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	<title>Impossibile &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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	<title>Impossibile &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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		<title>Il segreto di Santa Rita per superare l’impossibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 21:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
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					<description><![CDATA[Santuario di Madonna di Strada Il segreto di Santa Rita: trasformare il dolore in Amore Santa Rita: Sposa, Madre, Santa. La vita di Santa Rita da Cascia non è solo un inno alla pazienza e alla preghiera, ma un intreccio sorprendente di simboli, un percorso di tenacia che trasforma il dolore in forza e il sacrificio in un miracolo. A differenza di tante altre figure spirituali, la sua santità non sboccia in un eremo lontano dal mondo, ma nella complessità della vita quotidiana: come sposa, madre e poi, in tarda età, monaca agostiniana. La sua storia continua a infondere una speranza che non appassisce mai. Il profumo delle rose, il valore di un nome Una rosa per Santa Rita La Messa del 22 maggio per la festa di Santa Rita è sempre un momento speciale per me. Quest&#8217;anno, a Madonna di Strada, è stata davvero suggestiva, con le due parrocchie unite. Vedere tutte quelle persone con le rose in mano, pronte a farle benedire, mi ha toccata nel profondo. I nostri parroci, don Dario, don Alex, don Adrian e don Riccardo, hanno concelebrato e l&#8217;atmosfera era davvero intima. C&#8217;è stato un momento in particolare che non dimenticherò: una signora si è avvicinata e ha offerto ai sacerdoti delle rose bianche profumate. In quell&#8217;istante, mi è tornato in mente il miracolo di Santa Rita, quando, malata, chiese una rosa alla cugina. Il giardino era coperto di neve, ma la cugina, pur di esaudire quel desiderio, andò lo stesso e rimase sconcertata nel trovare un roseto fiorito. Per me, il 22 maggio è un giorno che mi ricorda la Santa degli impossibili, una donna che, nonostante una vita di sofferenze, ha superato ogni cosa grazie alla sua fede incrollabile. È questo il messaggio che mi porto nel cuore. Il valore di un nome Il mio nome, Rita, ha un valore grande per me, un legame che risale al giorno della mia nascita. Dopo il parto, mia mamma non stava bene, era in condizioni critiche, ma la sua fede era incrollabile. Si rivolse a Santa Rita con una preghiera: &#8220;Se salvi me e la mia bambina, ti prometto che verrò a ringraziarti&#8221;. Quando fu il momento di battezzarmi, il prete si rifiutò di chiamarmi solo Rita, perché diceva che non era un nome da santa; mio padre fu irremovibile: &#8220;O la chiami Rita, o non la battezzo&#8221;. Alla fine, trovarono un compromesso e mi diedero un secondo nome. Così, divenni Rita Anna. A ottant&#8217;anni, mia mamma e io siamo riuscite a mantenere quella promessa. Siamo andate insieme, solo noi due, a Cascia. È stata un&#8217;esperienza indimenticabile, unica. Lo spirito che ho respirato in quel santuario lo porto ancora con me e so che non potrò mai dimenticarlo. Rita Cavasso Santa Rita: una presenza inaspettata Il potere discreto di Santa Rita Il mio nome non ha un collegamento particolare con Santa Rita, ma in certi momenti della vita è come se lei si fosse fatta sentire in un modo unico e significativo. Sono successe delle cose inspiegabili, delle coincidenze che mi hanno spinto a riflettere. Non sono grandi miracoli, ma piccoli segni che mi hanno fatto sentire la sua presenza in modo inaspettato. Questo mi ha permesso di sentirla più vicina e di affidarmi a lei, non come a un&#8217;idea astratta, ma come a una figura che cammina al mio fianco, discreta e forte. Rita Fanna Un miracolo, una rosa&#8230; Cos&#8217;è impossibile? Questo passo è spesso associato a Santa Rita per la sua capacità di perdonare gli assassini del marito e di intercedere per la salvezza della loro anima: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano». Matteo 5, 44]]></description>
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									<p><strong>Santa Rita: Sposa, Madre, Santa. </strong>La vita di Santa Rita da Cascia non è solo un inno alla pazienza e alla preghiera, ma un intreccio sorprendente di simboli, un percorso di tenacia che trasforma il dolore in forza e il sacrificio in un miracolo. A differenza di tante altre figure spirituali, la sua santità non sboccia in un eremo lontano dal mondo, ma nella complessità della vita quotidiana: come sposa, madre e poi, in tarda età, monaca agostiniana. La sua storia continua a infondere una speranza che non appassisce mai.</p>								</div>
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									<p><strong>Una rosa per Santa Rita</strong><br />La Messa del 22 maggio per la festa di Santa Rita è sempre un momento speciale per me. Quest&#8217;anno, a Madonna di Strada, è stata davvero suggestiva, con le due parrocchie unite. Vedere tutte quelle persone con le rose in mano, pronte a farle benedire, mi ha toccata nel profondo. I nostri parroci, don Dario, don Alex, don Adrian e don Riccardo, hanno concelebrato e l&#8217;atmosfera era davvero intima.<br />C&#8217;è stato un momento in particolare che non dimenticherò: una signora si è avvicinata e ha offerto ai sacerdoti delle rose bianche profumate. In quell&#8217;istante, mi è tornato in mente il miracolo di Santa Rita, quando, malata, chiese una rosa alla cugina. Il giardino era coperto di neve, ma la cugina, pur di esaudire quel desiderio, andò lo stesso e rimase sconcertata nel trovare un roseto fiorito. Per me, il 22 maggio è un giorno che mi ricorda la Santa degli impossibili, una donna che, nonostante una vita di sofferenze, ha superato ogni cosa grazie alla sua fede incrollabile. È questo il messaggio che mi porto nel cuore.</p><p><strong>Il valore di un nome</strong><br />Il mio nome, Rita, ha un valore grande per me, un legame che risale al giorno della mia nascita. Dopo il parto, mia mamma non stava bene, era in condizioni critiche, ma la sua fede era incrollabile. Si rivolse a Santa Rita con una preghiera: &#8220;Se salvi me e la mia bambina, ti prometto che verrò a ringraziarti&#8221;.<br />Quando fu il momento di battezzarmi, il prete si rifiutò di chiamarmi solo Rita, perché diceva che non era un nome da santa; mio padre fu irremovibile: &#8220;O la chiami Rita, o non la battezzo&#8221;. Alla fine, trovarono un compromesso e mi diedero un secondo nome. Così, divenni Rita Anna.<br />A ottant&#8217;anni, mia mamma e io siamo riuscite a mantenere quella promessa. Siamo andate insieme, solo noi due, a Cascia. È stata un&#8217;esperienza indimenticabile, unica. Lo spirito che ho respirato in quel santuario lo porto ancora con me e so che non potrò mai dimenticarlo.</p><p style="text-align: right;"><em>Rita Cavasso</em></p>								</div>
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					<h4 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Santa Rita: una presenza
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									<p><strong>Il potere discreto di Santa Rita</strong><br />Il mio nome non ha un collegamento particolare con Santa Rita, ma in certi momenti della vita è come se lei si fosse fatta sentire in un modo unico e significativo. Sono successe delle cose inspiegabili, delle coincidenze che mi hanno spinto a riflettere. Non sono grandi miracoli, ma piccoli segni che mi hanno fatto sentire la sua presenza in modo inaspettato. Questo mi ha permesso di sentirla più vicina e di affidarmi a lei, non come a un&#8217;idea astratta, ma come a una figura che cammina al mio fianco, discreta e forte.</p><p style="text-align: right;"><em>Rita Fanna</em></p>								</div>
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											<cite class="elementor-blockquote__author">Matteo 5, 44</cite>
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