San Martino, il patrono di Fanna

Un futuro ricco di tradizioni. La festa di San Martino è un patrimonio prezioso per la comunità di Fanna. È fondamentale mantenerla viva, trasmettendola alle nuove generazioni, perché rappresenta un ponte tra passato e futuro, un legame indissolubile con le proprie origini. San Martino, il santo più conosciuto Informazioni e curiosità Ecco di nuovo il tepore dell’estatella di San Martino, nella cornice dei fenomeni naturali. È stato San Martino, con il suo atto di generosità (ha diviso il suo mantello per darne la metà a un povero infreddolito che poi è risultato essere Gesù). Ma non è questo il solo fatto particolare. Si narra, inoltre, che il Santo perse l’asino mentre era in cammino e, alcuni bambini, con la loro lanterna, lo ritrovarono. Per ricompensarli, San Martino trasformò lo sterco dell’asino, in gustosi dolci. Da qui, nasce la tradizione, in vari luoghi del Friuli e altrove, dove i bambini bussano alla porta delle case, chiedendo qualche leccornia. In Germania, dove il più gran numero delle chiese è intitolato a San Martino, ci sono delle bellissime iniziative per celebrarlo degnamente. Nei paesi circondati da colline, si fanno processioni propiziatorie e di ringraziamento di probabile matrice celtica. Tutti gli alunni delle scuole, con lampade addobbate singolarmente con nastri, stoffe, disegni e poesie, attraversano trasversalmente le colline su sentieri ben tracciati e ben tenuti. Si innesta anche la simbologia stagionale per la quale, la luce che si perde poco a poco starebbe a indicare l’addentrarsi nelle tenebre dell’inverno. Ma l’undici novembre era, da sempre, il giorno della resa dei conti, per cui bisognava saldare l’affitto delle case e dei campi e, anche quelli che dovevano liberare le case, dovevano assolutamente farlo entro il giorno di San Martino. Nei tempi lontani, a Fanna, per festeggiare San Martino, l’unico aspetto diverso dal solito, era dato da due tre bancarelle che vendevano colatz: ciambelle dolci dal costo che andava dai 15 ai 25 centesimi. Qualche volta si faceva la cuccagna con alcuni volenterosi che si arrampicavano, a fatica, lungo un palo scivoloso (unto con il grasso di maiale) tra le grida esortanti dei presenti. I più valorosi raggiungevano la cima e staccavano il regalo: una forma di formaggio (piccola), un fiasco di buon vino, qualche salame, una gallina. In Alto Adige, San Martino è uno dei patroni che si ritrovano più spesso, come si vede anche dai nomi di numerosi paesi: San Martino di Castrozza, San Martino di Passiria, San Martino in Badia. Infine, San Martino è il patrono di numerose categorie di persone: degli albergatori, della fanteria, dei fabbricanti di botti, dei mendicanti, degli osti, dei sarti, dei martiri traditi, degli ubriachi. Note biografiche San Martino nacque in Pannonia l’attuale Ungheria presumibilmente nel 316-317 da genitori pagani. Il giorno 11 novembre è ricordato poiché corrisponde alla data del suo funerale. Il suo nome Martino deriva dal nome del dio pagano Marte, tradizionalmente dio della guerra. In quanto figlio di militare entrò nell’esercito imperiale. L’episodio noto a tutti del Mantello avvenuto durante una ronda cambiò completamente la sua vita, si convertì al cristianesimo e da catecumeno fu in seguito battezzato. Uomo di preghiera e di azione, percorreva personalmente i distretti abitati dai servi agricoltori facendo opera di evangelizzazione. È considerato uno dei grandi santi della Gallia. Nel 361 fondò a Ligugè la prima comunità di Asceti, primo monastero in Europa. In seguito divenne Vescovo, un Vescovo atipico rispetto alle abitudini cittadine dei prelati con alte cariche. San Martino morì l’8 novembre del 397 a Candes San Martin. Molti artisti hanno raffigurato l’episodio del dono del suo mantello attraverso quadri, pale e affreschi. Qui è ricordato l’affresco di Simone Martini, esso è posto nella prima cappella a sinistra nella Basilica Inferiore di San Francesco in Assisi. Nel giorno di San Martino, in Trentino Alto Adige cinque falò illuminano Predazzo, in una tradizione antichissima, visto che Martino è il Santo protettore di questo paese dell’oltradige. In Alto Adige, a Cornaliano una tradizione da non perdere è quella del mercatino di San Martino, il più grande e antico della provincia di Bolzano. Nonostante in Veneto ci siano ben quattro paesi che portano il nome del nostro Santo, in nessuno di essi ha luogo un particolare tipo di festeggiamento. Ripensando alla popolarità di questo Santo ricordiamo che in Francia ci sono ben 1573 chiese a lui dedicate, 912 in Italia, 652 in Germania, 313 in Spagna, 234 in Belgio, 212 nel Regno Unito, 190 in Polonia, 153 in Austria, 145 in Boemia, 106 in Olanda e Ungheria, 104 in Slovenia solo per citare le nazioni europee a maggiore diffusione. 157 sono le chiese negli USA, 15 in Messico, 13 in Nuova Zelanda e giù scorrendo si arriva a 3 chiese nelle Filippine e 2 a Trinidad e Tobago. Margherita e Federica #SanMartino #Fanna #FestaRingraziamento  #TradizioniStoriche #FestaSanMartino #SanMartinoUnisce, #FedeComunità, #EstateDiSanMartino San Martino biografia estesa Nelle nostre terre, la figura di San Martino è particolarmente sentita. Con il suo gesto di carità, ha lasciato un segno nella storia. Fondatore del monachesimo occidentale, vescovo e evangelizzatore, ha dedicato la sua vita ai più bisognosi. La sua fama, legata a numerosi miracoli, lo ha reso un patrono dei contadini. Oggi, la sua figura continua a vivere nelle numerose testimonianze artistiche che lo ritraggono. download

Santi e defunti: silenzio e preghiera, un ponte verso l’eternità

CELEBRAZIONE DEI SANTI E DEI DEFUNTI La speranza di una vita senza fine Amore, luce e vita lungo il cammino Un invito alla riflessione La speranza di una vita senza fine La Luce Perché mettiamo dei lumini sulle tombe dei nostri cari? La candela accesa è un simbolo di vita, di luce e di speranza: anche nell’era della luce elettrica non c’è nulla di paragonabile al senso di calore e di vita che trasmette una fiamma viva accesa in un luogo oscuro. L’oscurità per eccellenza è quella della morte, con il suo silenzio e la sua assenza di vita, che ci inquieta e ci fa sentire immersi in una notte senza stelle. Accendere una fiamma in mezzo a questa notte per noi cristiani ha un significato forte, perché questo ci ricorda quella fiamma che abbiamo trovato accesa in chiesa il giorno del nostro battesimo e che da quel giorno abbiamo ricevuto il dono di poter tenere accesa nei nostri cuori: la fiamma del cero pasquale. Il cero pasquale rappresenta la luce della resurrezione di Gesù, la luce di una vita che è più forte della morte e del buio. Cristo, risorto “per la potenza di una vita indistruttibile” (Lettera agli Ebrei 7,16) comunica anche a noi questa luce, speranza di una vita senza fine. amore, luce e vita lungo il cammino Solennità di Tutti i Santi Durante la celebrazione dei Santi chi è venuto a messa ha sentito proclamare questa lettura: Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». (Ap 7, 9-10). Chi sono questi personaggi, gloriosi e trionfanti? Sono i santi! Ma questi non sono nati santi, lo sono diventati. E come lo sono diventati? Vivendo su questa terra come tutti gli altri esseri umani, come me e come te, fidandosi della parola di Gesù e seminando amore, luce e vita lungo il loro cammino. Don Alex ci ha detto in predica: “Abbiamo bisogno di santi innamorati dell’eucarestia e che mangino la pizza”. Cosa c’entrano queste due cose? C’entrano eccome, perché per chi vive in comunione con Gesù anche le cose più ordinarie e quotidiane si riempiono di un senso nuovo. un invito alla riflessione Commemorazione dei defunti Mentre percorrevamo il cimitero recitando il rosario per i nostri cari, ho notato la grande quantità di nomi e cognomi stranieri incisi sulle lapidi: sono le tracce di una lunga storia di emigrazione che ha caratterizzato tanti luoghi del nostro Nordest e anche, nel loro piccolo, le nostre terre. Mi ha colpito il pensiero di queste persone che, pur avendo trovato un lavoro, una famiglia, magari un posto da chiamare un po’ “casa” fuori dall’Italia, a un certo punto hanno sentito il desiderio di ritornare nel paese dei loro antenati, o almeno abbiano voluto esservi ricordati con una lapide alla memoria. È un segno forte di attaccamento e di appartenenza: per quanto lontano possano portarci le nostre strade, il nostro cuore sa dov’è la nostra casa. A pensarci bene è un po’ così anche per noi, perché la nostra fede ci dice che da Gesù in poi non siamo più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio (Ef 2,19), e che viviamo su questa terra come pellegrini rivolti alla città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso (Eb 11, 10). È bello sapere che, al di là di tutto, abbiamo una Casa da cui veniamo e dove sappiamo che un Padre ci attende a braccia aperte, e questo può darci uno slancio bello per vivere questa vita con il passo gioioso di chi imbocca la strada di casa. don Riccardo Mior

Apertura anno catechistico 2024-25

Vieni e seguimi! Gesù e i bambini. Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli». E dopo avere imposto loro le mani, se ne partì.Il giovane ricco. Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,13-22) La gioia viva, nel seguire Gesù Domenica 13 ottobre a San Remigio, la messa per l’apertura dell’anno catechistico delle comunità di Fanna e Cavasso insieme, è stata un evento che ha toccato il cuore di tutti noi. La parola chiave, gioia, ha permeato ogni istante della celebrazione, riflettendosi nei volti raggianti dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie. È stato emozionante vedere la chiesa gremita, un segno tangibile dell’entusiasmo della comunità parrocchiale. La presenza numerosa di genitori a fianco dei propri figli ha conferito alla celebrazione un valore ancora più profondo, sottolineando l’importanza della famiglia come primo nucleo educativo nella fede. Don Alex, con la sua coinvolgente capacità comunicativa, ha saputo creare un clima di festa e di partecipazione, rendendo la messa un momento di autentica condivisione. I canti, i gesti e i sorrisi dei bambini hanno reso la celebrazione ancora più viva e significativa. È stato bello vedere i più piccoli attorno all’altare, partecipi alla mensa del Signore. Questo gesto semplice ma profondo ha sottolineato la loro appartenenza alla comunità cristiana e il loro desiderio di crescere nella fede. In questa giornata, abbiamo sperimentato in modo tangibile il senso di “famiglia” che ci unisce. Nonni, genitori e figli hanno condiviso un’esperienza unica, fatta di gioia, di fede e di speranza. L’apertura dell’anno catechistico è stata un momento di rinascita e di rinnovato impegno. La collaborazione, la voglia di camminare insieme e la partecipazione attiva di tutti ci spingono a guardare al futuro con ottimismo. Federica, Beatrice, Marisa e Zeudi Eccoci! Gesù ci chiama per nome. Le sue braccia aperte sono un invito a rispondere alla sua chiamata. Insieme ai nostri bambini e ragazzi, ci mettiamo in cammino, pronti a vivere un anno catechistico ricco di scoperte e di crescita nella comunione. Seguendo le sue orme, costruiamo un futuro migliore per noi e per il mondo. La preghiera dei ragazzi Eccoci, Signore, noi ci siamo!Pronti per iniziare con Te una nuova avventura, pronti per imparare da Te ad amare, di più e in modo nuovo. Vogliamo un mondo più bello e più buono e, con Te, siamo pronti a colorarlo a farlo diventare diverso, a trasformarlo in una casa sempre aperta dove tutti possano sentirsi abbracciati dal tuo amore. #annocatechistico, #comunitàcristiana, #gioia, #famiglia

Cavasso, festa del patrono San Remigio

Un patrono, una guida, una festa. Martedì 1° ottobre, la comunità si è radunata nella chiesa di Cavasso Nuovo per la celebrazione in onore di San Remigio, il vescovo che ha segnato profondamente la storia della cristianità. La messa, iniziata alle ore 20.00, è stata presieduta da don Dario, don Alex e don Riccardo, i quali hanno guidato i fedeli in un percorso di riflessione sulla fede e sull’importanza della comunità. Le parole dei sacerdoti, cariche di spiritualità e di affetto, hanno toccato il cuore dei presenti, sottolineando il ruolo fondamentale di San Remigio nella diffusione del cristianesimo e come esempio di dedizione e di servizio alla Chiesa. Seguendo san Remigio: una luce sulla nostra fede. La statua del Santo Patrono è stata portata in processione lungo le vie principali del paese, illuminando la notte con le sue luci e accompagnata dai canti dei fedeli. Nonostante la chiesa non fosse completamente piena, la processione ha creato un’atmosfera suggestiva e raccolta, un momento di profonda spiritualità e condivisione. La festa di San Remigio è stata un’occasione per rinnovare il legame con le proprie radici e con la comunità, un momento di incontro e di preghiera che ha unito tutti i presenti in un abbraccio. La festa, San Remigio: un tocco d’autunno per tutti i gusti! La festa di San Remigio, domenica 6 ottobre, è stata un’occasione per rafforzare il senso di comunità e valorizzare le tradizioni locali. Le vie del paese si sono animate con la partecipazione di numerosi volontari della Pro Loco Fratellanza e di altre associazioni locali, che hanno lavorato per offrire un evento unico. Una bella giornata di sole, iniziata con la messa delle 11, un momento di raccoglimento spirituale che ha unito tutti i presenti. Successivamente, i visitatori hanno potuto gustare le specialità gastronomiche locali, preparate con ingredienti genuini e di stagione, tra i quali gli gnocchi di zucca, e le numerose preparazioni a base di cipolla rossa. Tanti chioschi ben forniti e colorate bancarelle hanno offerto un’ampia scelta di prodotti locali e artigianali in un’atmosfera festosa, ideale per trascorrere una giornata all’aria aperta.   La torta di San Remigio, preparata secondo un’antica ricetta dal gruppo parrocchiale, è stata un dolce omaggio alla tradizione. Il ricavato della vendita è stato destinato a sostenere le attività della comunità parrocchiale. La festa di San Remigio è stata una dimostrazione tangibile di come la collaborazione tra le diverse realtà del territorio possa portare a risultati straordinari. #SanRemigio #CavassoNuovo #FestaAutunno #TradizioniStoriche #FestaZucca

Happy birthday don Adrian!

Doppi festeggiamenti e doppi auguri, per ringraziarlo del suo prezioso servizio 80 anni di vita e 56 di sacerdozio, nello stesso giorno! Domenica 22 settembre a Cavasso e 29 settembre a Fanna, la nostra comunità ha potuto celebrare un doppio evento speciale: don Adrian, collaboratore assiduo e disponibile della nostra parrocchia, ha raggiunto il significativo traguardo degli 80 anni e ha celebrato i 56 anni di sacerdozio. Domenica 29 a Fanna, insieme ai compaesani della classe 1944, abbiamo condiviso momenti di gioia e di riflessione, ripercorrendo insieme le tappe fondamentali di questo lungo percorso. La presenza di Don Adrian è stata per tutti noi una fonte di ispirazione e di conforto per i nostri cuori. In queste due giornate, abbiamo avuto l’opportunità di esprimere la nostra profonda gratitudine a Don Adrian per il suo instancabile impegno al servizio della comunità. I suoi 56 anni di sacerdozio sono stati caratterizzati da grande dedizione e gentilezza. Dopo le celebrazioni Un abbraccio collettivo ha concluso le celebrazioni di entrambi i paesi, un momento per esprimere tutto l’affetto e la stima nei confronti del festeggiato. Un’occasione per rinnovare i legami di amicizia e sottolineare l’importanza della condivisione. Nella foto in alto, i festeggiati della classe 1944 alla messa del 29 settembre: don Adrian, Lina, Flavia, Sergio, Gianpaolo, Luciano, Olindo, Alfonso, Riccardo, Francesco. Parrocchie Cavasso Fanna Grazie don Adrian! Don Adrian a Cavasso, domenica 22 settembre 2024 Don Adrian a Fanna, domenica 29 settembre 2024, nella foto un momento di convivialità con don Alex e don Dario

Cavasso, il saluto dei parroci

Una domenica speciale Domenica 8 settembre, alle ore 16.00, la nostra comunità si è riunita per celebrare un evento straordinario e significativo: il passaggio di testimone dei parroci, un passaggio ricco di emozioni! Ringraziamo il Signore per il dono della fede e per averci concesso di vivere insieme questo momento. Siamo grati a don Lorenzo, il parroco uscente, per il suo servizio e per averci accompagnato nel nostro cammino spirituale, i suoi insegnamenti hanno nutrito la nostra fede. Accogliamo con gioia i nuovi pastori, don Dario, don Alex e don Riccardo, pronti a collaborare con loro per costruire il futuro per la nostra parrocchia, certi che ci guideranno illuminando questo nuovo cammino. Con questa celebrazione abbiamo sperimentato la bellezza della continuità e del rinnovamento. La presenza dei nuovi pastori è un segno della ricchezza del messaggio evangelico e della sua capacità di adattarsi ai tempi e alle esigenze di ogni persona. In questo nuovo capitolo della nostra storia, siamo chiamati a riscoprire il valore della fede come dono prezioso e come forza che ci spinge ad amare e a servire il prossimo. La parrocchia è il luogo privilegiato dove coltivare questo dono, dove crescere nella conoscenza di Dio e dove costruire relazioni autentiche. Siamo certi che, sotto la guida dei nostri nuovi parroci, la nostra comunità continuerà a essere un faro di luce e di speranza per tutti. Dopo la celebrazione Al termine della celebrazione eucaristica, un momento di convivialità fraterna ha unito la comunità parrocchiale. Un’occasione per stringere amicizie, condividere sorrisi e rafforzare i legami che ci uniscono. In questo nuovo capitolo della nostra storia, ci sentiamo chiamati a vivere la fede in modo sempre più comunitario, sostenendoci a vicenda e collaborando attivamente con i nostri pastori. Insieme, affronteremo le sfide che ci attendono, consapevoli che la forza della comunità ci permetterà di costruire un futuro di speranza. Come afferma l’Apostolo Paolo «Un altro ha seminato, un altro ha irrigato, ma Dio dà la crescita ». (1 Cor 3,6) Con questa speranza nel cuore, guardiamo al futuro con fiducia. Un vivo ringraziamento a Maria Zambon per il servizio fotografico di questa celebrazione

Festa della Madonna di Cavasso e di Orgnese

Fede e tradizione si intrecciano: le feste della Madonna di Cavasso e di Orgnese Cavasso Nuovo, domenica 25 agosto – Le campane risuonano a festa, un’atmosfera di profonda spiritualità avvolge i paesi di Cavasso Nuovo e Orgnese. Il 25 agosto e il 1° settembre, rispettivamente, si celebrano le feste in onore della Madonna, due appuntamenti immancabili per la comunità locale che tramandano nel tempo un patrimonio di fede e tradizione. La devozione alla Vergine Maria, profondamente radicata in queste terre, trova espressione in celebrazioni sempre più sentite e partecipate. Le Sante Messe e le processioni, momenti culminanti di entrambe le feste, sono un’occasione per i fedeli di rinnovare il proprio legame con la Vergine e di condividere la gioia della fede con tutta la comunità. La processione: un momento di grande emozione La processione, con il suo lento e solenne procedere per le vie del paese, è indubbiamente uno dei momenti più emozionanti delle feste. I fedeli, portando in processione le statue della Madonna, esprimono la loro devozione con canti, preghiere e gesti di profonda devozione. Oltre la fede: un momento di aggregazione A Orgnese, in particolare, i festeggiamenti si protraggono per l’intera giornata organizzati dal Circolo Ricreativo. Con degustazioni di prodotti tipici e momenti di convivialità contribuiscono a creare un’atmosfera festosa e accogliente, un’occasione per rafforzare il senso di comunità. In conclusione, le feste della Madonna di Cavasso e di Orgnese sono molto più di semplici celebrazioni religiose. Sono un momento di incontro, di scambio e di condivisione, in cui la fede si intreccia con la tradizione.

Fanna, il saluto dei parroci

La celebrazione e i saluti Domenica 1 settembre un’atmosfera di festa e di rinnovato impegno ha avvolto la comunità di Fanna. Durante la celebrazione eucaristica delle 10.30, un momento significativo ha segnato un passaggio importante per la nostra parrocchia. Con gratitudine, abbiamo salutato don Lorenzo, che per un paio d’anni ha guidato la nostra comunità. A lui va il nostro più sentito ringraziamento per tutto ciò che ha fatto per noi. In questa occasione, abbiamo anche avuto la gioia di accogliere don Dario, già conosciuto e stimato da tutti noi, che ora assume ufficialmente il ruolo di parroco di Fanna e Cavasso Nuovo. Al suo fianco, don Alex, nuovo parroco, e don Riccardo, diacono, si uniscono alla comunità, portando con sé un soffio di novità e un rinnovato entusiasmo. La presenza di questi tre pastori è un dono prezioso per la nostra parrocchia. Le loro diverse personalità si integreranno, per cercare di rispondere alle esigenze spirituali di ciascuno. Siamo certi che, sotto la loro guida, la nostra comunità continuerà a crescere nella fede. Dopo la celebrazione A conclusione della messa, un momento conviviale ha offerto l’opportunità di condividere del tempo semplice ma ricco di affetto. Tanti parrocchiani, amici e conoscenti si sono riuniti per festeggiare insieme questo importante evento. In questo nuovo capitolo della storia della nostra parrocchia, ci sentiamo chiamati a vivere la nostra fede con rinnovato impegno, collaborando attivamente con i nostri parroci. Siamo consapevoli che il cammino che ci attende sarà ricco di sfide e di opportunità, ma siamo anche certi che, uniti nella preghiera e nel servizio, riusciremo a superare ogni ostacolo e a costruire un futuro migliore per tutti. Come ci ricorda il Vangelo di Matteo «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Mt. 28,20) Con questa promessa nel cuore, guardiamo al futuro con speranza e fiducia. Un vivo ringraziamento a Claudio Maiorana per le foto di questa celebrazione

«Altar boys & girls» 2024

Avventura estiva per i chierichetti! Per ringraziare i chierichetti che hanno svolto il servizio in parrocchia, sono state offerte 5 giornate di gioco e divertimento (comprensive di pranzo e merende) durante le quali hanno potuto conoscere meglio il servizio in chiesa. Dal 29 luglio al 2 agosto, dalle 9 alle 17, in chiesa e al centro parrocchiale di Cavasso Nuovo Quest’anno era Cavasso ad ospitare la seconda edizione di questa iniziativa. Assieme ai parroci, agli animatori e alle catechiste e ad alcune mamme, abbiamo condiviso momenti unici, pregato insieme e scoperto il valore della comunità, è stata un’occasione preziosa per tutti di crescere insieme nella fede e nell’amicizia. Domenica 4 agosto a chiusura della settimana, è stata celebrata la Santa Messa preparata e animata dai ragazzi Il programma giornaliero Le giornate, ricche di momenti formativi, hanno permesso ai ragazzi di approfondire la loro conoscenza della liturgia e di sviluppare le proprie capacità di servizio. Le attività ricreative, svolte in un clima di grande vivacità, hanno contribuito a rafforzare i legami tra i partecipanti e a creare un senso di appartenenza al gruppo. La condivisione dei pasti e dei momenti di preghiera ha favorito la crescita di un clima di fraternità e di ascolto reciproco.Al mattino la formazione intervallata da momenti di condivisione e i pranzi, spesso condivisi hanno offerto l’opportunità di creare un clima di familiarità e scambio. I pomeriggi sono stati dedicati ad attività più pratiche, come la preparazione di magliette e grembiuli «Altar Boys & Girls», lo striscione di saluto ai parroci utilizzato nelle celebrazioni di Fanna e Cavasso, l’organizzazione di giochi, e l’affascinante sfida dell’orienteering, che ha permesso di scoprire alcuni angoli del paese. La Santa Messa domenicale, animata dai ragazzi stessi, è stata il culmine di un percorso significativo, un momento di gioia e di ringraziamento per tutte le esperienze vissute insieme, una grande emozione per tutti. Alla messa di domenica 4 agosto, hanno ricevuto l’attestato di Chierichetto: Emma, Aurora, Simone, Chiara, Giovanni, Giovanni, Leonardo, Maria, Matteo, Simone, Giorgia, Gabriella, Davide e Cesare. Questa iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con gli animatori Agnese, Azzurra, Beatrice, Desiree, Edoardo, Giada, Giorgia, Jacline, Luca, Martina e Sebastiano le catechiste Abigyle, Ancilla, Angela, Beatrice, Federica, Mary, Nadia, Valeria e Zeudi il prezioso supporto di  Lidia, Marisa, Pinky e Renato le mamme e tutte le persone che hanno dato il loro contributo alla realizzazione di questa settimana. #settimanadeichierichetti #crescitaspirituale #amicizia #comunità

Don Adrian, Sante & Dennis

Un dono a quattro zampe Sabato 11 maggio, il gruppo di catechismo medie di Fanna in uscita per fare alcune foto presenti sul questo sito, è andato a trovare don Adrian, il quale ci ha accolto molto cordialmente e presentato i suoi 2 gatti, Sante e Dennis. È stato un incontro speciale, perché ci ha raccontato la storia di Dennis, trovato al Santuario di Madonna di Strada, ecco il racconto di Mary Jane… Dennis, un nome che evoca subito un’immagine simpatica e un po’ birichina, ma che per noi è diventato sinonimo di affettuoso compagno. La nostra storia, in realtà, ha avuto inizio in modo del tutto inaspettato, durante una tranquilla passeggiata con don Adrian.Ricordo ancora quel giorno, di circa quattro anni fa… Insieme a don Adrian avevamo programmato un piccolo pellegrinaggio da Fanna al Santuario di Madonna di Strada, un luogo di pace e spiritualità che ci è molto caro. Giunti sul posto, dopo la preghiera e il riposo all’ombra nelle panchine del parco, abbiamo gustato il nostro pranzo al sacco, in mezzo alla natura. All’improvviso, come se ci stesse aspettando, un magnifico gatto a pelo lungo tigrato si è avvicinato a noi. Senza alcuna esitazione e con i suoi grandi occhi verdi, si è accomodato sulle mie gambe e ha iniziato a fare le fusa, felice per l’accoglienza. Don Adrian, amante degli animali come me, si è subito affezionato. Trascorso un po’ di tempo tra le coccole, ammirandone la bellezza e la dolcezza, è arrivato il momento di ripartire, e con nostra grande sorpresa, il gatto ci ha seguiti, camminando lentamente al nostro fianco come un fedele compagno di viaggio. Abbiamo pensato che si fosse perso e abbiamo deciso di riportarlo al Santuario, non avendo idea da dove venisse o a chi appartenesse. Siamo ripartiti pensando che quell’incontro finisse lì… Qualche giorno dopo don Dario, il rettore del Santuario, ci disse che a Madonna di Strada era stato abbandonato un gatto e che era addirittura rimasto chiuso dentro. Senza esitare, siamo corsi sul posto e con immenso sollievo abbiamo scoperto che si trattava proprio del nostro nuovo amico. Lo abbiamo subito portato a casa, dove già viveva Sante, il gattone rosso inglese, che don Adrian ha portato con sé dalla Gran Bretagna. In poco tempo, Dennis si è conquistato l’affetto di tutti i vicini e ha fatto della borgata la sua casa: in ciascuna abitazione ha una sua sedia e una sua ciotola per il cibo!I miei nipoti, appena lo hanno visto, lo hanno subito ribattezzato Dennis, come un personaggio dei cartoni animati “Dennis la minaccia”!!! E il nome gli si addiceva perfettamente: era un vero e proprio terremoto di energia, ma allo stesso tempo incredibilmente affettuoso. Mary Jane Un prezioso invito alla riflessione «Quanto sono numerose le tue opere, o Signore! Tutte le hai fatte con saggezza; la terra è piena delle tue creature” (Salmo 104) e “In verità io vi dico, tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me» (Mt. 25,40). La storia che abbiamo raccolto risuona nel profondo dei nostri cuori, rivelandoci la bellezza di un disegno divino che abbraccia ogni creatura. In ogni relazione, in ogni gesto d’amore, ritroviamo l’impronta Divina. È nelle nostre azioni più semplici, negli atti di compassione e gentilezza, che riflettiamo la Sua luce e testimoniamo la profondità del nostro amore per Lui. Gruppo Catechismo Medie, Fanna Chi di voi ha un amico a quattro zampe che ha reso la sua vita più speciale? Condividete con noi la vostra storia! #Dennisilgatto #unamiciziainaspettata #Dennis #storiavera #gatto #santuario

© 2026 • Parrocchia San Remigio, Cavasso Nuovo PN, cf 90002410935 • Parrocchia San Martino, Fanna PN, cf 90003150936

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