»AMATEVI« per una comunità che cura

Amare ed essere amato… Ha effetti profondi sulla salute fisica, emotiva e sulla qualità della vita, influenzando il nostro benessere e la nostra capacità di affrontare lo stress. L’amore genera benessere grazie alla produzione di endorfine, ossitocina e vasopressina, che favoriscono il rilassamento, riducono il dolore, stimolano la creatività e rafforzano il sistema immunitario. Essere amati contribuisce a una maggiore resilienza, una migliore capacità di affrontare le difficoltà e un senso di appartenenza. Effetti positivi sull’organismo Ansia e stress Riduzione dello stress e dell’ansia: L’amore, in particolare l’innamoramento, aumenta i livelli di endorfine, che agiscono come analgesici naturali e favoriscono il benessere generale. Resilienza Maggiore resilienza: L’amore aiuta a sopportare il dolore, sia fisico che emotivo, e ad affrontare meglio le sfide della vita. sistema immunitario Rafforzamento del sistema immunitario: L’amore e la vicinanza alle persone amate possono contribuire a una migliore salute fisica, rendendo il corpo più resistente alle malattie. Cuore Riduzione del rischio cardiovascolare: L’amore può avere un effetto protettivo sul cuore, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari. Creatività e produttività Aumento della creatività e della produttività: L’amore può stimolare la mente e favorire un maggiore impegno nelle attività, aumentando la creatività e la produttività. Legami sociali Effetti positivi sull’emotività e sulla psiche: Aumento dell’autostima e della fiducia in sé. Sentirsi amati contribuisce a un’immagine positiva di sé, a una maggiore autostima e a una fiducia nelle proprie capacità. Empatia Maggiore empatia e capacità di comprendere gli altri: L’amore incondizionato favorisce la comprensione e la condivisione dei sentimenti altrui, sviluppando l’empatia. Appartenenza e connessione Senso di appartenenza e di connessione: L’amore permette di stabilire relazioni significative e di sentirsi parte di qualcosa di più grande, fornendo un senso di appartenenza. Legami sociali Rafforzamento dei legami sociali: L’amore è un fattore fondamentale per la costruzione di relazioni sane e durature, arricchendo la rete sociale e fornendo un supporto emotivo. Aumento della felicità e del benessere generale L’amore è un sentimento che nutre l’anima e contribuisce a una maggiore felicità e a un benessere psicologico generale. Amare ed essere amato sono elementi fondamentali per il benessere umano, con effetti positivi sulla salute fisica, emotiva e sulla qualità della vita. Questi sentimenti possono contribuire a una maggiore resilienza, a una migliore capacità di affrontare lo stress, a una maggiore autostima e a un senso di appartenenza. L’amore, in tutte le sue forme, arricchisce la nostra vita e ci permette di vivere in modo più pieno e appagante. don Alex NOTE BIBLIOGRAFICHE Il Gruppo Roche: Pubblicato 13 febbraio 2025; Chimica dell’amore: cosa accade nel cervello di un innamorato – ipsico Amare e sentirsi amati – Psicologi a Biella 5 set 2017 Cosa ci dice la psicologia sull’amore incondizionato? 30 giugno 2024 #amore cristiano, #comunità che cura, #comunità cristiana, # amore curativo, #accoglienza,
Il Papa che sognano i nostri giovani

Un Pontefice per il futuro Quando la fumata bianca si leva, il mondo si ferma per un attimo… un uomo, spesso inaspettato, assume una missione secolare, quella di guidare i cattolici di tutto il mondo. I nostri ragazzi del gruppo catechismo superiori hanno espresso il loro desiderio per un Papa che sia un vero pontefice, non solo di fede, ma di umanità. Sognano un riferimento di fede che sappia stare accanto ai bisognosi, che guidi con umiltà e compassione. Un Papa che sia portatore di verità, capace di affrontare le sfide più difficili con trasparenza e coraggio. Ma soprattutto, desiderano un comunicatore del cuore, che con parole semplici e profonde riesca a superare ogni barriera. Le loro parole riflettono un’aspettativa profonda e sincera: cercano una guida spirituale capace di unire e ispirare. I giovani e il Papa: un ponte tra cuore e verità Alle nostre domande, “Cosa mi aspetto dal nuovo Papa Leone XIV”, “Cosa mi piacerebbe che facesse”, “Quali sono le qualità importanti per un Papa”, riassumiamo le loro risposte: Un ponte tra il sacro e l’umano Si aspettano un Papa gentile e umile, qualcuno che sappia stare vicino ai bisognosi e che, con la sua vita, ispiri la comunità a professare il bene. Questa non è solo un’aspettativa, ma un desiderio di vedere la Chiesa incarnare l’essenza del servizio, una Chiesa che si sporca le mani e che non ha paura di toccare le ferite del mondo. Cercano un successore di Papa Francesco, che come lui abbia l’empatia e la capacità di entrare in relazione in modo autentico. Azioni indelebili e parole di verità Desiderano che questo nuovo Papa compia azioni significative, che lascino un segno indelebile. Non gesti puramente simbolici, ma atti concreti che possano muovere le coscienze e segnare un punto di svolta. E, soprattutto, si aspettano che sia un Papa che non abbia paura di dire la verità. Il desiderio è che il nuovo Pontefice sappia parlare bene, non in modo retorico, ma con la capacità di far capire il messaggio che vuole trasmettere. Non si tratta solo di pronunciare parole, ma di usarle come uno strumento per cambiare le idee sbagliate e per guidare le persone sulla retta via, con gentilezza e fermezza. Unità, apertura e umiltà Infine, sperano che questo Papa riesca a raggiungere il cuore non solo dei credenti, ma anche di chi è lontano dalla fede. La sua missione dovrebbe essere quella di avvicinare le persone, creando una comunità in cui si possa vivere bene insieme, imparando gli uni dagli altri. Le qualità che indicano sono quelle di un vero riferimento spirituale: apertura a tutto, umiltà e una ferma spontaneità. Queste virtù non solo rendono un Papa più umano, ma lo rendono capace di superare le barriere ideologiche e di comunicare in modo diretto. PAPA LEONE XIV E SANT’AGOSTINO
Sant’Agostino, la scoperta che la fede non è un confine, ma un orizzonte

Il legame profondo tra Papa Leone XIV e Sant’Agostino Il nuovo Papa, Robert Francis Prevost, è il primo Pontefice nella storia a provenire dall’Ordine di Sant’Agostino, un legame che ha plasmato in modo diretto e profondo la sua spiritualità. Nelle sue prime dichiarazioni, Papa Leone XIV si è definito “un figlio di Sant’Agostino”, sottolineando come gli insegnamenti del Dottore della Chiesa abbiano influenzato la sua formazione e la sua visione per il pontificato. L’eredità agostiniana si riflette chiaramente nei pilastri che guideranno il suo operato: la sinodalità, la dedizione e la comunione con il popolo. La Regola di Sant’Agostino, infatti, si basa su principi come l’amore per Dio e il prossimo, la povertà e l’obbedienza, valori che si traducono in una vita di comunità fondata sulla verità e la fraternità Agostino trovare la luce della fede nel labirinto della ragione Sant’Agostino d’Ippona, uno dei più grandi pensatori e teologi della storia, è una figura centrale non solo per la Chiesa, ma per l’intera cultura occidentale. Vissuto tra il 354 e il 430 d.C., questo Dottore della Chiesa ha lasciato un’eredità immensa attraverso le sue opere, in particolare le Confessioni e La città di Dio. La sua vita fu un cammino di ricerca spirituale, che lo portò da una giovinezza inquieta e lontana dalla fede a una profonda conversione. Le sue riflessioni sul rapporto tra fede e ragione, sul male e sul libero arbitrio, e sulla grazia divina continuano a essere studiate e a ispirare milioni di persone. La figura di Sant’Agostino rappresenta l’intellettuale che unisce una sete di conoscenza a una fede profonda, dimostrando come la filosofia e la teologia possano arricchirsi a vicenda. La sua influenza si estende dalla filosofia medievale fino ai giorni nostri, rendendolo un vero e proprio pilastro del pensiero cristiano. Maestro di Uttenheim, La conversione di Sant’Agostino/L’episodio del tolle et lege (da un altare a portelle con Storie di Sant’Agostino), 1455 circa, tempera e olio su tavola, Varna, Museo dell’Abbazia di Novacella Agostino, il filosofo che non smette di parlarci L’eredità di Agostino nel pensiero contemporaneo non è una semplice influenza, ma un modello teorico che continua a plasmare il nostro modo di percepire noi stessi e il mondo. Il suo pensiero non rimane confinato nei testi sacri o nelle cattedrali, ma risuona nelle pieghe più intime del nostro tempo. Il viaggio interiore: una mappa per la mente moderna 🧭 Agostino è stato un pioniere dell’esplorazione interiore, un’esploratore della mappa dell’anima. La sua ricerca della verità non era un’impresa esteriore, ma un viaggio dentro di sé, un’immersione nelle profondità dell’esperienza soggettiva. Questo approccio è la linfa vitale della nostra ossessione contemporanea per la psicologia, il benessere mentale e la crescita personale. L’idea che le risposte più profonde si trovino non fuori, ma dentro di noi, è il cuore pulsante dell’esistenzialismo e della nostra incessante ricerca di un significato individuale. È come se avesse tracciato la prima mappa per un territorio che noi, oggi, stiamo ancora esplorando. La libertà e il suo doppio vincolo: una scelta che ci definisce ⚖️ Il concetto agostiniano di libertà è una lama a doppio taglio. Non è solo la facoltà di scegliere, ma l’obbligo di scegliere il bene, di agire in modo razionale. In un’epoca che idolatra la libertà come assenza di vincoli, Agostino ci ricorda che la vera libertà non è la licenza, ma la disciplina. La sua visione ci sfida a riconsiderare il nostro stesso concetto di libertà, a vederla non come un diritto assoluto, ma come una responsabilità etica che ci lega al bene comune. È un’eco che risuona nei dibattiti sulla responsabilità individuale e sulla necessità di un quadro etico-giuridico che, pur essendo complesso, ci orienti verso scelte costruttive. Amore come collante sociale: l’architetto invisibile delle nostre comunità ❤️ Per Agostino, l’amore non era un sentimento passeggero, ma una forza cosmica, un principio che ordina il caos e unisce gli individui in una comunità. Questa intuizione è ancora oggi la chiave di volta della teoria sociale. La sua visione di un ordine razionale, sostenuto da una profonda solidarietà, è la base su cui si costruiscono le nostre utopie e i nostri tentativi di società giusta. L’amore agostiniano è l’architetto invisibile che, silenziosamente, tiene insieme le fondamenta del nostro vivere civile, un richiamo costante all’importanza dei legami e della coesione per il benessere collettivo. La legge e lo spirito: il cuore pulsante della giustizia 📖 Agostino ha saputo guardare oltre la mera lettera della legge, distinguendo lo spirito dalla forma. Per lui, la giustizia non era un mero insieme di regole, ma un principio superiore che doveva animare le norme umane. Questa distinzione è un pilastro della giurisprudenza moderna. Ci insegna che una legge, per essere giusta, non può essere solo un’arida formalità, ma deve essere pervasa da un senso etico che ne guidi l’interpretazione e l’applicazione. È un monito per i giuristi di oggi, che ogni giorno si confrontano con la sfida di bilanciare la rigidità della legge con la flessibilità dell’equità. In sintesi, il legame è di carattere spirituale e di appartenenza, con Papa Leone XIV che porta nella guida della Chiesa l’eredità di Sant’Agostino, vissuta e incarnata nella sua vita di frate agostiniano. Ecco i punti chiave di questo legame: Provenienza dall’Ordine Agostiniano:Papa Leone XIV è il primo papa ad appartenere all’Ordine di Sant’Agostino, noto anche come Agostiniani. Citazione del proprio legame:Fin dal suo primo discorso, il Papa ha affermato di essere un “figlio di Sant’Agostino”, manifestando il suo radicamento nella tradizione agostiniana. Sviluppo spirituale:L’appartenenza all’Ordine Agostiniano ha formato la sua spiritualità, incentrata sull’interiorità, la sete di verità, la misericordia, il dialogo e la crescita attraverso l’amicizia. Riferimento alla Regola di Sant’Agostino:La Regola di Sant’Agostino, che promuove la vita comunitaria fondata sull’amore e la condivisione, è un principio guida per gli agostiniani e per il Papa stesso. Valori promossi:Leone XIV ripropone i valori agostiniani come l’importanza dell’amicizia per la ricerca della verità e la costruzione di comunità. L’eredità di Agostino nel pensiero contemporaneo Dalla concretezza all’interiorità: Agostino ha posto un forte accento sull’interiorità e sull’esperienza
Papa Francesco: un Pastore vicino a noi

Momento di preghiera: «L’eredità di Papa Francesco» Mercoledì 30 aprile 2025 · ore 20.30 Quando pensiamo a Papa Francesco, ci vengono in mente tanti gesti e parole che ci hanno toccato il cuore. Fin dall’inizio del suo pontificato, ci ha mostrato un modo diverso di essere Chiesa, un modo più vicino e umile. Molti suoi gesti non sono stati solo simbolici, ma modi concreti per dirci che la Chiesa deve essere povera e attenta ai bisogni di tutti. Papa Francesco non si è mai stancato di ripeterci che dobbiamo guardare prima di tutto agli ultimi: chi non ha una casa, chi cerca lavoro, chi è costretto a lasciare la propria terra. Ci ha spronato, come comunità cristiana, a non essere un’istituzione distante, ma una casa aperta e accogliente, capace di abbracciare la povertà e di mettersi al servizio. Ci ha ricordato che la nostra fede deve spingerci a costruire un futuro di pace e giustizia, non a cercare potere o prestigio. E come dimenticare la sua profonda attenzione per il nostro pianeta? Ci ha invitato tutti a prenderci cura della nostra casa comune, a essere responsabili verso l’ambiente e a promuovere una sostenibilità che sia davvero per tutti. Quando ci siamo ritrovati per confrontarci sulle sue parole, su quegli incoraggiamenti che Francesco non ha mai smesso di rivolgerci, è stato un momento davvero speciale. Parlare tra noi di cosa significava per ciascuno di noi tutto questo, è stato un incontro arricchente. Per molti, Papa Francesco non è stato solo il “Papa”, ma quasi un parroco di comunità, una guida vicina e comprensiva. Personalmente, mi ha colpito la sua umiltà e la sua determinazione nel cercare sempre la verità, nel mettersi a disposizione di chi ne aveva più bisogno. E il perdono e la speranza, temi a lui tanto cari, sono stati un faro per tutti noi. Rita, Elena Daniele
Lunedì dell’Angelo al Santuario: fede, festa e… gratitudine

Madonna di Strada: fede che unisce, festa che accoglie Madonna di Strada: fede che unisce, festa che accoglie Anche quest’anno, il nostro Santuario di Madonna di Strada ha accolto parrocchiani e pellegrini in un abbraccio di festa e comunità. La partecipazione, come sempre, è stata molto numerosa, a testimonianza di una devozione sentita e condivisa che si rinnova nel tempo. Tante Strade per ritrovarsi Tante Strade per ritrovarsi Devozione La Santa Messa con la Processione, una tradizione che si rinnova ogni anno Convivialità La condivisione del cibo e del tempo in serenità rinsalda i legami della comunità Volontariato Tante persone a servizio del bene collettivo, una risorsa preziosa Ringraziamento La messa per benedire e la festa per dire grazie a quanti hanno collaborato La Devozione Una tradizione che si rinnova Messa e processione Anche quest'anno è stato il nostro Vescovo, Monsignor Pellegrini Giuseppe, a guidarci nella Santa Messa, insieme a don Dario, don Adrian, don Riccardo e don Alessandro. Una Strada per pregare uniti Una Strada per pregare uniti La devozione che parte da lontano Una celebrazione intensa, che ci ha avvolto nella spiritualità del luogo, dalla Santa Messa alla processione con la statua della Beata Vergine, insieme ai fedeli abbiamo percorso quel cammino che sembrava abbracciare l’intero parco del Santuario, accompagnati dalle nostre preghiere all’unisono. È un’occasione che sentiamo nel cuore, un momento prezioso per ritrovarci, per pregare insieme e di affidarci a Maria, che ci illumina e guida ogni nostro passo. Non è un caso che questa chiesa sia un punto di riferimento per così tante comunità: da secoli, i pellegrini arrivano qui per cercare conforto e per rinnovare la propria fede. Il Il Lunedì dell’Angelo, c’era qualcosa di più… Non eravamo solo noi, i nostri due paesi di Fanna e Cavasso, ma gente da ogni dove, come figli che tornano a casa dalla Madre, ognuno con un desiderio e una preghiera. E la processione, immersa nella bellezza del nostro paesaggio, è stata ancora più toccante, le abbiamo vissute con un’emozione profonda, sapendo che era appena giunta la notizia della morte di Papa Francesco. Lidia, Novella, Michela; foto Michela Francescon Convivialità è già comunità La giornata quest'anno è stata davvero speciale. Non solo una festa in serenità per tutti, ma anche una vera e propria esperienza di quanto sia bello e importante mettersi a disposizione per gli altri. Abbiamo raccolto tante voci, tanti sorrisi e soprattutto tanta voglia di fare. La Festa Buon cibo, bella compagnia e tempo di relax insieme Il Volontariato, un servizio di valoreC’è chi lo chiama “dare una mano”, chi “occupare il tempo libero”, ma il significato è sempre lo stesso: stare insieme, in buona compagnia, per un fine comune. È incredibile come il lavorare fianco a fianco non solo porti a grandi risultati, ma crei anche tanti momenti di festa. E poi, diciamocelo, è un’occasione unica per far conoscere a chi viene da fuori le bellezze del nostro paese e il cuore grande dei nostri volontari!Abbiamo visto cuochi ai fornelli, chi serviva ai tavoli con un sorriso, chi si occupava dei giochi per i più piccoli, chi dirigeva il traffico, chi si dedicava alle pulizie… Insomma, ogni singolo contributo è stato prezioso. È stato bellissimo vedere come ognuno, con il proprio sapere e la propria passione, abbia messo a disposizione un pezzetto di sé per la riuscita della festa. E la soddisfazione nel vedere la gioia negli occhi di chi apprezzava quello che facevamo, credeteci, ripaga di ogni fatica! Una Strada per stare bene insieme Una Strada per stare bene insieme Un seme per il futuro: coinvolgere i giovaniIl nostro Santuario di Madonna di Strada, è un bene di tutti, e come tale va custodito e valorizzato. È la nostra storia, la nostra tradizione. Per questo, è fondamentale cercare di coinvolgere i nostri giovani. Accogliere le loro idee, ascoltare le loro proposte, farli innamorare del volontariato. Solo così potremo costruire una comunità ancora più forte, dove il senso di appartenenza e la voglia di fare del bene siano sempre vivi.È stato emozionante vedere volontari da Fanna, Cavasso e dai paesi vicini unire le forze con noi, dimostrando che quando c’è un obiettivo comune, le distanze si annullano e l’armonia vince. Condividere questi momenti, collaborare in un gruppo così eterogeneo, è la vera ricchezza. Mettere a disposizione il proprio tempo, gratuitamente, per qualcosa di così costruttivo è un dono che torna indietro moltiplicato.Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso questa giornata indimenticabile. È stata una festa di comunità, di unione e di tanta, tanta dedizione. Speriamo di averne tante altre così! Gianni, Maurizio, Salvatore, Daniele, Fabiano e Marco; foto di Laura Andrean e Zeudi Piovesana Una Strada per servire Una Strada per servire Il Valore del “noi insieme” Capita, a volte, di non avere molto tempo da dedicare, ma ci sono occasioni che proprio non si vogliono mancare. Il Lunedì dell’Angelo è una di quelle! È sempre un piacere dare una mano in questa giornata speciale, vedere come tutti si rimboccano le maniche e collaborano, anche con volti nuovi che magari non fanno parte del gruppo di sempre. Certo, non mancano mai i piccoli intoppi, ma ogni anno si cerca di imparare e migliorare.È bello osservare l’impegno di ciascuno per la buona riuscita della festa e poi, alla fine, percepire la soddisfazione generale quando ci si accorge che i nostri “ospiti” hanno davvero trascorso una bella giornata insieme. Non è mai semplice organizzare, ma si nota sempre come ognuno dia il massimo. E poi, sentire i commenti positivi delle persone che dicono di aver passato una bella giornata in compagnia è una gratificazione enorme.Ci si sente utili per la comunità, anche se il tempo dedicato è poco. Ma la gioia più grande è vedere il prossimo unito e partecipe per il bene di tutti. Ogni piccolo contributo, si spera, serva a rendere la nostra comunità sempre più forte. Questa festa ha dimostrato, ancora una volta, che quando siamo uniti possiamo raggiungere qualsiasi traguardo.È stata una bellissima occasione, non solo per celebrare il
«Stabat Mater» Concerto a Fanna

Concerto meditativo STABAT MATER: un’emozionante serata Note intense Venerdì 11 aprile 2025, la Chiesa di San Martino a Fanna ha risuonato delle note intense e coinvolgenti del concerto meditativo «STABAT MATER», eseguito dalla Corale Maniaghese, sotto la direzione della Mª Cristina Del Tin, con l’accompagnamento all’organo del Mº Arno Barzan. Repertorio sacro La serata è stata un percorso emozionale e spirituale, con un repertorio di brani sacri molto toccanti. La scaletta ha incluso capolavori della musica classica come l’Ave verum di Mozart, il Tenebre facte sunt di Haydn, il Pie Jesu di Faurè, lo Stabat Mater di Rheinberger, il Justorum Anime di Salieri, l’Agnus Dei di Bizet e Esaltiam l’agnel che morì di Haendel. Musica & arte A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva, sono state proiettate delle slide con celebri opere d’arte sacra, in sintonia con i temi musicali. Tra le immagini che hanno accompagnato l’ascolto, spiccavano la Pietà di Michelangelo, il Cristo velato di Sanmartino, la Crocefissione di Giotto e Esaltiam l’Agnel di Van Eyck. Grazie a tutti Un ringraziamento di cuore a tutti coloro che hanno partecipato, contribuendo a rendere questo evento un momento speciale di comunione e bellezza. Risonanze… È stato davvero gratificante vedere una così calorosa e numerosa accoglienza per il nostro concerto meditativo. L’obiettivo era accompagnare il pubblico in un percorso di raccoglimento tramite musica, immagini e parole, e l’affluenza ci ha riempiti di gioia. Eseguire brani come lo Stabat Mater è stato particolarmente emozionante. Ci eravamo dedicati con grande impegno alla sua preparazione, e questa era solo la seconda volta che lo presentavamo al pubblico. Una delle nostre maggiori aspirazioni era riuscire a trasmettere tutta la sua struggente bellezza. Spero vivamente che l’emozione che abbiamo provato sul palco sia giunta a tutti coloro che hanno partecipato alla serata. Ambra Il concerto è stato un’esperienza toccante attraverso brani sacri, scelti con cura per la loro forte risonanza con il periodo quaresimale. Ogni nota, ogni melodia ha evocato in ognuno di noi un’emozione unica e personale. La musica ha il potere di trasformare ogni istante in un’opportunità di meditazione profonda, permettendoci di interiorizzare i sentimenti del momento. Ciascuno di noi, con la propria sensibilità unica, reagisce in modo diverso alle melodie, alle armonie e ai ritmi, trovando risonanze personali che scatenano riflessioni e emozioni perfette per l’attimo che stiamo vivendo. È come se la musica facesse da specchio, riflettendo e amplificando ciò che già esiste dentro di noi, aiutandoci a riconoscerlo e ad elaborarlo. Margherita Si ringraziano per le foto: Claudio Maiorana e don Dario Donei
La prima Confessione: un incontro con l’amore infinito di Dio

Con il perdono si aggiusta ogni ferita? Il perdono come atto d’amore: il padre nella parabola rappresenta un amore che non conosce limiti, un amore che va oltre l’offesa e l’errore. Il suo abbraccio al figlio pentito è un gesto di accoglienza totale, che non chiede spiegazioni né impone condizioni. Il perdono come guarigione: l’abbraccio del padre non solo ristabilisce la relazione, ma guarisce anche le ferite interiori del figlio. Il perdono libera dal peso del rimorso e della vergogna, aprendo la strada a una nuova vita. La difficoltà del perdono: il fratello maggiore, incapace di perdonare, ci ricorda che il perdono non è sempre facile. Richiede umiltà, compassione e la volontà di superare il risentimento. Il perdono come scelta: il perdono non è un sentimento automatico, ma una scelta consapevole. È la decisione di lasciare andare il passato e di accogliere l’altro con amore e misericordia. … era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. dalla Parabola del figliol prodigo (Lc 15,20-24) Un passo nel cammino della fede Domenica 9 Marzo 2025 è stata una giornata speciale per i bambini di terza elementare di Cavasso Nuovo e Fanna, che hanno vissuto la loro prima Confessione. Questo importante passo nel loro cammino di fede è stato un momento di grande emozione e significato.La cerimonia, guidata da don Alex, ha permesso ai bambini di avvicinarsi al sacramento della Riconciliazione, sentendosi ascoltati, perdonati e più liberi. Nonostante qualche timore iniziale, l’esperienza è stata positiva e coinvolgente, grazie anche all’atmosfera serena e festosa creata dalla comunità.Le parole e i gesti di don Alex hanno saputo trasmettere ai bambini il valore del perdono e l’amore misericordioso di Dio, un amore che si rinnova ogni volta e ci sentiamo risollevati. La parabola del Padre misericordioso, con la sua tenerezza e il suo perdono incondizionato, ha reso ancora più tangibile la gioia di sentirsi amati da Dio.Un ringraziamento speciale va alle catechiste, alle famiglie e ai cori che hanno accompagnato i bambini in questo importante momento insieme. Le famiglie dei bambini I bambini della prima confessione di Cavasso e Fanna per l’anno 2024-25: Jonas, Christian, Noemi, Giulio, Mattia, Valentino, Gabriele, Matteo, Angelica, Leonardo, Federico, Ilaria, Lorenzo, Cesare, Gabriele, Ireneusz, Eros, Leonardo, Vittoria, Mattia, Bryan, Vincent e Diego. il dono del perdono nel cuore dei bambini «Ero agitato e non ho dormito tanto, quando sono entrato in chiesa ero emozionato ma don Alex mi ha tranquillizzato. Dopo la confessione mi sono sentito libero e felice».Federico «È stata una cerimonia che ti fa sentire più leggero e perdonato da Gesù. Ci è piaciuto quando ci hanno perdonati i peccati e quando abbiamo scritto un pensiero sulla confessione».Giulio e Noemi «Io appena entrato in chiesa ero ansioso, mia mamma mi ha detto di fare dei respiri profondi e mi sono rilassato. Poi don Adrian mi ha fatto sentire a mio agio e mi ha fatto un po’ ridere dopo la confessione mi sentivo più libero. Mi è piaciuto il momento in cui abbiamo acceso la candela perché è stato un momento significativo è un momento di luce nella nostra famiglia».Christian «L’incontro tra bambini e Gesù, i nostri peccati e le preghiere da condividere insieme. Gesù ascolta e proteggi i nostri cari sia nella terra che nel tuo regno. I canti e le candele che significa la luce del Signore».Ilaria «Prima della confessione ero un po’ agitato, ma quando sono entrato in chiesa mi sono tranquillizzato. Don Adrian è stato molto gentile, mi è piaciuto molto portare la candela alla Madonna e cantare tutti insieme».Jonas «Domenica ero un po’ emozionato di confessarmi per la prima volta. Mi ero preparato nella mia testa il discorso da fare a don Alex. È stato come parlare con un amico. Durante la confessione mi sono sentito più leggero, tranquillo e accolto da Gesù. Perdonare è una parola bellissima perché il perdono dà pace e fa stare bene chi lo riceve e anche chi lo dà. È stato bello poi poter restare un po’ con i miei amici e giocare insieme».Leonardo (C) «Quando sono stato vicino al prete mi sono sentito vicino Gesù e libero. Quando sono stato vicino alla Madonna l’ho sentita accanto a me. Anche quando abbiamo cantato “acqua siamo noi” mi è piaciuto tanto».Gabriele «Io non vedevo l’ora di fare la prima confessione perché sapevo che dopo sarei stato più libero. Don Adrian è stato molto divertente e mi ha messo a mio agio. È stata una bella esperienza perché l’ho condivisa con tutti i miei amici».Leonardo (F) «Prima di fare la confessione ero tranquilla poi quando è iniziata la cerimonia mi sono un po’ agitata, quando è arrivato il mio turno ero molto emozionata ma don Adrian è molto simpatico e mi ha tranquillizzata. Finita la confessione mi sono sentita più libera. La giornata è stata molto bella e divertente anche perché poi ho giocato con i miei amici».Angelica Il canto finale dei bambini Acqua siamo noi dall’antica sorgente veniamo,fiumi siamo noi se i ruscelli si mettono insieme,mari siamo noi se i torrenti si danno la mano,vita nuova c’è se Gesù è in mezzo a noi. E allora diamoci la mano e tutti insieme camminiamoed un oceano di pace nascerà…E l’egoismo cancelliamo un cuore limpido sentiamoe Dio che bagna del suo amor l’umanità. #catechismo, #comunitàcristiana, #gioia, #famiglia, #bambini, #perdono, #riconciliazione, #sacramento
Un Carnevale dove la gioia non conosce confini e la fede si fa festa!

Una festa ? per sentirsi Chiesa?? Lunedì 3 marzo, il centro parrocchiale di Cavasso si è trasformato in un vivace incontro di culture e generazioni, un luogo dove la fede ha favorito un gemellaggio-pellegrinaggio virtuale, fatto di colori brillanti, suoni festosi, sorrisi luminosi e di un’umanità semplice e autentica, che ha attraversato un oceano… fino al Brasile!!! Questa iniziativa, organizzata da don Alex e le parrocchie di Fanna e Cavasso, in collaborazione con le catechiste, le famiglie e il giovanissimo dj Alex, è stata pensata per riscoprirci fratelli cristiani, anche nella gioia di una festa. Carnevale a gioia unificata: Fanna, Cavasso e… Brasile! ????? Un ponte di allegria ha collegato le nostre comunità al calore del Brasile, una festa che ha unito bambini, ragazzi e adulti, accendendo i nostri cuori. Grazie al collegamento Zoom in diretta, (e a don Alex che ci ha fatto da interprete!), abbiamo ascoltato le voci dei giovani brasiliani Patrícia, Sabrina, Nayara, Charles, Eleísio, Matheus (ragazzi di una parrocchia di San Paolo) assieme a Francesca, missionaria italiana in Brasile, conoscendo la loro realtà, il loro impegno nel volontariato e la loro fede serena e viva. Nonostante le differenze di età, cultura e lingua abbiamo sentito la presenza accogliente di Gesù in mezzo a noi. «Che la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». Gv 15,11 Queste parole del Vangelo hanno guidato nei gruppi di catechismo, alla ricerca della gioia, ad accoglierla nei nostri cuori e a condividerla con gli altri. Perché la gioia condivisa si moltiplica, si espande, si fa dono…?? Con le parole di Isaia ricordiamo questa forza: «Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata». Is 55,10-11 I Bambini e le famiglie di Fanna e Cavasso Risonanze dal Brasile… Olá, pessoal! Agradeço pela oportunidade de participar dessa troca tão especial com a Paróquia Italiana. O encontro foi marcante, e compartilhar minha experiência no Carnaval Missionário foi muito enriquecedor. Foi gratificante levar o espírito missionário às crianças e adolescentes e vivenciar a troca cultural entre o Brasil e a Itália, unindo-nos de uma forma única. Foi um momento de muita alegria e partilha que guardarei com carinho. Espero que possamos continuar vivendo essas lindas trocas de aprendizado em outras ocasiões. Um abraço Patrícia Foi uma experiência incrível sair de um Carnaval Missionário no Brasil e, no dia seguinte, vivenciar algo além das fronteiras. Foi uma alegria ver as crianças italianas curiosas e animadas para conhecer um pouco mais sobre o Brasil e se divertirem. Para mim, essa vídeo chamada foi um verdadeiro presente de Deus, que continua aquecendo meu coração até hoje! Sabrina #Attività in Parrocchia, #Brasile, #Carnevale, #Catechismo, #Cavasso Nuovo, #Cavasso Pordenone, #Eventi in comunità, #Fanna, #Fanna Pordenone, #Festa della gioia, #Festa della speranza, #Festa di carnevale, #Italia-Brasile, #Racconti Testimonianze, #San Martino, #San Remigio, #solidarietà
Presentazione del libro: Pietro Edo, Nova de miraculis disputatio…

21 febbraio 2025 Madonna di Strada, dove il divino si fa vicino: la fede e i miracoli nella sua storia Madonna di Strada, dove il divino si fa vicino: la fede e i miracoli nella sua storia Cos’è un miracolo…? È una domanda che attraverso i secoli, si è caricata di significati sempre nuovi. Cosa ci aspettiamo davvero da un evento “miracoloso” nel nostro tempo, dominato da scienza e tecnologia e razionalità? E quale interpretazione possiamo ancora ritenere accettabile, senza rinunciare al nostro intimo bisogno di speranza e trascendenza? Nel Medioevo, l’idea di miracolo era più concreta, intrecciata con una fede vissuta nel quotidiano con affidamento. Forse oggi, un miracolo non è tanto inteso come un evento straordinario, quanto piuttosto come la percezione di una presenza, di una forza che ci conforta e ci sostiene nello spirito. O forse il vero miracolo oggi, si rivela anche solo nell’esistenza di un posto dove ci si può sentire accolti e rigenerati nello spirito. Oggi, pur con uno sguardo diverso, un luogo unico come il Santuario di Madonna di Strada attrae ancora innumerevoli fedeli, perché da secoli, qui si respira un’atmosfera di ascolto e ristoro, dove eventi straordinari possono ancora manifestarsi. Se il santuario di Madonna di Strada, continua ad essere luogo di preghiera fin dal lontano 981 d.C., un motivo dovrà pur esserci… Qualcosa di profondo e autentico si rinnova qui. Questo interessante libro, edito dall’Accademia San Marco di Pordenone, presentato il 21 febbraio da Matteo Venier insieme a Gabriele Zanello e don Dario Donei, ci conduce nel passato remoto di questo luogo, raccontandoci di antichi miracoli avvenuti proprio qui al Santuario. Un viaggio che ci porta lontano in un contesto molto diverso da quello attuale, ma che potrebbe aiutarci a riscoprire le radici di una devozione duratura. La serata di presentazione del libro Il Santuario di Madonna di Strada:secoli di fede e storia di miracoli Il Santuario di Madonna di Strada:secoli di fede e storia di miracoli La sera di venerdì 21 febbraio 2025, presso la Sala convegni del Santuario di Madonna di Strada, un pubblico costituito di almeno 60 persone ha seguito la presentazione della Nova de miraculis disputatio (in traduzione italiana: Un nuovo dibattito sui miracoli), dialogo dell’umanista pordenonese Pietro Edo composto nell’anno 1493, ma reso disponibile solo recentemente in aggiornata edizione critica, con traduzione e commento (Pordenone, Accademia San Marco, 2024). Il Rettore del Santuario, don Dario Donei, ha introdotto la discussione, evidenziando come l’opera sia preziosa testimonianza della devozione popolare attestata già alla fine del Quattrocento presso la piccola chiesa, la quale avrebbe più tardi originato il Santuario nella sua attuale elegante fattezza. Nel colloquio successivo tra Gabriele Zanello, docente dell’Università di Udine, e Matteo Venier, curatore dell’edizione, si è data evidenza alla centralità della figura dell’autore (Pietro Edo) nel quadro della cultura umanistica dell’Italia Nord-orientale, al suo interesse per gli aspetti religiosi della sua epoca, di cui la Nova de miraculis disputatio è esempio eloquente: essa richiama per alcuni aspetti i Dialogorum libri di Gregorio Magno, ma con sensibilità nuova e inedita per aspetti teologici implicati dal concetto stesso di miracolo e con attenzione speciale per le liturgie che si dicevano praticate nei pressi dell’allora piccola chiesetta costruita nei pressi di Fanna. Il pubblico ha dimostrato sincero interesse e attenzione, intervenendo a fine discussione con domande e acute osservazioni, tra cui particolarmente interessante quella di Roberto Castenetto, che ha ricordato come le miracolose guarigioni tra Quattro e Cinquecento non siano eventi limitati a Fanna, ma trovino riscontro interessante nei fatti di Madonna di Monte (1517); in proposito Zanello ha ricordato che la fondazione di Santuari di confine a seguito di eventi miracolosi, che abbiano o no sanzione canonica, è frequente nell’arco alpino, come dimostrano i casi ulteriori di Maria Luggau e di Trava di Lauco. Auspicabile sarebbe dunque uno studio sistemico di queste realtà, per riscontrare le analogie e le differenze e per collocare tali vicende in una dimensione storica e religiosa più ampia e comprensiva. Matteo Venier e Gabriele Zanello TESTIMONIANZE Impressioni e riflessioni della serata Impressioni e riflessioni della serata La pedemontana friulana: crocevia di spirito e sapere nel dialogo sui miracoli di Fanna (R. Castenetto) La presentazione del volume sui miracoli accaduti in un sacello diroccato di Fanna, probabilmente presso l’attuale santuario, in cui è riportato un dialogo latino scritto nel 1493 dal grande umanista pordenonese Pietro Edo, ora riproposto e tradotto da Matteo Venier dell’Università di Udine, per le Edizioni Accademia San Marco di Pordenone, è stato un evento molto importante, sia per il valore del testo, che è una disputa teologica sui miracoli, sia per il territorio di Fanna e della pedemontana, che, pur essendo lontano dalle sedi vescovili di Concordia e del Patriarcato di Aquileia, conferma la sua centralità come luogo di fede e di incontro con Dio attraverso la Vergine Maria. Come si può pensare che «colui che chiede l’aiuto della madre di Dio sia stato aiutato dal diavolo» dice Edo al suo interlocutore scettico sui presunti miracoli accaduti, il quale insinua addirittura un possibile intervento preternaturale del demonio. Infatti, «nemmeno Maria Santissima avrebbe mai potuto accettare che il demonio, il suo peggior nemico, la svilisse a tal punto e che quanti la pregano e le sono devoti restassero ingannati». Edo, dunque, sembra credere nella soprannaturalità delle guarigioni che hanno riguardato alcuni storpi e si chiede anche come mai «quei miracoli si dicevano accadere non tanto di giorno quanto di notte, soprattutto quella tra sabato e domenica […] Cristo stesso in piena notte è nato dalla Vergine ed è risorto dagli inferi, quando il sepolcro era ancora serrato». Una bella domanda, cui il suo interlocutore non risponde, perché non crede nelle guarigioni, ma che forse rimanda alla grande tradizione aquileiese del culto del Sabato Santo. Prof. Roberto Castenetto Pietro Edo e i miracoli a Fanna: un viaggio culturale nell’umanesimo friulano (A. Albini) Un dialogo dotto e chiaro tra i professori Matteo Venier e Gabriele Zanello ha introdotto al numeroso pubblico, riunito presso la sala conferenze del santuario di Madonna di Strada (Fanna) venerdì 21
Giornata per la Vita, Santa Messa al Santuario

La Messa per la Vita In occasione della 47° Giornata nazionale per la Vita, la tradizionale “Messa per la Vita” in rappresentanza di tutta Diocesi di Concordia Pordenone, si è celebrata Domenica 2 Febbraio alle ore 10.30 al Santuario di Madonna di Strada a Fanna, presieduta dal Vescovo S.E. mons. Giuseppe Pellegrini. Santa Messa UN GESTO D’AMORE E SOLIDARIETÀ Le comunità parrocchiali di Fanna e Cavasso Nuovo hanno partecipato numerosi a questo evento speciale promosso dalla nostra Diocesi. L’iniziativa aveva un duplice significato Dono della vita La “Giornata per la Vita” vuole educarci all’accoglienza della vita in ogni sua forma, ringraziando per la nostra e quella degli altri, soprattutto quando è fragile, malata, diversa o inattesa. Aiuto alla Vita di Pordenone e in tutta Italia e in tutta Italia, attraverso la vendita di primule: sui sagrati delle nostre parrocchie sono stati allestiti dei banchetti con primule colorate, simbolo di vita fiorente. Il ricavato della vendita è stato interamente devoluto al “Progetto Gemma”, un servizio che offre un sostegno economico e un accompagnamento a madri in difficoltà per portare a termine la gravidanza e affrontare il primo anno di vita del bambino. servizio di adozione prenatale a distanza ravvicinata Il Progetto Gemma Progetto Gemma offre alle mamme in difficoltà un sostegno economico, che le può consentire di portare a termine con serenità la gravidanza, e accompagnarla fino al primo compleanno del bambino. per informazioni Un impegno comunitario La “Messa per la Vita” è stata un’occasione preziosa per riflettere sul valore della vita e per rinnovare il nostro impegno a prenderci cura gli uni degli altri, soprattutto di chi è più fragile e vulnerabile. Come comunità cristiana, siamo chiamati a essere testimoni di speranza e a costruire una società più accogliente e solidale. Una primula per far fiorire la vita La primula che abbiamo acquistato e che resterà nelle nostre case è un segno tangibile del nostro impegno a proteggere e sostenere la vita. È un piccolo gesto che, unito a tanti altri, può fare la differenza per le mamme e le famiglie che si trovano ad affrontare una gravidanza inattesa o in difficili condizioni. Festa della famiglia e anniversari di matrimonio In questa giornata speciale, abbiamo voluto celebrare anche la bellezza della famiglia e l’importanza del matrimonio. Durante la Messa, sono stati ricordati gli anniversari di matrimonio delle coppie della nostra comunità, e alcune coppie hanno avuto il piacere di partecipare al pranzo in condivisione presso il santuario. Testimonianze Una giornata per celebrare la vita, tra fragilità, speranza e legami significativi Nel cuore di una comunità accogliente, si è celebrata la vita in tutta la sua bellezza e complessità, un intreccio di fragilità e resilienza, di nostalgia e speranza. Giovani e anziani, uniti come una “famiglia di famiglie”, hanno condiviso un momento di profonda comunione, riscoprendo il valore dei legami affettivi autentici.Le primule, simbolo di questa giornata speciale, con i loro colori vivaci hanno portato un raggio di primavera, ricordandoci la bellezza che sboccia anche nei momenti più difficili. Come Simeone e Anna, figure emblematiche del Vangelo, il nostro sguardo si è fatto carico di fede, riconoscendo nel “bambino Gesù” – metafora della vita che si rinnova – la promessa di un futuro luminoso.L’atmosfera era intrisa di serenità e calore umano, grazie alla presenza di un Vescovo “alla mano” e all’impegno degli organizzatori. Un pranzo condiviso, come gesto di amore e condivisione, ha arricchito ulteriormente questa esperienza di “ospitalità”.La Giornata per la Vita e la celebrazione degli anniversari di matrimonio delle comunità di Fanna e Cavasso Nuovo sono state un successo, un’occasione per riscoprire il gusto dello stare insieme, della condivisione di valori e, perché no, anche di sapori genuini. Un’iniziativa da ripetere, per continuare a coltivare la gioia di sentirsi parte di una comunità viva e accogliente. Francesca, Riccardo, Lucia, Gianna e GerardoFoto Francesco Roshu Altre informazioni 47° Giornata nazionale per la Vita. Tutte le proposte in diocesi Movimento per la Vita Italiano e Centri di Aiuto alla Vita Centro di Aiuto alla Vita (C.A.V.) PROGETTO GEMMA www.fondazionevitanova.it CENTRI DI AIUTO ALLA VITA www.mpv.org