo sempre con noi un bagaglio ricco di emozioni e di insegnamenti. Altre foto Fine la nostra storia Testo testo Altre foto Fine L’istruzione: diritto e investimento per il futuro L’istruzione è un diritto fondamentale che va garantito a tutti i bambini, senza distinzione. Investire nell’istruzione significa investire nel futuro del nostro pianeta. Ogni bambino ha il diritto di realizzare i propri sogni e di contribuire a costruire un mondo migliore. L’importanza di una formazione qualificata L’istruzione non è solo un diritto fondamentale, ma è anche un potente strumento per rompere il ciclo della povertà e promuovere lo sviluppo di una società più equa e giusta. Investire nell’educazione di un bambino significa investire nel suo futuro e in quello della comunità in cui vive. Il valore dell’apprendimento di un mestiere Offrire ai bambini orfani l’opportunità di apprendere un mestiere rappresenta un investimento nel loro futuro e nella società nel suo complesso. È un modo concreto per dare loro una speranza e permettergli di costruire un futuro migliore. WHY CHOOSE US Cultivate Green Living, Embrace Green Values. How promotion excellent curiosity yet attempted happiness. Prosperous impression had conviction. For every delay death ask style. Me excellent curiosity yet attempted happiness. Energy Innovations Extremity direction existence as dashwoods do up. Licensed Experts Extremity direction existence as dashwoods do up. Renewable Technology Extremity direction existence as dashwoods do up. 24/7 Priority Support Extremity direction existence as dashwoods do up. #WORKKenya, #Beneficenza, #Solidarietà, #Africa, #Kenya, #Kenyarurale, #Aiutiumanitari, #Bambini, #Orfani, #Donne, #Vedove, #fareladifferenza, #insiemepossiamo, #donazione, #sostienici, #UnPiccoloGesto, #Solidarietà, #CondividiIlBene, #UnMondoMigliore
Castel Mizza, un custode silenzioso

Tracce di un passato sperduto Partendo da una delle borgate di Cavasso, è possibile raggiungere un piccoli sito suggestivo nel quale giacciono silenziose e inosservate le tracce di un passato quasi sperduto: i ruderi di Castel Mizza. Si sale dalla borgata “Vescovi” percorrendo un sentiero nel bosco per una ventina di minuti. Il Castel Mizza faceva parte di una schiera di castelli sorti sui rilievi all’imbocco delle vallate tra il Livenza e il Tagliamento. Le origini di questi castelli risalgono al 1000-1200 ca. La maggior parte dei castelli comunicava visivamente con gli altri sorti nel circondato, come Toppo, Meduno e Solimbergo; si pensa che tramite l’accensione di fuochi fosse possibile segnalare agli altri fortini una situazione di pericolo o potenziale emergenza. Dalla seconda metà del Cinquecento con l’ascesa del dominio veneziano, (tra il 1400 e il 1420) i castelli dell’arco pedemontano perdettero la loro funzione di roccaforti difensive. Considerato che anche come residenza erano angusti e scomodi, vennero progressivamente abbandonati. Castel Mizza, tra i ruderi i sussurri del passato Si dice che il castello sia sorto sulle fondamenta di un antico fortilizio romano, un baluardo di notevoli dimensioni. I resti delle due torri esterne e delle mura perimetrali danno un’idea della sua lunghezza, quasi a voler dominare l’intero crinale. Per guadagnare un po’ di spazio, i costruttori crearono un ampio terrazzamento nel versante sud, un’opera d’ingegno sorretta da robuste mura che ancora oggi resistono. Miti e misteri tra le mura Con l’arrivo della Serenissima, i castelli persero la loro importanza strategica. Erano troppo scomodi, angusti e freddi per continuare a vivere. Così, a partire dal Cinquecento, vennero gradualmente abbandonati, e i signori del tempo, come i Polcenigo, si trasferirono a valle, costruendo il Palazzo Ardit e il Palazzàt, dimore più confortevoli. Ma le storie del castello non sono morte con il suo declino. Si narra che uno dei modi per segnalare l’arrivo di nemici, come i temibili Magiari o i Turchi, fosse accendere grandi fuochi con erba bagnata, creando un’alta colonna di fumo che si innalzava verso il cielo, un’immagine vivida e potente che doveva terrorizzare gli invasori. Una delle leggende più radicate, sebbene poco probabile, racconta di una rete di passaggi sotterranei che collegavano i castelli tra loro. Un mistero che ha affascinato intere generazioni di ragazzi, che si sono avventurati in esplorazioni spericolate alla ricerca di quei tunnel segreti. Chissà quanti sogni di avventura sono nati da questa leggenda! Un’altra storia popolare narra di un assedio. I difensori, ormai senza più cibo né armi, lanciarono contro gli assalitori le loro ultime due forme di formaggio. I nemici, credendo che il castello fosse ancora ricco di viveri, rinunciarono all’attacco e si ritirarono. Un gesto di astuzia che, seppur bizzarro, ci fa riflettere sull’ingegno e la disperazione che possono nascere in tempi di guerra. E per i ragazzi del borgo, il colle del Mizza era un vero e proprio campo di battaglia. Le due cime, che con un po’ di fantasia sembrano due fortini contrapposti, erano il teatro di epiche simulazioni di guerra. Divisi in due squadre, si sfidavano a colpi di finta spada per conquistare il forte avversario, in una lotta che univa il gioco alla storia, il presente al passato. E nelle sere d’autunno, quando l’aria si fa frizzante, il colle si trasformava in un luogo di ritrovo. Sotto la luce della luna, i ragazzi andavano a raccogliere le castagne nei boschi e poi le arrostivano, creando un’atmosfera magica e conviviale, un piccolo rito che si perdeva tra il fumo delle caldarroste e il profumo del bosco. Castel Mizza non è solo un ammasso di pietre, ma un luogo intriso di storia, leggende e ricordi, dove il passato si fonde con il presente in un racconto senza tempo.
Scuola dell’infanzia «Maria Immacolata»

Iscrizioni aperte Anno scolastico 2026-27 Iscrizioni aperte A.S. 26-27 La Scuola dell’Infanzia «Maria Immacolata» Dove i sogni diventano realtà Scuola dell'Infanzia Sezione Primavera Una scuola accogliente e familiare, pensata per favorire una crescita armoniosa dei bambini sotto ogni punto di vista. L’ambiente protetto e stimolante permette loro di sviluppare le proprie potenzialità fisiche, cognitive, emotive e sociali. ISCRIZIONI APERTE La nostra scuola offre un’esperienza educativa completa e stimolante, che pone al centro il benessere e la crescita armoniosa dei bambini. L’ampia gamma di attività proposte, l’ambiente accogliente e l’attenzione alle esigenze individuali di ciascun bambino fanno di questa scuola un luogo ideale per i primi anni di vita. La Scuola e la Crescita Un ambiente educativo a 360° L’educazione cattolica, in questa scuola, si presenta come un percorso formativo completo che va oltre la semplice trasmissione di nozioni. Essa si propone di accompagnare il bambino nel suo cammino di scoperta di sé e del mondo, offrendogli gli strumenti necessari per costruire una personalità solida e autonoma. La ricca offerta formativa proposta dalla scuola, che spazia dai laboratori d’arte ai progetti di educazione alla cittadinanza, passando per le attività sportive e musicali, testimonia la volontà di fornire ai bambini un’esperienza educativa completa e diversificata. Oltre alle attività tradizionali, la scuola propone un ricco ventaglio di laboratori e progetti che arricchiscono l’esperienza educativa dei bambini: Educazione religiosa Laboratori creativi Progetti interdisciplinari Musica e movimento Lettura e biblioteca Lingua inglese Sviluppo delle competenze di base Educazione alla salute e Sicurezza stradale Uscite didattiche e progetti sul territorio Perchè sceglierci Cosa ci distingue La nostra scuola è un luogo dove i bambini imparano a rispettare se stessi e gli altri, a collaborare e a condividere. Valorizziamo l’importanza delle relazioni, della natura e del gioco, convinti che siano fondamentali per una crescita armoniosa e completa. Scegliere la nostra scuola significa affidare i propri figli a un progetto educativo basato su solidi e duraturi valori cristiani. Ambiente sicuro e stimolante Contesto positivo e inclusivo Educatrici qualificate e affidabili Collaborazione genitori-insegnanti Attività extrascolastiche selezionate Scopri di più Iscrizioni aperte Anno scolastico 2026-27 Iscrizioni aperte A.S. 26-27 L’edificio un ambiente sicuro e stimolante Desideri approfondire qualche aspetto in particolare? Per avere maggiori dettagli sui progetti specifici, sulle modalità di iscrizione o sull’organizzazione della giornata scolastica puoi scaricare il libretto della scuola oppure contattarci. Per informazioni PTOF 2022-2025 Piano Triennale dell’Offerta Formativa Il PTOF è un documento che definisce l’identità e gli obiettivi di una scuola. Cosa contiene il PTOF• Progetto Educativo: I principi ispiratori della scuola, le sue finalità e i valori su cui si basa.• Scelte Didattiche: Le modalità di insegnamento, i metodi e gli strumenti utilizzati.• Organizzazione: Come la scuola è strutturata, come vengono utilizzate le risorse e come è gestita la vita scolastica.• Monitoraggio: Un sistema per verificare se gli obiettivi del PTOF vengono raggiunti. Il progetto «LE MANI IN PASTA» Si concentra sullo sviluppo dei bambini attraverso attività manuali e sensoriali.– Obiettivi◦ Favorire l’esplorazione e la scoperta del mondo.◦ Stimolare la creatività e la fantasia.◦ Sviluppare le capacità motorie e cognitive.– Attività◦ Laboratori di manipolazione con diversi materiali.◦ Progetti legati all’alimentazione.◦ Attività per l’ampliamento dell’offerta formativa. Programma Didattico Integrazione nel territorio Attività per l’integrazione Le attività che coinvolgono tutta la comunità, come le feste tradizionali, la festa dei nonni o le recite natalizie e di fine anno, sono occasioni preziose per favorire l’integrazione e lo scambio reciproco. Preparare insieme il pane di San Martino per la festa del patrono e condividerlo durante la celebrazione, oppure organizzare uscite didattiche sul territorio, sono esempi concreti di come sia possibile creare un legame tra le famiglie e la comunità. Queste iniziative non solo permettono di conoscersi meglio, ma contribuiscono anche a costruire un senso di appartenenza e a rafforzare i rapporti tra le persone. Alcune delle attività Castagnata in compagnia Festa dei nonni San Martino dei bambini, incontro in Chiesa con don Alex Condivisione del Pane, realizzato dai bambini per la Messa del Patrono Bancarella alla Festa di San Martino, a cura dei genitori e rappresentanti Batti Bidons, passeggiata per le vie chiamando San Nicolò Mercatino alla Festa dell’Immacolata Recita di Natale Festa di Carnevale Serata cinema Festa della Famiglia con Santa Mesdsa Gita di primavera con i nonni Recita di fine anno San Martino dei bambini Batti Bidons Preparazione e condivisione del pane di San Martino Recita di Natale Bilancio consuntivo 24 e preventivo 25 Scuola infanzia Fanna Contattaci Scuola dell’Infanzia e Sezione Primavera Via Toffoli 4 · 33092 FANNA PN scuolainfanziafanna@alice.it +39 0427 77306 CHIAMARE PREFERIBILMENTE NEGLI ORARI 8.00-9.00 / 12.30-13.30 / 15.30-16.00 Nome Email Messaggio Invia
Benedizione dei bambini. Per l’Epifania 3 grandi doni: famiglia, comunità, fede

Una stella guida per ogni famiglia All’Epifania lasciamoci ispirare dai Re Magi portando 3 doni: Famiglia, Comunità e Fede L’Epifania, festa che celebra la manifestazione di Gesù Cristo ai Magi e a tutti i popoli, offre un’opportunità unica per riflettere sull’importanza di tre pilastri fondamentali della nostra società: la famiglia, la comunità e la fede. La famiglia: il primo nucleo di fede, è il primo luogo in cui si trasmettono i valori, la cultura e, soprattutto, la fede. L’Epifania, con la sua immagine della Sacra Famiglia in fuga in Egitto, ci ricorda l’importanza di proteggere e custodire i legami familiari. È all’interno della famiglia che i bambini imparano i primi rudimenti della fede, attraverso le preghiere, le tradizioni e l’esempio dei genitori. La benedizione dei bambini, in occasione dell’Epifania, sottolinea proprio questo aspetto: i più piccoli sono affidati alla protezione divina e alla guida dei loro genitori. È un momento di grande emozione e di rinnovato impegno per le famiglie nel trasmettere la fede alle nuove generazioni. La benedizione dei bambini nel giorno dell’Epifania Festa della rivelazione universale di Dio, è stata celebrata quest’anno a Fanna, insieme per entrambe le nostre parrocchie. La presenza numerosa dei bambini, insieme alle loro famiglie, ha reso l’atmosfera ancora più gioiosa e significativa, un momento di grande emozione, un gesto che ha toccato i cuori di tutti i presenti. Gioia universale Don Alex, con la sua coinvolgente accoglienza, ha fatto distribuire ai bambini bandierine di ogni nazione del mondo, sottolineando come Dio parla a tutti, ovunque nel creato, nello stesso linguaggio, indipendentemente dalla lingua o dalla cultura, e che vede tutti noi allo stesso modo in ogni luogo, invitandoci a costruire su queste basi una comunità fraterna. Dopo la Benedizione, nel pomeriggio, è seguita in sala Arcobaleno la proiezione del film con la cioccolata calda. Un ulteriore opportunità di condividere un momento di allegra convivialità. È stato bello vedere come la parrocchia si sia trasformata in un luogo di incontro e di festa, dove grandi e piccoli hanno potuto sperimentare la gioia della comunità cristiana. Film & Cioccolata Per riflettere sui valori di gentilezza e solidarietà, è stato proiettato il film “Robot selvaggio”. Ringraziamo coloro che hanno contribuito all’organizzazione! Invitiamo le comunità a partecipare alle prossime iniziative in parrocchia! Alessandra Sara, Ilari, Simona e Zeudi
Benedizione del falò: purificazione e protezione

una tradizione che parte da lontano Il falò: significato e origini La tradizione del falò è un’usanza antica e radicata nella cultura friulana. Il rito ha origini remote, legate a riti pagani di purificazione e propiziazione. Il fuoco è simbolo di purificazione, di passaggio e di rinnovamento. Le fiamme allontanano le tenebre e le paure, portando con sé la speranza di un anno prospero e fertile. una tradizione che parte da lontano Il Falò: Origini Significato La tradizione del falò epifanico in Friuli, è un’usanza antica e radicata nella cultura della regione. Le prime testimonianze scritte risalgono al 1300, ma si ritiene che il rito abbia origini ancora più remote, legate a riti pagani di purificazione e propiziazione. Il fuoco, elemento centrale dei falò, rappresenta da sempre un simbolo di purificazione, di passaggio e di rinnovamento. Le fiamme, che illuminano la notte, allontanano le tenebre e le paure, portando con sé la speranza di un nuovo anno ricco di prosperità e fertilità. Benedizione del Falò: un rito di purificazione e protezione La benedizione dei falò è un rito religioso che si è aggiunto nel tempo per rafforzare il significato di purificazione e di protezione legato a questa tradizione: il sacerdote benedice il fuoco e i partecipanti, invocando la benedizione divina sull’anno nuovo e sulla comunità e sui raccolti. Usi e costumi locali… Tra le usanze tradizionali c’è il “pronostico del falò”, in cui si osserva la direzione del fumo per trarre auspici sull’anno nuovo. Se il fumo va verso est, si prevede un anno di abbondanza; se va verso ovest, si temono difficoltà. In alcune zone, si brucia un fantoccio di paglia, simbolo dell’anno vecchio che se ne va. La preparazione e l’accensione dei falò sono un momento di grande coinvolgimento comunitario. Nei giorni precedenti all’Epifania, interi paesi si mobilitano per raccogliere i materiali naturali da bruciare. Il tradizionale Falò di Fanna, un evento che scalda i cuori delle comunità Un lavoro d’insieme Calore, tradizione, comunità La preparazione del falò a Fanna coinvolge un numero notevole di persone, dai 15 ai 35 volontari attivi, con l’aggiunta di una grande partecipazione giovanile, che testimonia il forte legame tra le nuove generazioni e le tradizioni del paese. Un mese di lavoro intenso, a partire dal periodo pre-natalizio, ha portato alla realizzazione di circa 1400 fascine di legna direttamente sul posto, accatastate poi con cura per dare vita a una struttura sicura ma imponente. Il falò di Fanna Un rito antico, un cuore giovane Il falò di Fanna viene organizzato dall’associazione culturale “Chei dal falò” di Fanna ha celebrato quest’anno il suo quinto anniversario, confermando il tradizionale falò come un evento sentito da tutta la comunità. Nata sulla scia del precedente “Grande falò degli Alpini”, l’associazione ha raccolto un’eredità importante, aprendola a nuove energie e a una partecipazione sempre più ampia. Benedizione: Purificazione e Protezione IL FUOCO DELLA FEDE, la Benedizione Sacerdotale che Protegge e GuidaLa benedizione del falò da parte di don Alex e don Dario, insieme a Riccardo, durante l’accensione, è un gesto che ha dato un significato ancora più profondo di purificazione e protezione in questa tradizione antica. Un Falò che Illumina Le preghiere dei sacerdoti, rivolte ai presenti e al fuoco, hanno invocato la benedizione sull’anno nuovo, sulla comunità e sui frutti della terra. Benedizione: Purificazione Protezione IL FUOCO DELLA FEDE, la Benedizione Sacerdotale che Protegge e GuidaLa benedizione del falò da parte di don Alex e don Dario, insieme a Riccardo, durante l’accensione, è un gesto che ha dato un significato ancora più profondo di purificazione e protezione in questa tradizione antica. Un Falò che Illumina Le preghiere dei sacerdoti, rivolte ai presenti e al fuoco, hanno invocato la benedizione sull’anno nuovo, sulla comunità e sui frutti della terra. Approfondisci L’Organizzazione Armonia = valore aggiunto L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata da un’organizzazione ancora più propositiva, che ha permesso di gestire al meglio l’afflusso di partecipanti e di coordinare le diverse attività. La manifestazione si è svolta in un clima di grande collaborazione e solidarietà, con il contributo di associazioni locali, degli Alpini di Fanna, del Comune, dei negozianti e degli esercenti, e con la partecipazione di tutto il paese. Tradizioni che ardono Legami che si rinnovano Il nostro falò è molto più di una semplice festa: è un momento di incontro e di condivisione, un’occasione per rafforzare l’appartenenza alla comunità e per celebrare insieme le nostre tradizioni. La partecipazione di persone di ogni età, dai bambini agli anziani, testimonia il valore intergenerazionale di questo evento, che unisce passato, presente e futuro. Un rito da vivere Tradizione da custodire La riuscita del falò di Fanna è un successo che si ripete ogni anno, grazie all’impegno costante dell’associazione “Chei dal falò” e alla generosità di tutta la comunità. Un evento che merita di essere vissuto e sostenuto, per continuare a tramandare una tradizione preziosa e per ravvivare lo spirito di collaborazione e di amicizia che anima il paese di Fanna. Chiara, Elena, Fabiano Ringraziamo: l’Associazione “Chei dal Falò” per le informazioni e le immagini (p. Facebook) Claudio Maiorana per le foto «La via di Dio è perfetta, la parola del Signore è purificata con il fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che si rifugiano in lui». (Salmo 18,30) #FalòFanna #tradizioniantiche #cheidalfalò #fuocoantico #sottolestelle #comunitàinsieme #BenedizioneProtezione
Un Natale di comunità e di speranza, verso il Giubileo

Il Tempo di Natale Un tempo forte, vissuto con momenti intensi dalle nostre comunità parrocchiali, per l’autenticità delle celebrazioni e delle riflessioni. Dall’Avvento alla preparazione alle confessioni, al raccoglimento della Messa della Vigilia, un momento di profonda spiritualità, siamo passati alla gioiosa celebrazione della nascita di Gesù il 25 dicembre. La messa Messa di Santo Stefano a Orgnese, e il 30 dicembre si è celebrata l’Eucaristia in compagnia degli anziani in casa di riposo. L’anno si è concluso con il Te Deum, un ringraziamento per i sacramenti di quest’anno: battesimi, prime comunioni, cresime, matrimoni, il ricordo dei defunti. NATALE DALL’INIZIO… L’attesa Il periodo natalizio appena trascorso è stato un tempo intenso di emozioni, un’occasione per ritrovarsi, condividere e riflettere sul profondo significato della nascita di Gesù. AVVENTO Preparazione Comunitaria alla Riconciliazione Le confessioni Lunedì 23 dicembre, alle ore 20.00 al Santuario di Madonna di Stradaabbiamo partecipato a un momento speciale di preparazione al sacramento della Riconciliazione, con preghiera comunitaria e la possibilità di confessarsi individualmente con i sacerdoti presenti. Una notte speciale La Veglia di Natale Le luci soffuse creano un’atmosfera speciale, carica di attesa. Poi, con l’arrivo di Gesù, le luci si accendono, illuminando i cuori. È un momento di raccoglimento, riflessione che ha emozionato tutti noi presenti. Da Don Alex La lettera di Auguri Con la sua semplicità e sincerità, ha toccato il cuore di ciascuno di noi. Le sue parole ci hanno invitato ad aprire le porte del nostro cuore a Dio e agli altri, a coltivare relazioni autentiche e a riscoprire la bellezza che ci circonda. L’augurio di fare spazio a Dio in noi e a stupirci della bellezza che ci abita è stato un invito a guardare oltre l’apparenza e a scoprire le meraviglie nascoste nella nostra vita. La lettera Video Auguri di Natale «Auguri a tutto il mondo» Un Buon Natale di suoni e colori Le iniziative organizzate in occasione del Natale sono state pensate per favorire l’unione nelle nostre comunità. Il video augurale, ad esempio, frutto della collaborazione di vari gruppi, è stato un modo originale e coinvolgente per esprimere i nostri auguri. Le voci dei bambini, i canti dei cori, le immagini dei presepi: l’insieme ha contribuito a creare armonia e unità. A partire dalla scuola dell’infanzia, che con il suo canto iniziale “Girotondo di Natale” ha dato il via a un percorso di fraternità universale, gli auguri di don Alex in brasiliano e italiano, insieme ai bambini, hanno sottolineato l’importanza del dialogo dell’accoglienza. I presepi realizzati nei nostri luoghi, ricordandoci il mistero della nascita di Gesù e la sua venuta nella nostra vita. I cori parrocchiali, con il canto “Cantique de Noël” ci hanno portato direttamente al cuore del Natale. Il gruppo giovani animatori, con l’interpretazione di “So this is Christmas” di J. Lennon, ci ha invitato a riflettere sul vero significato del Natale e a impegnarci per un mondo più fraterno. A Orgnese S. Stefano unisce Il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, a Orgnese si è tenuta una celebrazione comunitaria speciale: le comunità si sono riunite per una messa unica nella chiesetta di San Leonardo. La chiesetta, con la sua atmosfera raccolta che favorisce la condivisione e la spiritualità, ha reso questo evento un’occasione speciale per rafforzare i legami tra le parrocchie. scopri di più Grazie a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di queste iniziative va il nostro ringraziamento. Grazie alla vostra generosità e al vostro impegno, il Natale è stato un momento di grande gioia e di arricchimento spirituale per tutta la nostra comunità. Insieme a voi Grazie! La collaborazione di tanti parrocchiani e fedeli, con la loro creatività hanno realizzato presepi unici, addobbato le chiese con gusto; i cori hanno animato le nostre celebrazioni preparato i canti natalizi. Tutti hanno contribuito a creare un’atmosfera di spiritualità e raccoglimento. Presepi Pulizie Fiori Cori Conforto e speranza La messa in casa di riposo è un momento molto apprezzato dagli anziani che vi soggiornano. È un’occasione per sentirsi parte di una comunità, per celebrare la propria fede e per trovare conforto e speranza. La messa è un momento di raccoglimento e di preghiera, ma anche di socializzazione e di condivisione. Partecipazione e fede Gli anziani che partecipano alla messa si sentono parte di una celebrazione importante, un momento in cui possono esprimere la propria spiritualità e la propria devozione. La messa in casa di riposo è un dono prezioso che viene offerto agli anziani, un momento di grazia che può portare gioia e serenità. La Messa in casa di riposo 31 dicembre 2024 Te Deum Un ringraziamento per l’anno trascorso L’anno si è concluso con la Messa di ringraziamento a Dio per i doni ricevuti durante l’anno. In questa celebrazione, la comunità si è riunita per ringraziare per i sacramenti celebrati: battesimi, comunioni, cresime, matrimoni, e per ricordare coloro che sono mancati. È stato un momento per riflettere sulle gioie e le sfide dell’anno passato, e per rinnovare la propria fede e speranza per il futuro. A Fanna la celebrazione è stata concelebrata da don Alex insieme a Padre Leone che è venuto a trovarci per qualche giorno. Buon Anno! Verso il Giubileo 2025 In questo nuovo anno che si apre davanti a noi, portiamo con noi lo spirito del Natale. Continuiamo a coltivare relazioni autentiche, a essere testimoni della speranza e a costruire insieme il nostro domani. Rivedi il video di Natale A partire dalla scuola dell’infanzia, che con il suo canto iniziale “Girotondo di Natale” ha dato il via a un percorso di fraternità nel mondo, gli auguri di don Alex in brasiliano e italiano, insieme ai bambini, hanno sottolineato l’importanza del dialogo dell’accoglienza. I presepi realizzati nei nostri luoghi, ricordandoci la nascita di Gesù e la sua venuta nelle nostre vite. I cori parrocchiali, con il canto “Cantique de Noël” ci hanno portato direttamente al cuore del Natale. Il gruppo giovani animatori, con l’interpretazione di “So this is Christmas” di J. Lennon, ci ha invitato a riflettere sul vero significato del Natale e a
I nostri presepi: un viaggio nel cuore del Natale

Il presepe è una tradizione profondamente radicata nella cultura natalizia e la sua storia è affascinante, intrecciata con la figura di San Francesco d’Assisi e le Sacre Scritture. C’erano nella stessa regione dei pastori che passavano la notte all’aperto, facendo la guardia al loro gregge. Ed ecco, un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce; essi furono presi da grande paura. Ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo Signore. E questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito con l’angelo si unì una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà». Luca 2,8-14 L’origine del presepe e il ruolo di San Francesco Sebbene le rappresentazioni della Natività risalgano ai primi secoli del cristianesimo, è a San Francesco d’Assisi che si attribuisce l’invenzione del presepe nella forma che oggi conosciamo. Nel 1223, a Greccio (vicino Rieti), il Santo organizzò una rappresentazione vivente della Natività. In una grotta allestita per l’occasione, fece portare un bue e un asino, e dispose della paglia. Non c’erano statue, ma la scena era così viva e toccante che toccò profondamente i presenti, invitandoli a meditare sulla semplicità e la povertà della nascita di Gesù. L’evoluzione del presepe Da quell’evento, il presepe si diffuse rapidamente in tutta Italia e in Europa. Inizialmente, erano rappresentazioni viventi, ma ben presto si svilupparono i presepi con le statue, realizzati in legno, terracotta o altri materiali. Nel corso dei secoli, il presepe si è arricchito di dettagli e personaggi, diventando una vera e propria opera d’arte. Ogni regione d’Italia ha sviluppato un proprio stile, con caratteristiche e tradizioni uniche. I nostri Presepi I presepi delle comunità di Fanna e dintorni sono molto più che semplici rappresentazioni della Natività. Sono opere realizzate con passione e dedizione, che riflettono la fede, la cultura e la creatività delle comunità locali. Ogni presepe ha una storia da raccontare: c’è quello realizzato con materiali poveri, che ci ricorda la semplicità della nascita di Gesù; quello costruito con pietre antiche, simbolo della perennità della fede; e quello realizzato con maestria artigianale, che ci trasporta in una Palestina autentica. a Fanna Scuola dell’infanzia «Maria Immacolata» Colori di Natale, un arcobaleno di cuori Il presepe e l’albero di Natale rappresentano per noi occasioni preziose per rafforzare il senso di comunità. Realizzare il presepe insieme ai bambini è un modo divertente per avvicinarli alla storia e ai valori del Natale, stimolando la loro immaginazione e creatività. L’iniziativa di addobbare l’albero di Natale in collaborazione con le famiglie, invece, favorisce l’integrazione e lo scambio tra genitori e insegnanti, creando un clima accogliente e partecipativo. È un modo per dimostrare che la scuola è un luogo aperto dove la tradizione si incontra con la condivisione. I bambini assieme alle maestre Annalisa Monia Monica Giada a Orgnese Chiesa di San Leonardo L’essenziale è invisibile agli occhi Ogni anno, con semplicità, questo presepe rinasce da sé. Niente di superfluo, solo l’essenziale. Rami e foglie raccolte nei dintorni, legna, tegole, mattoni… materiali poveri che parlano di una nascita povera, ma ricca di significato. Un presepe che, proprio nella sua naturalezza, ci riporta al cuore del messaggio natalizio: la scelta di Dio di nascere in una mangiatoia, tra gli animali. Un invito a toccare con mano la povertà in cui si è manifestato il Figlio di Dio, un invito a riscoprire il valore delle cose semplici. E poi, la lanterna. Una luce fioca, simbolo della fede che Gesù infonde in noi. Una luce che, anche nelle tenebre più profonde, può trasformare tutto in bellezza. Ringraziamo William Roman che ogni anno si presta alla realizzazione sempre nuova e significativa del presepe di Orgnese. Angelina Sonia William a Fanna Santuario di Madonna di Strada Un natale antico e nuovo, per ritrovare la strada verso Dio Un presepe fatto di pietre antiche, testimoni silenziosi del tempo, e di statuine bianche, luminose come la speranza. In questa semplicità, in questo gioco di contrasti tra la terra e il cielo, si cela un mistero profondo. Gesù, il Figlio di Dio, si è fatto uomo, ha scelto di nascere in una grotta, tra gli umili pastori. Un gesto d’amore infinito che ci invita a guardare oltre le apparenze, a riscoprire il valore delle piccole cose e ad amare come Lui ci ha amati. Costruire un presepe, anche il più semplice, diventa così un atto di fede, un modo per far entrare la luce di Natale nei nostri cuori. Un’esperienza che, pur nella sua semplicità, può rivelarsi sorprendentemente complessa, perché ci chiede di metterci in gioco, di aprire le porte del nostro cuore alla tenerezza di Dio. L’allestimento del presepe è stato curato da Graziella Rigutto. Graziella Liliana Ugo a Fanna Chiesa di San Martino Passione e tradizione incontrano la creatività La passione per la tradizione e la ricerca continua di nuove espressioni artistiche animano la realizzazione del presepe di San Martino. La maestria di Francesco Valguarnera hanno dato vita a un’opera che ogni anno sorprende per la sua bellezza e originalità. Dietro ogni dettaglio, ci sono mesi di lavoro e un impegno costante nel migliorare l’allestimento, grazie anche al prezioso contributo dei volontari della Pro Loco. Quest’anno, il presepe ci trasporta in una Palestina autentica, con un’attenzione minuziosa ai particolari che rende ogni elemento vivo e tangibile. Federica Sara Francesco a Cavasso Chiesa di San Remigio Un rifugio di semplicità, costruito con il cuore e con le mani La tradizione del presepe continua a vivere a Cavasso, quest’anno arricchita grazie al talento di Giuseppe Gambon (per tutti Bepi), che nella rappresentazione della Natività ha portato delle novità importanti. Una nuova grande stalla di legno con fienile realizzata artigianalmente con legni locali lavorati a mano, che rappresenta un luogo accogliente nella semplicità, dove
San Nicolò «Battibidons» un richiamo alle tradizioni

Fanna, 5 dicembre 2024 Battibidons, aspettando San Nicolò: una tradizione che risuona L’aria fresca di dicembre porta con sé un’attesa speciale a Fanna. Quest’anno, per l’undicesima volta consecutiva, il 5 dicembre, il paese si è trasformato in un luogo allegro e rumoroso per l’arrivo di San Nicolò. La tradizionale sfilata dei Bidons ha riunito grandi e piccini in Piazza XX Settembre, pronti a dare vita a un corteo chiassoso. Armati di pentole, padelle e ogni sorta di contenitore, i partecipanti hanno percorso le vie centrali, in un’atmosfera unica e coinvolgente. Il frastuono allegro dei bidoni, unito alle risate dei bambini e alle voci festose degli adulti, ha riempito le strade. Questa iniziativa, nata ormai da diversi anni, è diventata un appuntamento fisso per la comunità di Fanna. Un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e condividere momenti di serenità insieme. Al termine della sfilata, i bambini sono stati premiati con piccoli doni e dolciumi, un modo per ringraziarli della loro partecipazione e per alimentare ancora di più il loro entusiasmo. Per tutti i presenti, è stato preparato un momento conviviale presso la Sala Arcobaleno, dove cioccolata calda, vin brulè e altri dolciumi hanno riscaldato corpi e anime. Ma la camminata Battibidons è molto più di un semplice evento festoso. È un’occasione per rievocare antiche tradizioni: si narra infatti che San Nicolò, il santo protettore dei bambini, durante la notte della vigilia del 6 dicembre, percorra le case lasciando doni ai bimbi buoni. Per guidarlo nella sua missione, i bambini, prima di addormentarsi, fanno rumore battendo le mani, picchiettando sul pavimento o suonando piccoli strumenti. In questo modo, attirano l’attenzione del santo e lo invitano a entrare nella loro casa. Insieme, alzando gli occhi al cielo, abbiamo rivolto una speciale preghiera a San Nicolò, chiedendo la sua benedizione O buon San Nicola, tu che sei la gioia dei bambini, metti nel mio cuore lo spirito dell’infanzia di cui parla il Vangelo e insegnami a seminare felicità intorno a me. Tu, la cui festa ci prepara al Natale, apri la mia fede al mistero di Dio fatto uomo. Tu, buon vescovo e pastore, aiutami a trovare il mio posto nella Chiesa e ispira quest’ultima perché sia fedele al Vangelo. O buon San Nicola, patrono dei bambini, dei marinai e degli indifesi, custodisci chi prega Gesù, tuo e loro Signore, e chi si umilia davanti a te. Portaci tutti pieni di reverenza dal Santo Bambino di Betlemme, presso cui si trovano la vera gioia e la pace. Sara Alessandra, Ilari, Zeudi, Annalisa
Fanna, festa del patrono San Martino

San Martino, ogni anno unisce fede e comunità Quattro giorni intensi, dal 8 all’11 novembre, hanno scandito a Fanna i festeggiamenti in onore di San Martino. Un’occasione unica per ritrovarsi, celebrare in comunità e ringraziare per i doni ricevuti. San Martino: un mantello per imparare a condividere VENERDÌ 8 NOVEMBRE. Il primo appuntamento di quest’anno è stato in chiesa: l’incontro tra don Alex e i più piccoli della scuola dell’infanzia Maria Immacolata di Fanna. Un inizio che ha aperto le porte a un fine settimana ricco di eventi, culminato con la messa in onore del Santo Patrono. Dalla scuola materna: piccoli gesti, grandi cuori… danno il via alla festa! San Martino, il nostro patrono! ✨ Don Alex ci ha raccontato una storia bellissima: un cavaliere dal cuore d’oro che ha condiviso il suo mantello con un povero… Noi, ispirati da San Martino, abbiamo preparato il pane tutti insieme. La messa di domenica, è stato un momento speciale assieme alla nostra comunità, abbiamo portato il nostro dono e abbiamo recitato una frase bellissima: “Che sia dolce o salato è sempre un buon dono e va apprezzato”. I bambini, le maestre e il personale della Scuola dell’Infanzia di Fanna San Martino: il sapore dell’autunno, il calore della comunità DOMENICA 10 NOVEMBRE. È stata una giornata davvero ricca, la messa del ringraziamento ha profondamente coinvolto i presenti: don Alex, con la sua capacità di coinvolgere i più piccoli e di parlare al cuore di tutti noi, ha reso la celebrazione un’esperienza sentita per tutti noi. La sua semplicità e spontaneità hanno reso il messaggio del Vangelo particolarmente incisivo. La messa del ringraziamento è da sempre una celebrazione molto sentita. La benedizione dei mezzi agricoli e dei prodotti della terra ci ha ricordato l’importanza delle nostre radici e del lavoro della terra. Le strade di Fanna si sono animate con bancarelle colorate, profumi e allegria. Le iniziative organizzate dalla Pro Loco come capofila, assieme alle associazioni del paese, hanno reso questa giornata ancora più speciale. È stato bello vedere il paese così pieno di vita, con le bancarelle, e le molteplici iniziative organizzate. La scuola materna, assieme ai genitori, ha organizzato la bancarella delle torte e una castagnata per una raccolta fondi. San Martino: celebrare la vita, ringraziare Dio LUNEDÌ 11 NOVEMBRE. Nel giorno di San Martino, la messa patronale è stata il culmine dei festeggiamenti: una celebrazione partecipata, che ha visto la presenza di numerosi sacerdoti e le associazioni attive nel volontariato locale. Un segno tangibile della vitalità della comunità, unita nella preghiera e nel ringraziamento. La preghiera dei volontari O Signore,tu ci hai insegnato che l’amore più grande èdare la vita per i propri amici. Aiutaci a scoprire nel volontariato l’opportunitàdi incontrare uno spazio per praticare il bene e vivere l’amore. Apri i nostri occhi a riconoscere in ogni fratello e sorellail tuo volto e la tua presenza. Apri le nostre menti a valorizzarel’unicità di ogni persona, con la sua storia e cultura. Apri i nostri orecchi ad accogliere con gentilezzale voci che chiedono ascolto. Apri i nostri cuori ad offrire speranza dove c’è paura,solidarietà dove c’è solitudine, conforto dove c’è tristezza. Aiutaci, o Signore, a testimoniare il Vangelocon un sorriso, una parola, un gesto di affetto. Donaci l’umiltà di riconoscere che noinon siamo la luce, ma strumenti della Tua luce,non siamo l’amore, ma espressioni del Tuo amore. Amen. Il messaggio di San Martino oggi La figura di San Martino ci invita alla generosità, alla condivisione e alla solidarietà. I suoi valori sono più attuali che mai, in un mondo che ha sempre più bisogno di umanità e di gesti di altruismo. La festa di San Martino a Fanna è stata molto più di un semplice evento locale. È stata un’occasione per rafforzare i legami, riscoprire le proprie radici e celebrare i valori della comunità. Un futuro ricco di tradizioniLa festa di San Martino è un patrimonio prezioso per la comunità di Fanna. È fondamentale mantenerla viva, trasmettendola alle nuove generazioni, perché rappresenta un ponte tra passato e futuro, un legame indissolubile con le proprie origini. Margherita Federica Liliana Mariarita #SanMartino #Fanna #FestaRingraziamento #TradizioniStoriche #FestaSanMartino #SanMartinoUnisce, #FedeComunità, #EstateDiSanMartino #Grazie #Ringraziamento SAN MARTINO biografia, approfondimenti, curiosità…