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	<title>Parrocchie Cavasso Fanna &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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		<title>Gloria e Passione, le Palme aprono al silenzio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 20:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Verso la Settimana Santa Sotto lo stesso cielo&#8230; l’ingresso festoso La Domenica delle Palme a Cavasso e Fanna è stata una celebrazione molto partecipata che ha segnato l&#8217;apertura della Settimana Santa. A Cavasso i fedeli si sono ritrovati nella Piazza del Pino, mentre a Fanna la comunità si è radunata presso la chiesetta di San Silvestro. Don Dario e don Alex hanno ricordato l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedicendo i rami di ulivo nelle mani dei presenti. Sotto lo stesso cielo di festa, le due processioni si sono messe in cammino verso le chiese rievocando lungo le strade il percorso verso la Città Santa. Dal rosso della Passione al silenzio del cuore All’ingresso nelle chiese di San Remigio e di San Martino l’atmosfera è cambiata: il rosso dei paramenti liturgici ci ha subito richiamato alla mente il sacrificio imminente, in un silenzio carico di riflessione. Il cuore della celebrazione è stata la lettura della Passio, un momento di forte intensità in cui il lungo racconto della sofferenza di Cristo è stato rivissuto a più voci. Attraverso queste parole siamo diventati partecipi del dramma del Calvario, vivendo il passaggio simbolico dalla gloria della palma al dolore della croce. Verso la Pasqua con un germoglio di Pace in ogni casa Concluse le due sante messe ognuno ha portato a casa il proprio ramoscello benedetto, un piccolo testimone di pace e protezione. Questi rami, che nelle case diventeranno memoria quotidiana della vittoria della vita sulla morte, racchiudono un significato profondo: l’ulivo come segno di riconciliazione tra Dio e l’uomo, e la palma come emblema dell’ascesa verso la gloria celeste. Questi simboli accompagneranno le famiglie per tutto l’anno fino al Mercoledì delle Ceneri dell’anno successivo, quando verrano bruciati e daranno inizio a un nuovo ciclo di fede. Laboratorio di Pace: l&#8217;ulivo che porta la gioia dei bambini In preparazione alla Domenica delle Palme, venerdì 27 marzo 2026, i bambini della quinta elementare si sono ritrovati insieme alle catechiste Federica e Valeria per un momento speciale. Con impegno e cura, hanno preparato i sacchetti e i mazzetti di ulivo destinati a tutta la comunità. È stato un vero dono vedere queste &#8220;piccole grandi mani&#8221; all&#8217;opera: sapere che dietro questo segno di pace c’è il loro lavoro ci riempie il cuore di gioia.]]></description>
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									<h5><span style="color: #003300;"><strong>Sotto lo stesso cielo&#8230; l’ingresso festoso </strong></span></h5><p>La Domenica delle Palme a Cavasso e Fanna è stata una celebrazione molto partecipata che ha segnato l&#8217;apertura della Settimana Santa.</p><p>A Cavasso i fedeli si sono ritrovati nella Piazza del Pino, mentre a Fanna la comunità si è radunata presso la chiesetta di San Silvestro. Don Dario e don Alex hanno ricordato l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedicendo i rami di ulivo nelle mani dei presenti. <strong>Sotto lo stesso cielo di festa</strong>, le due processioni si sono messe in cammino verso le chiese rievocando lungo le strade il percorso verso la Città Santa.</p><h5><span style="color: #003300;"><strong>Dal rosso della Passione al silenzio del cuore</strong></span></h5><p>All’ingresso nelle chiese di San Remigio e di San Martino l’atmosfera è cambiata: il rosso dei paramenti liturgici ci ha subito richiamato alla mente il sacrificio imminente, in un silenzio carico di riflessione. Il cuore della celebrazione è stata la <strong>lettura della <em>Passio</em></strong>, un momento di <strong>forte intensità</strong> in cui il lungo racconto della sofferenza di Cristo è stato rivissuto a più voci. Attraverso queste parole siamo diventati partecipi del dramma del Calvario, vivendo il passaggio simbolico dalla gloria della palma al dolore della croce.</p><h5><span style="color: #003300;"><strong>Verso la Pasqua con un germoglio di Pace in ogni casa</strong></span></h5><p>Concluse le due sante messe ognuno ha portato a casa il proprio ramoscello benedetto, un piccolo testimone di pace e protezione. Questi rami, che nelle case diventeranno memoria quotidiana della vittoria della vita sulla morte, racchiudono un significato profondo: l’ulivo come segno di riconciliazione tra Dio e l’uomo, e la palma come emblema dell’ascesa verso la gloria celeste. Questi simboli accompagneranno le famiglie per tutto l’anno fino al Mercoledì delle Ceneri dell’anno successivo, quando verrano bruciati e daranno inizio a un nuovo ciclo di fede.</p>								</div>
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		<title>Una palma che intreccia tradizioni di Fede</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 07:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando un&#8217;usanza diversa è un dono che unisce Da qualche anno, entrando nelle nostre chiese a Cavasso, Fanna e al Santuario per la Domenica delle Palme, notiamo un segno speciale e inedito per le nostre tradizioni locali. Si tratta di un dono speciale, frutto dell&#8217;impegno e della generosità di Mimmo Baccillieri, che con le sue abili mani intreccia per la nostra comunità questo antico simbolo di speranza. È un’arte che viene da lontano e che oggi arricchisce la nostra preghiera, trasformando semplici foglie di palma in veri e propri intrecci di fede. Per apprezzare appieno il valore di questo gesto, vi proponiamo di seguito una spiegazione che ne illustra le origini, i significati profondi e i simboli nascosti tra le trame delle foglie. Da Reggio Calabria a Cavasso Nuovo la tradizione delle palme intrecciate La Domenica delle Palme non è solo l&#8217;inizio della Settimana Santa, ma l&#8217;esplosione di un’arte antica che affonda le radici nella terra generosa. Accanto all&#8217;ulivo, simbolo di pace, le palme intrecciate portano la maestria delle mani dei nostri nonni. L&#8217; intreccio della palma non è solo un decoro, è un&#8217;architettura, un&#8217;arte che si tramanda di generazione in generazione, spesso custodita con gelosia dalle famiglie che ancora oggi portano avanti questa tradizione artigianale. Anticamente, a Reggio e nei paesi della provincia, l&#8217;altezza della palma portata in chiesa dai ragazzi era quasi una sfida di devozione: più era alta e lavorata, più onore portava alla famiglia. Ma il vero significato restava sempre lo stesso: umiltà e accoglienza per il Signore che entra nella nostra città. Le foglie più tenere (il &#8220;cuore&#8221; della palma, protetto dal sole perché rimanga chiaro) vengono lavorate con una tecnica che trasforma il verde in oro, il tipico colore giallo paglierino si manterrà meglio se la palma non è esposta alla luce diretta del sole o a fonti di calore eccessive. Ricordo, quando ero bambino, i venditori sui sagrati delle nostre chiese o lungo il corso, con quei fasci di palme che sembravano ricami, ne ero affascinato e chiesi ad un amico di insegnarmi ad intrecciare. Nelle nostre palme troviamo simboli che parlano direttamente al cuore dei fedeli: La &#8220;Campanella&#8221;: Per annunciare la gioia della Resurrezione che verrà. La Crocetta: Posta spesso alla sommità, per ricordarci il sacrificio di Cristo. Il &#8220;Panierino&#8221; o la &#8220;Pigna&#8221;: Simboli di abbondanza e di unità della famiglia parrocchiale. I Fiori di Palma: Piccoli boccioli creati ripiegando la foglia su se stessa, che richiamano la primavera dello spirito. Portarla a casa significa accogliere un segno di benedizione che proteggerà la famiglia per tutto l&#8217;anno. Molti reggini usano ancora l&#8217;antica usanza di scambiarne un piccolo rametto con i vicini o i parenti con cui c&#8217;è stato qualche malinteso, come vero segno di riconciliazione. Ogni anno le palme secche vengono bruciate o interrate in un vaso, non vengono mai buttate nella spazzatura. Grazie a Mimmo e Beatrice per averci fatto scoprire con generosità tradizioni cristiane diverse, capaci di unirci nella fede.]]></description>
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									<h5><strong>Da Reggio Calabria a Cavasso Nuovo la tradizione delle palme intrecciate</strong></h5><p>La Domenica delle Palme non è solo l&#8217;inizio della Settimana Santa, ma l&#8217;esplosione di un’arte antica che affonda le radici nella terra generosa. Accanto all&#8217;ulivo, simbolo di pace, le palme intrecciate portano la maestria delle mani dei nostri nonni.</p><p>L&#8217; intreccio della palma non è solo un decoro, è un&#8217;architettura, un&#8217;arte che si tramanda di generazione in generazione, spesso custodita con gelosia dalle famiglie che ancora oggi portano avanti questa tradizione artigianale.</p><p>Anticamente, a Reggio e nei paesi della provincia, l&#8217;altezza della palma portata in chiesa dai ragazzi era quasi una sfida di devozione: più era alta e lavorata, più onore portava alla famiglia. Ma il vero significato restava sempre lo stesso: umiltà e accoglienza per il Signore che entra nella nostra città.</p><p>Le foglie più tenere (il &#8220;cuore&#8221; della palma, protetto dal sole perché rimanga chiaro) vengono lavorate con una tecnica che trasforma il verde in oro, il tipico colore giallo paglierino si manterrà meglio se la palma non è esposta alla luce diretta del sole o a fonti di calore eccessive.</p><p>Ricordo, quando ero bambino, i venditori sui sagrati delle nostre chiese o lungo il corso, con quei fasci di palme che sembravano ricami, ne ero affascinato e chiesi ad un amico di insegnarmi ad intrecciare.</p><p>Nelle nostre palme troviamo simboli che parlano direttamente al cuore dei fedeli:</p><ul><li>La &#8220;Campanella&#8221;: Per annunciare la gioia della Resurrezione che verrà.</li><li>La Crocetta: Posta spesso alla sommità, per ricordarci il sacrificio di Cristo.</li><li>Il &#8220;Panierino&#8221; o la &#8220;Pigna&#8221;: Simboli di abbondanza e di unità della famiglia parrocchiale.</li><li>I Fiori di Palma<strong>:</strong> Piccoli boccioli creati ripiegando la foglia su se stessa, che richiamano la primavera dello spirito.</li></ul><p>Portarla a casa significa accogliere un segno di benedizione che proteggerà la famiglia per tutto l&#8217;anno. Molti reggini usano ancora l&#8217;antica usanza di scambiarne un piccolo rametto con i vicini o i parenti con cui c&#8217;è stato qualche malinteso, come vero segno di riconciliazione.</p><p>Ogni anno le palme secche vengono bruciate o interrate in un vaso, non vengono mai buttate nella spazzatura.</p>								</div>
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									<p><strong>Grazie a Mimmo e Beatrice per averci fatto scoprire con generosità tradizioni cristiane diverse, capaci di unirci nella fede.</strong></p>								</div>
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		<title>La prima riconciliazione è&#8230; come un abbraccio!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/prime-confessioni-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Confessione]]></category>
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					<description><![CDATA[«Adesso che ti conosco ti voglio ancora più bene» Un primo passo importante nel cammino della fede Domenica 15 marzo 2026, alle ore 15.00, le comunità di Fanna e Cavasso si sono riunite per un appuntamento emozionante: le Prime Confessioni dei bambini del 3° anno della scuola primaria, che l&#8217;anno prossimo si prepareranno a ricevere la Prima Comunione. In un&#8217;atmosfera di raccoglimento e serenità, i bambini hanno vissuto il loro primo incontro con il Sacramento della Riconciliazione, accompagnati dalla guida di Don Alex assieme a don Adrian. È stato un momento di emozione in chiesa e di festa poi in casa Marchi, scoprendo la bellezza di sentirsi amati e accolti. Il dono del perdono  L’incontro con Don Alex e i genitori In occasione della prima confessione, durante l&#8217;incontro con i genitori, Don Alex ha scelto di condividere la sua esperienza personale offrendo uno sguardo diverso e molto umano sul significato del perdono. Non ha parlato di un Dio che condanna ma di un Dio che accoglie sempre e comunque, al di là delle nostre fragilità. Il cuore del messaggio: sentirsi amati Il cuore del suo messaggio è stato semplice ma incisivo: è proprio nel momento in cui ci sentiamo accolti che impariamo ad accettare il perdono. E questa accoglienza ci riconcilia non solo con Dio ma anche con noi stessi. Tra le sue parole una frase mi ha colpito particolarmente che recitava all&#8217;incirca così: &#8220;Adesso che ti conosco ti voglio ancora più bene&#8221;. Un&#8217;espressione che racchiude l&#8217;essenza di un amore autentico, capace di andare oltre gli errori di ciascuno di noi. Un grazie speciale ad Ambra Durat per la testimonianza e ad Alessandra Galli per le foto ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21979" class="elementor elementor-21979" data-elementor-post-type="post">
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<h4 data-path-to-node="2">Un primo passo importante nel cammino della fede</h4>
<h6 data-path-to-node="3">Domenica 15 marzo 2026, alle ore 15.00, le comunità di Fanna e Cavasso si sono riunite per un appuntamento emozionante: le <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="110">Prime Confessioni dei bambini </b>del 3° anno della scuola primaria, che l&#8217;anno prossimo si prepareranno a ricevere la Prima Comunione.<br>
In un&#8217;atmosfera di raccoglimento e serenità, i bambini hanno vissuto il loro primo incontro con il Sacramento della Riconciliazione, accompagnati dalla guida di Don Alex assieme a don Adrian. È stato un momento di emozione in chiesa e di festa poi in casa Marchi, scoprendo la bellezza di sentirsi amati e accolti.</h6>
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									<p style="text-align: right;"><em>Un grazie speciale ad Ambra Durat per la testimonianza e ad Alessandra Galli per le foto </em></p>								</div>
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		<title>San Biagio, protettore di gola e verità</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/san-biagio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione delle gola]]></category>
		<category><![CDATA[Candele incorciate]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa San Martino]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
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					<description><![CDATA[San Biagio: un incrocio di protezioni Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona. San Biagio: medico, vescovo, martire Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di &#8220;arma divina&#8221;: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù. L’eremita e il legame con gli animali Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla protezione che offriva agli animali, lo portarono dal governatore. I miracoli della gola e della gratitudine Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il miracolo della gola: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere mele e candele, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico. Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza Nonostante le torture inflitte con i pettini di ferro (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche protettore di cardatori, lanaioli e tessitori. La tradizione e il passaggio di stagione Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono. Non voi infatti aiuterete a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che è in voi. — Matteo 10,20]]></description>
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									<h6><span style="color: #c40000;"><strong>Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona.</strong></span></h6>								</div>
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									<h5><span style="color: #a80000;">Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura</span></h5><p><span style="color: #636161;">Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di <strong>&#8220;arma divina&#8221;</strong>: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">L’eremita e il legame con gli animali</span></h5><p><span style="color: #636161;">Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla <strong>protezione che offriva agli animali</strong>, lo portarono dal governatore.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">I miracoli della gola e della gratitudine</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il <span style="text-decoration: underline;">miracolo della gola</span>: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il <strong>protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio</strong>. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere <span style="text-decoration: underline;">mele e candele</span>, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza</span></h5><p><span style="color: #636161;">Nonostante le torture inflitte con i <span style="text-decoration: underline;">pettini di ferro</span> (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche <strong>protettore di cardatori, lanaioli e tessitori</strong>.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">La tradizione e il passaggio di stagione</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: <strong>il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione</strong> che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di <strong>usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità</strong>, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono.</span></p>								</div>
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		<title>Piccoli Magi in cammino: l&#8217;Epifania dei bambini💫</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/benedizione-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Abigyle Alzetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 20:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Animatori]]></category>
		<category><![CDATA[animazione bambini e ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Cavasso Nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San Remigio]]></category>
		<category><![CDATA[cinema e cioccolata]]></category>
		<category><![CDATA[festa insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[preghiere dal mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una benedizione per tutti i bambini: 6 gennaio 2026 🌍 Epifania senza confini: festa e preghiere per i bambini Seguendo la stessa stella💫 Il pomeriggio del 6 gennaio 2026, nella nostra chiesa di Cavasso Nuovo, abbiamo vissuto un momento semplice e prezioso: la benedizione dei bambini delle parrocchie di Cavasso Nuovo e Fanna. Un appuntamento atteso, che ha concluso il tempo del Natale con gioia, tenerezza e tanta gratitudine nel cuore. La celebrazione è stata breve, ma intensa e curata con affetto. I nostri giovani animatori, insieme alle catechiste e al coro, hanno saputo creare un clima caldo e accogliente. Per “sciogliere il ghiaccio” – e anche per riscaldarci un po’! – abbiamo cantato e ballato “Bambino nella culla”, giocando con il ritmo e la memoria. Le voci si sono poi unite in altri canti natalizi, che hanno riempito la chiesa di luce e di festa. Preghiere dal mondo per i bambini 🇮🇹🌍 Un momento particolarmente significativo è stato quello delle preghiere dedicate ai bambini, lette in diverse lingue: italiano, tedesco, portoghese, friulano e filippino. Un piccolo segno di internazionalità che ci ha ricordato quanto la Chiesa sia davvero universale: i cristiani sono in tutto il mondo, pregano in lingue diverse, ma con lo stesso cuore. È stato bello ascoltare parole familiari e allo stesso tempo nuove, tutte rivolte a Dio con la stessa fiducia. Piccoli Magi in cammino 👑🎁 Il Vangelo del giorno ci ha accompagnati nel racconto dell’arrivo dei Re Magi a Gesù: il loro viaggio, la loro ricerca, il desiderio di incontrare la Luce. Nell’omelia, don Alex insieme a Martina – una giovanissima catechista ancora alle scuole superiori – hanno dialogato proprio su questo cammino. Con semplicità hanno ricordato ai bambini (e anche a noi adulti!) che ciascuno può essere come i Magi: mettersi in cammino, seguire una stella, cercare Gesù con fiducia e meraviglia. Film, cioccolata e sorrisi 🎬☕ Al termine della celebrazione ci siamo spostati al centro pastorale per un momento di convivialità. Dolci preparati con cura, tè caldo e cioccolata fumante hanno scaldato mani e cuori. E per i più piccoli, alcune mamme hanno organizzato una sorpresa speciale: un piccolo cinema con tanto di pop corn! Un modo semplice e gioioso per concludere insieme la festa. Portiamo nel cuore i sorrisi dei bambini, le lingue diverse che si intrecciano in una sola preghiera, il canto condiviso e la dolcezza dello stare insieme. Che la benedizione ricevuta in questo giorno accompagni i nostri bambini e le loro famiglie lungo tutto l’anno, come una stella luminosa nel cammino di ciascuno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21018" class="elementor elementor-21018" data-elementor-post-type="post">
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					<h5 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Una benedizione per tutti i bambini: 6 gennaio 2026</h5>				</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f30d.png" alt="🌍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Epifania senza confini: festa e preghiere per i bambini</h3>				</div>
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									<h5>Seguendo la stessa stella<img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f31f.svg" alt="&#x1f31f;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4ab.png" alt="💫" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h5><p>Il pomeriggio del 6 gennaio 2026, nella nostra chiesa di Cavasso Nuovo, abbiamo vissuto un momento semplice e prezioso: la benedizione dei bambini delle parrocchie di Cavasso Nuovo e Fanna. Un appuntamento atteso, che ha concluso il tempo del Natale con gioia, tenerezza e tanta gratitudine nel cuore.<br />La celebrazione è stata breve, ma intensa e curata con affetto. I nostri giovani animatori, insieme alle catechiste e al coro, hanno saputo creare un clima caldo e accogliente. Per “sciogliere il ghiaccio” – e anche per riscaldarci un po’! – abbiamo cantato e ballato “Bambino nella culla”, giocando con il ritmo e la memoria. Le voci si sono poi unite in altri canti natalizi, che hanno riempito la chiesa di luce e di festa.</p><h5>Preghiere dal mondo per i bambini <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f1ee-1f1f9.png" alt="🇮🇹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f30d.png" alt="🌍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h5><p>Un momento particolarmente significativo è stato quello delle preghiere dedicate ai bambini, lette in diverse lingue: italiano, tedesco, portoghese, friulano e filippino. Un piccolo segno di internazionalità che ci ha ricordato quanto la Chiesa sia davvero universale: i cristiani sono in tutto il mondo, pregano in lingue diverse, ma con lo stesso cuore. È stato bello ascoltare parole familiari e allo stesso tempo nuove, tutte rivolte a Dio con la stessa fiducia.</p><h5>Piccoli Magi in cammino <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f451.png" alt="👑" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f381.png" alt="🎁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h5><p>Il Vangelo del giorno ci ha accompagnati nel racconto dell’arrivo dei Re Magi a Gesù: il loro viaggio, la loro ricerca, il desiderio di incontrare la Luce. Nell’omelia, don Alex insieme a Martina – una giovanissima catechista ancora alle scuole superiori – hanno dialogato proprio su questo cammino. Con semplicità hanno ricordato ai bambini (e anche a noi adulti!) che ciascuno può essere come i Magi: mettersi in cammino, seguire una stella, cercare Gesù con fiducia e meraviglia.</p><h5>Film, cioccolata e sorrisi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3ac.png" alt="🎬" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2615.png" alt="☕" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h5><p>Al termine della celebrazione ci siamo spostati al centro pastorale per un momento di convivialità. Dolci preparati con cura, tè caldo e cioccolata fumante hanno scaldato mani e cuori. E per i più piccoli, alcune mamme hanno organizzato una sorpresa speciale: un piccolo cinema con tanto di pop corn! Un modo semplice e gioioso per concludere insieme la festa.<br />Portiamo nel cuore i sorrisi dei bambini, le lingue diverse che si intrecciano in una sola preghiera, il canto condiviso e la dolcezza dello stare insieme.</p><p><strong>Che la benedizione ricevuta in questo giorno accompagni i nostri bambini e le loro famiglie lungo tutto l’anno, come una stella luminosa nel cammino di ciascuno.</strong></p>								</div>
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		<title>Ripartiamo insieme nella Fede, a fiori e colori!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/inizio-anno-catechistico-2025-25/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 16:05:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizio anno catechistico 2025-26 Una fede che fiorisce si colora Domenica 12 ottobre abbiamo celebrato insieme l’inizio del nuovo anno catechistico, un momento di comunione che ha coinvolto le due comunità parrocchiali, i bambini e i ragazzi del catechismo ed i genitori. La Messa e la presentazioneDurante la celebrazione sono state presentate ufficialmente tutte le catechiste, che hanno rinnovato l&#8217;impegno a farsi compagne di viaggio per i bambini e ragazzi, per trasmettere con cura la Parola di Dio. Colori e fiori della Fede: i bambini e i ragazzi protagonistiDopo la messa, assieme ad alcuni animatori, casa Marchi si è animata di vita: I bambini delle elementari, in un clima di entusiasmo e animazione, hanno usato le mani nella terra per un gesto simbolico e significativo: hanno piantato fiori in due grandi vasi, posizionati poi all’esterno delle nostre due chiese. Quei fiori rappresentano la cura dell’ambiente in cui vivono. I ragazzi delle medie, sono stati i pittori di due grandi cartelloni, e attraverso immagini e parole, hanno illustrato le tappe del loro percorso di fede, con il catechismo come cammino della vita. . Il catechismo: verso un cammino condiviso con le famiglieMentre i ragazzi erano impegnati nelle attività, i parroci e i genitori si sono riuniti in chiesa per un momento di riflessione e confronto. È stata l’occasione per presentare i percorsi di catechismo di quest&#8217;anno, ma soprattutto per condividere gli obiettivi e le finalità delle nostre parrocchie: il desiderio di costruire una famiglia di famiglie dove ognuno si senta partecipe. Un grazie di cuore a chi ha reso possibile questa mattinata. Buon cammino a tutti! Nuovo anno, buone nuove&#8230; Alcune immagini della mattinata di domenica 12 ottobre, in chiesa e in casa Marchi durante le attività con bambini e ragazzi. #annocatechistico, #comunitàcristiana, #gioia, #famiglia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="20030" class="elementor elementor-20030" data-elementor-post-type="post">
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					<h5 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Inizio anno catechistico 2025-26
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Una fede che fiorisce si colora </h2>				</div>
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									<h6><strong>Domenica 12 ottobre</strong> abbiamo celebrato insieme l’<strong>inizio del nuovo anno catechistico</strong>, un momento di comunione che ha coinvolto le due comunità parrocchiali, i bambini e i ragazzi del catechismo ed i genitori.</h6><p><span style="color: #ff0000;"><strong>La Messa e la presentazione</strong></span><br />Durante la celebrazione sono state presentate ufficialmente tutte le <strong>catechiste</strong>, che hanno rinnovato l&#8217;impegno a farsi compagne di viaggio per i bambini e ragazzi, per trasmettere con cura la Parola di Dio.</p><p><span style="color: #ff0000;"><strong>Colori e fiori della Fede</strong><strong>: i bambini e i ragazzi protagonisti</strong></span><br />Dopo la messa, assieme ad alcuni animatori, casa Marchi si è animata di vita:</p><ul><li>I <strong>bambini delle elementari</strong>, in un clima di entusiasmo e animazione, hanno usato le mani nella terra per un gesto simbolico e significativo: hanno piantato fiori in due grandi vasi, posizionati poi all’esterno delle nostre due chiese. Quei fiori rappresentano la cura dell’ambiente in cui vivono.</li><li>I <strong>ragazzi delle medie</strong>, sono stati i pittori di due grandi cartelloni, e attraverso immagini e parole, hanno illustrato le tappe del loro percorso di fede, con il catechismo come cammino della vita.</li></ul><p>.</p><p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il catechismo: verso un cammino condiviso con le famiglie</strong></span><br />Mentre i ragazzi erano impegnati nelle attività, i parroci e i genitori si sono riuniti in chiesa per un momento di riflessione e confronto. È stata l’occasione per presentare i percorsi di catechismo di quest&#8217;anno, ma soprattutto per condividere gli obiettivi e le finalità delle nostre parrocchie: il desiderio di costruire una famiglia di famiglie dove ognuno si senta partecipe.</p><p>Un grazie di cuore a chi ha reso possibile questa mattinata. Buon cammino a tutti!</p>								</div>
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		<title>Saluto affettuoso a Don Riccardo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 19:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Messa Festiva]]></category>
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					<description><![CDATA[Fanna e Cavasso nuovo Le Messe di saluto di don Riccardo Mior Una giornata davvero speciale il 28 settembre, con due Sante Messe dedicate al saluto del nostro caro Don Riccardo e un rinfresco conviviale finale con i parrocchiani. Sono stati momenti intensi, un&#8217;occasione per stringerci intorno a lui e dirgli un &#8220;arrivederci&#8221; pieno di gratitudine. Caro Don Riccardo Un anno è trascorso, quasi senza che ce ne accorgessimo, e siamo giunti a questo momento, che ci coglie con un misto di emozione e gratitudine profonda. Sebbene fossimo consapevoli fin dall&#8217;inizio che questo giorno sarebbe arrivato, non ti nascondiamo di aver coltivato la speranza di vederti rimanere almeno nelle vicinanze. Ripensando a questo tempo prezioso trascorso insieme, affiorano innumerevoli momenti di autentica e felice condivisione (ne abbiamo le &#8220;prove fotografiche&#8221;!), di contagiosa allegria e di quell&#8217;umorismo intelligente e originale che ti è proprio. Sentiremo profondamente la tua mancanza! Fin dal tuo arrivo, sei stato per noi un valido supporto e un sostegno per i nostri parroci. Poi, con la pazienza, la perseveranza e la grande bontà d&#8217;animo che ti contraddistinguono, hai partecipato attivamente a ogni aspetto della vita parrocchiale. Abbiamo condiviso tante esperienze significative: dal catechismo dei ragazzi alle Sante Messe, arricchite dalle tue omelie sempre curate e profonde, dalla preziosa collaborazione per il sito web parrocchiale ai Grest allegri e di successo, resi tali grazie al tuo dedicato impegno, fino alla cura affettuosa che hai rivolto al nostro gruppo giovani. Ti abbiamo accompagnato in quest&#8217;anno cruciale, vedendoti passare da diacono a sacerdote, e siamo stati testimoni della tua profonda preparazione e della fermezza delle tue scelte. Insieme, in questi mesi, siamo cresciuti e abbiamo imparato tanto. Se da un lato proviamo una sincera malinconia per la tua assenza, dall&#8217;altro abbiamo il cuore colmo di preghiere e di sinceri auguri per te. Ti auguriamo un futuro luminoso e sereno e, con l&#8217;aiuto del Signore, siamo certi che sarà proprio così! Don Riccardo Mior Ha partecipato a numerose attività presso le nostre Parrocchie di Fanna e Cavasso, da ottobre 2024 a settembre 2025, inizialmente come diacono e dopo l&#8217;ordinazione come collaboratore dei parroci.Nativo di Tamai di Brugnera, ha prestato servizio nelle parrocchie di San Vito al Tagliamento e di Gleris-Carbona. Da ottobre 2024 e ha iniziato a collaborare con le parrocchie di Cavasso Nuovo e Fanna. Ha recentemente completato la formazione presso il seminario diocesano di Pordenone e ha ricevuto l&#8217;ordinazione presbiterale il 7 giugno 2025. Da ottobre 2025 presta servizio nelle Parrocchie di Portogruaro.]]></description>
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									<p><strong>Una giornata davvero speciale il 28 settembre, con due Sante Messe dedicate al saluto del nostro caro Don Riccardo e un rinfresco conviviale finale con i parrocchiani. Sono stati momenti intensi, un&#8217;occasione per stringerci intorno a lui e dirgli un &#8220;arrivederci&#8221; pieno di gratitudine.</strong></p>								</div>
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									<p>Un anno è trascorso, quasi senza che ce ne accorgessimo, e siamo giunti a questo momento, che ci coglie con un misto di emozione e gratitudine profonda.</p><p>Sebbene fossimo consapevoli fin dall&#8217;inizio che questo giorno sarebbe arrivato, non ti nascondiamo di aver coltivato la speranza di vederti rimanere almeno nelle vicinanze.</p><p>Ripensando a questo tempo prezioso trascorso insieme, affiorano innumerevoli momenti di autentica e felice condivisione (ne abbiamo le &#8220;prove fotografiche&#8221;!), di contagiosa allegria e di quell&#8217;umorismo intelligente e originale che ti è proprio. Sentiremo profondamente la tua mancanza!</p><p>Fin dal tuo arrivo, sei stato per noi un valido supporto e un sostegno per i nostri parroci. Poi, con la pazienza, la perseveranza e la grande bontà d&#8217;animo che ti contraddistinguono, hai partecipato attivamente a ogni aspetto della vita parrocchiale.</p><p>Abbiamo condiviso tante esperienze significative: dal catechismo dei ragazzi alle Sante Messe, arricchite dalle tue omelie sempre curate e profonde, dalla preziosa collaborazione per il sito web parrocchiale ai Grest allegri e di successo, resi tali grazie al tuo dedicato impegno, fino alla cura affettuosa che hai rivolto al nostro gruppo giovani.</p><p>Ti abbiamo accompagnato in quest&#8217;anno cruciale, vedendoti passare da diacono a sacerdote, e siamo stati testimoni della tua profonda preparazione e della fermezza delle tue scelte. Insieme, in questi mesi, siamo cresciuti e abbiamo imparato tanto.</p><p>Se da un lato proviamo una sincera malinconia per la tua assenza, dall&#8217;altro abbiamo il cuore colmo di preghiere e di sinceri auguri per te. Ti auguriamo un futuro luminoso e sereno e, con l&#8217;aiuto del Signore, siamo certi che sarà proprio così!</p>								</div>
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						<p><p><strong>Ha partecipato a numerose attività presso le nostre Parrocchie di Fanna e Cavasso, da ottobre 2024 a settembre 2025, inizialmente come diacono e dopo l'ordinazione come collaboratore dei parroci.</strong><br />Nativo di Tamai di Brugnera, ha prestato servizio nelle parrocchie di San Vito al Tagliamento e di Gleris-Carbona. Da ottobre 2024 e ha iniziato a collaborare con le parrocchie di Cavasso Nuovo e Fanna. Ha recentemente completato la formazione presso il seminario diocesano di Pordenone e ha ricevuto l'ordinazione presbiterale il 7 giugno 2025. Da ottobre 2025 presta servizio nelle Parrocchie di Portogruaro.</p></p>	
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		<title>Sotto il manto di Maria Regina: Cavasso si unisce in preghiera</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/festa-beata-vergine-maria-regina-a-cavasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 19:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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		<category><![CDATA[Parrocchia San Remigio]]></category>
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					<description><![CDATA[24 agosto 2025 • Chiesa di San Remigio Cavasso: un paese, una comunità e nel cuore Maria Regina Conosciuta in paese come &#8220;Madonna di Cavasso&#8221; la Festa Beata Vergine Maria Regina è un appuntamento tradizionale per la comunità locale e, insieme a quella di San Remigio, una delle celebrazioni più sentite del paese. Si tiene ogni anno la prima domenica dopo l&#8217;Assunta, un tempo occasione speciale per salutare gli emigranti prima della loro ripartenza. Quest&#8217;anno, la messa si è tenuta domenica 24 agosto, riunendo la comunità in un momento di fede e condivisione. Il pomeriggio è cominciato alle 17.00, quando i fedeli si sono radunati per la processione recitando Santo Rosario lungo le vie del paese. Alle 17.30 la Santa Messa in chiesa: la liturgia è stata un&#8217;opportunità per riflettere sulla figura della Vergine Maria e sulla sua importanza nella vita dei credenti. Al termine della celebrazione, i fedeli presenti si sono riuniti per un momento di convivialità, un&#8217;occasione per condividere la gioia di stare insieme in semplicità. Questa festa di paese che accompagnava la &#8220;Madonna di Cavasso“, una volta includeva la cuccagna, un gioco popolare che prevedeva la scalata di un palo alto, insaponato o cosparso di grasso, con in cima premi come prodotti tipici come salami o formaggi. In questa festa c’era anche uno spettacolo pirotecnico di &#8220;girandole&#8221; o luminarie e altri giochi di luci, accompagnati da musica e bancarelle con prodotti tipici, cibo, dolci, biscotti detti “Colaz” e artigianato, che contribuivano a creare un&#8217;atmosfera vivace e festosa. La festa era un&#8217;occasione per la comunità di riunirsi, rafforzando il senso di appartenenza. Questi eventi erano momenti di aggregazione sociale che univano i festeggiamenti religiosi alle tradizioni popolari. In passato, in Friuli si festeggiava la Madonna Assunta, o &#8220;Madona de Avost&#8221;, intorno alla terza o quarta domenica di agosto; oggi la festa principale è il 15 agosto. A Cavasso divenne Festa della Beata Vergine Maria Regina e si festeggia tutt&#8217;ora alla terza o quarta domenica di agosto. La «Madone d’Avost»: la festa dell’Assunta in Friuli Oggi, il 15 agosto, la Chiesa celebra in tutto il mondo la solennità dell’Assunzione di Maria. Il culto di Maria “Assunta in cielo” si è sviluppato a partire dal V secolo d.C., diffondendosi e radicandosi nella devozione popolare. Nel 1950, papa Pio XII proclamò il dogma con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus con la seguente formula: «La Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». Ma non è Ferragosto? Il termine “Ferragosto” deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) richiama una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle altre festività cadenti nello stesso mese. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che cadeva il 1º agosto: lo spostamento si deve alla Chiesa, che volle sovrapporre alla ricorrenza laica la solennità dell’Assunzione di Maria. La devozione in Friuli La devozione per la “Sunte” o la “Madone d’Avost” – così si traduce in friulano – è ricchissima nel territorio friulano, sebbene la sua diffusione sia stata “istituzionalizzata” solo nel XVIII secolo. Dapprima, infatti, moltissime chiese oggi intitolate all’Assunta (compresa la Basilica di Aquileia) erano semplicemente intitolate a Santa Maria. La crescita della devozione ha portato alla specifica intitolazione di “Assunta”. (Alcune notizie storiche locali&#8230;)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="19214" class="elementor elementor-19214" data-elementor-post-type="post">
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					<h5 class="elementor-heading-title elementor-size-default">24 agosto 2025 • Chiesa di San Remigio </h5>				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cavasso: un paese, una comunità e nel cuore Maria Regina</h2>				</div>
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									<h6>Conosciuta in paese come<strong> &#8220;Madonna di Cavasso&#8221;</strong> la Festa Beata Vergine Maria Regina è un appuntamento tradizionale per la comunità locale e, insieme a quella di San Remigio, una delle celebrazioni più sentite del paese. Si tiene ogni anno la prima domenica dopo l&#8217;Assunta, un tempo occasione speciale per salutare gli emigranti prima della loro ripartenza.</h6><h6><br />Quest&#8217;anno, la messa si è tenuta domenica 24 agosto, riunendo la comunità in un momento di fede e condivisione. Il pomeriggio è cominciato alle 17.00, quando i fedeli si sono radunati per la processione recitando Santo Rosario lungo le vie del paese. Alle 17.30 la Santa Messa in chiesa: la liturgia è stata un&#8217;opportunità per riflettere sulla figura della Vergine Maria e sulla sua importanza nella vita dei credenti.</h6><h6><br />Al termine della celebrazione, i fedeli presenti si sono riuniti per un momento di convivialità, un&#8217;occasione per condividere la gioia di stare insieme in semplicità. </h6>								</div>
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									<p>Questa festa di paese che accompagnava la <strong>&#8220;Madonna di Cavasso“</strong>, una volta includeva la cuccagna, un gioco popolare che prevedeva la scalata di un palo alto, insaponato o cosparso di grasso, con in cima premi come prodotti tipici come salami o formaggi. In questa festa c’era anche uno spettacolo pirotecnico di &#8220;girandole&#8221; o luminarie e altri giochi di luci, accompagnati da musica e bancarelle con prodotti tipici, cibo, dolci, biscotti detti “Colaz” e artigianato, che contribuivano a creare un&#8217;atmosfera vivace e festosa.<br />La festa era un&#8217;occasione per la comunità di riunirsi, rafforzando il senso di appartenenza. Questi eventi erano momenti di aggregazione sociale che univano i festeggiamenti religiosi alle tradizioni popolari. </p><p>In passato, in Friuli si festeggiava la Madonna Assunta, o <strong>&#8220;Madona de Avost&#8221;</strong>, intorno alla terza o quarta domenica di agosto; oggi la festa principale è il 15 agosto.</p><p>A Cavasso divenne<strong> Festa della Beata Vergine Maria Regina</strong> e si festeggia tutt&#8217;ora alla terza o quarta domenica di agosto.</p>								</div>
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				<b>La «Madone d’Avost»: la festa dell’Assunta in Friuli</b><br>
Oggi, il 15 agosto, la Chiesa celebra in tutto il mondo la solennità dell’Assunzione di Maria. Il culto di Maria “Assunta in cielo” si è sviluppato a partire dal V secolo d.C., diffondendosi e radicandosi nella devozione popolare. Nel 1950, papa Pio XII proclamò il dogma con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus con la seguente formula: «La Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».
<br><b>Ma non è Ferragosto?</b><br>
Il termine “Ferragosto” deriva dalla locuzione latina Feriae Augusti (riposo di Augusto) richiama una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle altre festività cadenti nello stesso mese. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che cadeva il 1º agosto: lo spostamento si deve alla Chiesa, che volle sovrapporre alla ricorrenza laica la solennità dell’Assunzione di Maria.
<br>
<b>La devozione in Friuli</b><br>
La devozione per la “Sunte” o la “Madone d’Avost” – così si traduce in friulano – è ricchissima nel territorio friulano, sebbene la sua diffusione sia stata “istituzionalizzata” solo nel XVIII secolo. Dapprima, infatti, moltissime chiese oggi intitolate all’Assunta (compresa la Basilica di Aquileia) erano semplicemente intitolate a Santa Maria. La crescita della devozione ha portato alla specifica intitolazione di “Assunta”.
			</p>
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											<cite class="elementor-blockquote__author">(Alcune notizie storiche locali...)</cite>
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		<title>Un gioiello nascosto ma aperto sul mondo</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/messa-s-pietro-in-modoleit-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Bernardon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 19:21:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia locale]]></category>
		<category><![CDATA[Cavasso Nuovo]]></category>
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		<category><![CDATA[San Pietro in Modoleit]]></category>
		<category><![CDATA[Santi Pietro e Paolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 28 giugno, da più di 25 anni&#8230; &#8230; le comunità di Fanna e Cavasso si riuniscono a Petrucco per celebrare insieme la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in una piccola chiesetta dedicata proprio a San Pietro. Durante il mandato pastorale di Don Luigi  presso la parrocchia di Cavasso (nei primi anni &#8217;90), le due comunità hanno fortemente voluto il ripristino di questa tradizione, ormai persa da anni. Quel giorno i fedeli sono partiti in processione, un gruppo da Fanna passando per Sottila e l&#8217;altra da Cavasso, per riunirsi infine sul sagrato ed entrare, dopo tanto tempo, in questo luogo così piccolo ma, come uno scrigno, pieno di preziosi ricordi. Al termine della celebrazione i fedeli si sono riuniti nuovamente sul sagrato per fare due chiacchiere e condividere dolci e leccornie fatte in casa. Da quel giorno la tradizione si rinnova, un modo per fare comunità, per stare bene insieme, per ritrovarsi, in una chiesetta sì modesta, ma in realtà un gioiello nascosto in una piccola borgata che offre un meraviglioso panorama sui nostri due paesi e sul mondo. Nelle foto alcuni momenti della celebrazione e del rinfresco a fine messa preparato dalle volontarie della parrocchia #sanpietro, #sanpietroepaolo, #cavasso # sanpietroinmodolei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="16925" class="elementor elementor-16925" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il 28 giugno, da più di 25 anni...</h2>				</div>
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					<h6 class="elementor-heading-title elementor-size-default">... le comunità di Fanna e Cavasso si riuniscono a Petrucco per celebrare insieme la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in una piccola chiesetta dedicata proprio a San Pietro.</h6>				</div>
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									<p>Durante il mandato pastorale di Don Luigi  presso la parrocchia di Cavasso (nei primi anni &#8217;90), le due comunità hanno fortemente voluto il ripristino di questa tradizione, ormai persa da anni. Quel giorno i fedeli sono partiti in processione, un gruppo da Fanna passando per Sottila e l&#8217;altra da Cavasso, per riunirsi infine sul sagrato ed entrare, dopo tanto tempo, in questo luogo così piccolo ma, come uno scrigno, pieno di preziosi ricordi. Al termine della celebrazione i fedeli si sono riuniti nuovamente sul sagrato per fare due chiacchiere e condividere dolci e leccornie fatte in casa.</p><p>Da quel giorno la tradizione si rinnova, un modo per fare comunità, per stare bene insieme, per ritrovarsi, in una chiesetta sì modesta, ma in realtà un gioiello nascosto in una piccola borgata che offre un meraviglioso panorama sui nostri due paesi e sul mondo.</p>								</div>
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									<p><em>Nelle foto alcuni momenti della celebrazione e del rinfresco a fine messa preparato dalle volontarie della parrocchia</em></p>								</div>
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		<title>Il Papa che sognano i nostri giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 22:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un Pontefice per il futuro Quando la fumata bianca si leva, il mondo si ferma per un attimo&#8230; un uomo, spesso inaspettato, assume una missione secolare, quella di guidare i cattolici di tutto il mondo. I nostri ragazzi del gruppo catechismo superiori hanno espresso il loro desiderio per un Papa che sia un vero pontefice, non solo di fede, ma di umanità. Sognano un riferimento di fede che sappia stare accanto ai bisognosi, che guidi con umiltà e compassione. Un Papa che sia portatore di verità, capace di affrontare le sfide più difficili con trasparenza e coraggio. Ma soprattutto, desiderano un comunicatore del cuore, che con parole semplici e profonde riesca a superare ogni barriera. Le loro parole riflettono un&#8217;aspettativa profonda e sincera: cercano una guida spirituale capace di unire e ispirare. I giovani e il Papa: un ponte tra cuore e verità Alle nostre domande, &#8220;Cosa mi aspetto dal nuovo Papa Leone XIV&#8221;, &#8220;Cosa mi piacerebbe che facesse&#8221;, &#8220;Quali sono le qualità importanti per un Papa&#8221;, riassumiamo le loro risposte: Un ponte tra il sacro e l&#8217;umano Si aspettano un Papa gentile e umile, qualcuno che sappia stare vicino ai bisognosi e che, con la sua vita, ispiri la comunità a professare il bene. Questa non è solo un&#8217;aspettativa, ma un desiderio di vedere la Chiesa incarnare l&#8217;essenza del servizio, una Chiesa che si sporca le mani e che non ha paura di toccare le ferite del mondo. Cercano un successore di Papa Francesco, che come lui abbia l&#8217;empatia e la capacità di entrare in relazione in modo autentico. Azioni indelebili e parole di verità Desiderano che questo nuovo Papa compia azioni significative, che lascino un segno indelebile. Non gesti puramente simbolici, ma atti concreti che possano muovere le coscienze e segnare un punto di svolta. E, soprattutto, si aspettano che sia un Papa che non abbia paura di dire la verità. Il desiderio è che il nuovo Pontefice sappia parlare bene, non in modo retorico, ma con la capacità di far capire il messaggio che vuole trasmettere. Non si tratta solo di pronunciare parole, ma di usarle come uno strumento per cambiare le idee sbagliate e per guidare le persone sulla retta via, con gentilezza e fermezza. Unità, apertura e umiltà Infine, sperano che questo Papa riesca a raggiungere il cuore non solo dei credenti, ma anche di chi è lontano dalla fede. La sua missione dovrebbe essere quella di avvicinare le persone, creando una comunità in cui si possa vivere bene insieme, imparando gli uni dagli altri. Le qualità che indicano sono quelle di un vero riferimento spirituale: apertura a tutto, umiltà e una ferma spontaneità. Queste virtù non solo rendono un Papa più umano, ma lo rendono capace di superare le barriere ideologiche e di comunicare in modo diretto. PAPA LEONE XIV E SANT&#8217;AGOSTINO]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="17564" class="elementor elementor-17564" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Un Pontefice per il futuro
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									<p>Quando la fumata bianca si leva, il mondo si ferma per un attimo&#8230; un uomo, spesso inaspettato, assume una missione secolare, quella di guidare i cattolici di tutto il mondo.</p><p>I nostri ragazzi del gruppo catechismo superiori hanno espresso il loro desiderio per un Papa che sia un vero <strong>pontefice</strong>, non solo di fede, ma di umanità. Sognano un riferimento di fede che sappia stare accanto ai bisognosi, che guidi con umiltà e compassione.<br />Un Papa che sia portatore di verità, capace di affrontare le sfide più difficili con trasparenza e coraggio. Ma soprattutto, desiderano un comunicatore del cuore, che con parole semplici e profonde riesca a superare ogni barriera. Le loro parole riflettono un&#8217;aspettativa profonda e sincera: cercano una guida spirituale capace di unire e ispirare.</p>								</div>
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									<p>Alle nostre domande, <em>&#8220;Cosa mi aspetto dal nuovo Papa Leone XIV&#8221;, &#8220;Cosa mi piacerebbe che facesse&#8221;, &#8220;Quali sono le qualità importanti per un Papa&#8221;,</em> riassumiamo le loro risposte:</p><p><strong>Un ponte tra il sacro e l&#8217;umano</strong><br />Si aspettano un Papa gentile e umile, qualcuno che sappia stare vicino ai bisognosi e che, con la sua vita, ispiri la comunità a professare il bene. Questa non è solo un&#8217;aspettativa, ma un desiderio di vedere la Chiesa incarnare l&#8217;essenza del servizio, una Chiesa che si sporca le mani e che non ha paura di toccare le ferite del mondo. Cercano un successore di Papa Francesco, che come lui abbia l&#8217;empatia e la capacità di entrare in relazione in modo autentico.</p><p><strong>Azioni indelebili e parole di verità</strong><br />Desiderano che questo nuovo Papa compia azioni significative, che lascino un segno indelebile. Non gesti puramente simbolici, ma atti concreti che possano muovere le coscienze e segnare un punto di svolta. E, soprattutto, si aspettano che sia un Papa che non abbia paura di dire la verità. <br />Il desiderio è che il nuovo Pontefice sappia parlare bene, non in modo retorico, ma con la capacità di far capire il messaggio che vuole trasmettere. Non si tratta solo di pronunciare parole, ma di usarle come uno strumento per cambiare le idee sbagliate e per guidare le persone sulla retta via, con gentilezza e fermezza.</p><p><strong>Unità, apertura e umiltà</strong><br />Infine, sperano che questo Papa riesca a raggiungere il cuore non solo dei credenti, ma anche di chi è lontano dalla fede. La sua missione dovrebbe essere quella di avvicinare le persone, creando una comunità in cui si possa vivere bene insieme, imparando gli uni dagli altri. Le qualità che indicano sono quelle di un vero riferimento spirituale: apertura a tutto, umiltà e una ferma spontaneità. Queste virtù non solo rendono un Papa più umano, ma lo rendono capace di superare le barriere ideologiche e di comunicare in modo diretto.</p>								</div>
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