Una memoria che ancora scuote
Respiro trattenuto
Mercoledì 6 maggio, Fanna e Cavasso Nuovo hanno vissuto una Santa Messa commemorativa unica per il 50° anniversario del terremoto. In quell’ora di raccoglimento, abbiamo condiviso in un silenzio significativo, la memoria di una ferita che ha segnato i nostri territori, trasformando il ricordo in un abbraccio.
Quando il tempo perse l’equilibrio
Alle 21:02, all’ora del sisma che cinquant’anni fa cambiò tutto, le nostre campane hanno suonato all’unisono con quelle di tutto il Friuli. Quel suono è stato una memoria intensa che ha attraversato il tempo.
Il ricordo di Bruno
Il nostro pensiero è andato a Bruno Maddalena, il calzolaio di Fanna, che perse la vita quella tragica sera cercando di proteggere i suoi cari. Il suo sorriso e il suo estremo gesto d’amore restano un segno indelebile, custodi di quell’umanità che sa restare in piedi anche quando il suolo trema.
Custodi di quella forza
Cosa resta di quegli anni? Non solo il ricordo della scossa, ma la riscoperta del “noi”. Quella fratellanza nata dalla desolazione è l’eredità più preziosa che abbiamo ricevuto: una spinta vitale che non deve smettere di scuotere i nostri cuori, chiamandoci a restare comunità unita, oggi come allora.
Ricordi ad alta intensità
Ricostruire ricordi sbiaditi, dallo smarrimento di quella sera alla forza della nostra rinascita. Portare l’esperienza del passato nel presente significa questo: non lasciare che il tempo cancelli la storia che portiamo dentro, per consegnarla viva alle nuove generazioni.


