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	<title>preghiera del cuore &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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		<title>Chiedete, cercate, bussate: la preghiera vi trasformerà il cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 21:14:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Signore, insegnaci a pregare» L&#8217;invito di Gesù! Non una tecnica, ma una relazione vera: il cuore della preghiera Oggi, domenica 27 luglio, il Vangelo ci mostra Gesù in preghiera. (Lc 11,1-13) La preghiera era il centro della sua vita. Gli evangelisti ci raccontano che la sua giornata iniziava sempre con un momento di preghiera, ritirandosi in un luogo appartato per una comunione intima con suo Padre. Prima dei momenti più importanti, lo vediamo persino pregare per un&#8217;intera notte. Gli apostoli, così vicini a Lui, potevano osservare la straordinaria qualità e bellezza di questa preghiera. Per questo gli chiesero: &#8220;Signore, insegnaci a pregare&#8221;. Gesù non diede una risposta astratta, né insegnò loro una tecnica, ma li invitò a una comunicazione diretta con il Padre. Come diceva Papa Francesco, in questo modo suscita in loro la nostalgia di una relazione personale con Dio. Questa frase mi colpisce profondamente, perché nel cuore sentiamo tutti la nostalgia, il desiderio, di una relazione con Dio che non sia solo virtuale, rituale o meccanica, ma il dono di una persona a un&#8217;altra, di Colui che ci ama. Gesù invitò gli apostoli, e invita anche noi, a una comunione con Dio Padre, con la fiducia che riceveremo il suo amore filiale. Egli ci dona questa comunione personale attraverso le parole del Padre Nostro. La versione di San Luca è più breve di quella che troviamo nel Vangelo di San Matteo, eppure contiene già tutti gli elementi fondamentali: la lode del Padre, la dedicazione al Suo regno e alla Sua volontà, la richiesta per i nostri bisogni quotidiani, la disponibilità a perdonare e a essere perdonati, e la richiesta di protezione morale. Il Padre Nostro racchiude tutto ciò che dobbiamo dire a Dio. Basta provare a pregarlo con il cuore, con sincerità, meditando a fondo su ogni singola frase. Cosa significa davvero dire &#8220;Padre Nostro&#8221;? Dopo averci donato questa preghiera, Gesù ci insegna cosa significa avere Dio come Padre. Non è come l&#8217;amico della parabola, quello che inizialmente non voleva dare i tre pani al vicino arrivato all&#8217;improvviso, e che cedette solo per l&#8217;insistenza dell&#8217;amico. Il nostro Padre non è così. Lui è più buono e generoso di tutti i padri terreni, che, come sappiamo, non darebbero mai uno scorpione al figlio che chiede un uovo. Perciò, Gesù ci invita a chiedere, cercare, bussare! Spesso, quando sentiamo questo invito, pensiamo: &#8220;Ma non ricevo sempre ciò che chiedo!&#8221;. Possiamo davvero pretendere di ottenere tutto ciò che vogliamo? O c&#8217;è un mistero che va oltre il nostro controllo? Noi non possiamo controllare Dio! Eppure Gesù ripete: &#8220;Chiedete e vi sarà dato&#8221;. Forse non riceveremo esattamente ciò che vogliamo, ma il Padre donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono. Lo Spirito Santo ci sosterrà in ogni crisi, in ogni circostanza. Dovremmo essere più consapevoli delle grazie e delle benedizioni che abbiamo già ricevuto. Sono davvero tante, e io credo che la preghiera di ringraziamento ci apra alla grazia di Dio. Tra poco andremo all&#8217;altare per l&#8217;Eucaristia, una parola che significa anche ringraziamento. &#8220;In alto i nostri cuori, rendiamo grazie a Dio, perché è buono e giusto!&#8221; È giusto ringraziarlo per la vita, per il mondo meraviglioso che ci ha donato, per i nostri parenti e amici. È giusto ringraziarlo per la fede in Dio Padre, per Gesù Cristo che è venuto a noi e ci indica la strada vera da percorrere in questa vita. In uno spirito di ringraziamento, possiamo anche esprimere (come fece Abramo) i nostri bisogni e ciò che attualmente ci pesa sul cuore. Padre Nostro, aiutaci! don Adrian Toffolo]]></description>
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