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	<title>Fanna &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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	<title>Fanna &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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		<title>Santuario in festa: il posto per ritrovarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 20:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un luogo dove tutti possono trovare un posto Il Lunedì dell’Angelo è stato, per la nostra comunità, una giornata speciale. Il 6 aprile, il Santuario in festa ha aperto le sue porte a tantissimi fedeli e visitatori, avvolti da una splendida giornata di sole che ha reso ancora più luminoso questo incontro di fede. Una celebrazione sempre partecipata Il cuore della giornata è stata la Santa Messa presieduta dal nostro Vescovo Giuseppe Pellegrini, celebrata assieme a don Dario. La liturgia è stata resa ancora più intensa grazie al servizio del Coro Montelieto, che con i suoi canti ha contribuito ad elevare lo spirito di tutti i presenti. A seguire, la processione con la statua della Madonna attorno al parco del Santuario ha unito l’intera assemblea in un cammino di preghiera e devozione, un’immagine che richiama di una comunità che cammina insieme. Allegria e condivisione al Santuario Dopo la preghiera, la festa si è spostata negli spazi della convivialità. Il pranzo comunitario è stato un momento di serenità e fraternità, confermando quanto sia prezioso sedersi alla stessa mensa. Nel pomeriggio, il parco del Santuario si è animato riempiendosi dell’entusiasmo di famiglie e bambini: giochi, risate e momenti di spensieratezza hanno trasformato questo luogo in una &#8220;casa accogliente&#8221; per tutti. Un grazie che viene dal cuore La riuscita di questa giornata — e la bellezza del nostro Santuario ogni giorno dell&#8217;anno — è il frutto del lavoro instancabile di tanti volontari. Per rendere grazie di questo impegno silenzioso e costante, domenica 12 alle ore 9 abbiamo celebrato insieme la Santa Messa di ringraziamento. È stato un momento semplice, ma molto significativo: per dire &#8220;grazie&#8221; a chi si prende cura della pulizia del parco, a chi garantisce un&#8217;accoglienza calorosa, a chi serve all&#8217;altare e a chi gestisce ogni dettaglio organizzativo. «Il servizio generoso, spesso lontano dai riflettori, è ciò che mantiene vivo e accogliente questo luogo caro a tutta la comunità. Grazie a ciascuno di voi per il tempo e le energie che donate con generosa disponibilità». Ringraziamo per le foto: Elena Piccoli, Mariarita Orlandi, Laura Andrean, Alessia Loss, Sabina Del Ben, Roberto Sonego e Paolo Maniero]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="22968" class="elementor elementor-22968" data-elementor-post-type="post">
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		<title>Attesa della Pasqua tra preghiera, amicizia e sorpresa</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/triduo-pasquale-fanna-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 21:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Triduo Pasquale: passi di fede verso la Risurrezione I giorni del Triduo Pasquale hanno visto la comunità di Fanna riunita attorno al mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Signore. È stato un tempo di grazia, caratterizzato da un susseguirsi di celebrazioni partecipate e cariche di profondo significato spirituale. Il cammino della Via Crucis: sulle orme di San Francesco Un momento di particolare intensità è stato vissuto durante la Via Crucis per le vie del paese, guidata da don Alex. Grazie all&#8217;impegno e alla devozione dei parrocchiani, le stazioni sono state allestite con cura, creando un suggestivo percorso di preghiera. Quest&#8217;anno il cammino è stato reso speciale dalle meditazioni tratte dagli scritti di San Francesco d’Assisi, in occasione dell&#8217;ottocentesimo anniversario della sua morte. Riflettere sul suo amore per Cristo ci ha permesso di riscoprire con occhi nuovi la profondità del mistero della Croce.   La Veglia e la gioia della Risurrezione Il culmine dell&#8217;attesa è stato raggiunto con la solenne Veglia Pasquale, presieduta da don Alex e accompagnata dal canto sapiente del nostro coretto, che ha saputo elevare lo spirito verso la luce della Risurrezione. La domenica di Pasqua, la comunità si è ritrovata per la Santa Messa presieduta da don Dario e animata dal Coro Montelieto, in un clima di gioia e serena gratitudine.   Un incontro speciale: amicizia e scambio fraterno A rendere ancora più ricche le nostre celebrazioni è stata la gradita presenza di un gruppo di pellegrini provenienti da diverse regioni del Nord Italia. Ospitati presso la nostra canonica durante il loro soggiorno a Spilimbergo per un corso di iconografia, hanno scelto di condividere con noi il cuore della Settimana Santa. È stato un dono prezioso, un momento di autentica comunione, amicizia e scambio fraterno che ha allargato il respiro della nostra parrocchia.   Una sorpresa per Luisa: il cuore della nostra parrocchia Non è mancata, al termine della Messa di Pasqua, un&#8217;occasione di gioia inaspettata: la comunità ha festeggiato il compleanno di Luisa, la nostra cara sagrestana. Da sempre presenza preziosa, silenziosa e instancabile, Luisa è stata circondata dall&#8217;affetto di tutti i parrocchiani. La sua emozione, visibile in un sorriso commosso, è stata il segno più bello di una famiglia parrocchiale che sa riconoscere e valorizzare il bene ricevuto.   Un grazie alla comunità Questi intensi giorni di festa e preghiera sono stati resi possibili grazie alla collaborazione di tante persone che hanno donato tempo, energie e disponibilità. Un grazie sincero, con l&#8217;augurio che la gioia della Pasqua possa continuare ad illuminare e accompagnare il cammino della nostra comunità.]]></description>
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									<h6>I giorni del Triduo Pasquale hanno visto la comunità di Fanna riunita attorno al mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Signore. È stato un tempo di grazia, caratterizzato da un susseguirsi di celebrazioni partecipate e cariche di profondo significato spirituale.</h6>								</div>
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									<h6><strong>Il cammino della Via Crucis: sulle orme di San Francesco</strong></h6><p>Un momento di particolare intensità è stato vissuto durante la <strong>Via Crucis per le vie del paese</strong>, guidata da don Alex. Grazie all&#8217;impegno e alla devozione dei parrocchiani, le stazioni sono state allestite con cura, creando un suggestivo percorso di preghiera.</p><p>Quest&#8217;anno il cammino è stato reso speciale dalle meditazioni tratte dagli scritti di <strong>San Francesco d’Assisi</strong>, in occasione dell&#8217;ottocentesimo anniversario della sua morte. Riflettere sul suo amore per Cristo ci ha permesso di riscoprire con occhi nuovi la profondità del mistero della Croce.</p><p><strong> </strong></p><h6><strong>La Veglia e la gioia della Risurrezione</strong></h6><p>Il culmine dell&#8217;attesa è stato raggiunto con la solenne <strong>Veglia Pasquale</strong>, presieduta da don Alex e accompagnata dal canto sapiente del nostro coretto, che ha saputo elevare lo spirito verso la luce della Risurrezione.</p>								</div>
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									<h6>La domenica di Pasqua, la comunità si è ritrovata per la Santa Messa presieduta da don Dario e animata dal <strong>Coro Montelieto</strong>, in un clima di gioia e serena gratitudine.</h6><p><strong> </strong></p><h6><strong>Un incontro speciale: amicizia e scambio fraterno</strong></h6><p>A rendere ancora più ricche le nostre celebrazioni è stata la gradita presenza di un gruppo di <strong>pellegrini provenienti da diverse regioni del Nord Italia</strong>. Ospitati presso la nostra canonica durante il loro soggiorno a Spilimbergo per un corso di iconografia, hanno scelto di condividere con noi il cuore della Settimana Santa. È stato un dono prezioso, un momento di autentica comunione, amicizia e scambio fraterno che ha allargato il respiro della nostra parrocchia.</p><p><strong> </strong></p><p><strong>Una sorpresa per Luisa: il cuore della nostra parrocchia</strong></p><p>Non è mancata, al termine della Messa di Pasqua, un&#8217;occasione di gioia inaspettata: la comunità ha festeggiato il <strong>compleanno di Luisa, la nostra cara sagrestana</strong>. Da sempre presenza preziosa, silenziosa e instancabile, Luisa è stata circondata dall&#8217;affetto di tutti i parrocchiani. La sua emozione, visibile in un sorriso commosso, è stata il segno più bello di una famiglia parrocchiale che sa riconoscere e valorizzare il bene ricevuto.</p><p><strong> </strong></p><p><strong>Un grazie alla comunità</strong></p><p>Questi intensi giorni di festa e preghiera sono stati resi possibili grazie alla collaborazione di tante persone che hanno donato tempo, energie e disponibilità. Un grazie sincero, con l&#8217;augurio che la gioia della Pasqua possa continuare ad illuminare e accompagnare il cammino della nostra comunità.</p>								</div>
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		<title>Alla ricerca dei &#8220;ritratti di Gesù&#8221;: un percorso di Quaresima</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/don-adrian-incontri-quaresima-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 20:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[don Adrian Toffolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[i ritratti di Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri quaresimali]]></category>
		<category><![CDATA[Quaresima]]></category>
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					<description><![CDATA[Incontri quaresimali con don Adrian I volti di Gesù: prospettive evangeliche Proprio come quattro pittori diversi coglierebbero sfumature differenti dello stesso volto, così i quattro evangelisti ci consegnano ritratti di Gesù unici e complementari. Ognuno di loro sceglie una prospettiva specifica per aiutarci a comprendere l&#8217;identità di quest&#8217;uomo. Durante il nostro percorso, attraverso la lettura dei brani evangelici e la condivisione delle nostre riflessioni, abbiamo approfondito il nostro personale ritratto di Gesù. Il percorso nei 5 incontri quaresimali L’enigma di Gesù nel Vangelo di Marco. Marco descrive un Gesù dinamico, carismatico e profondamente enigmatico. La narrazione ruota attorno a una domanda cruciale: «Chi dite che io sia?». La risposta definitiva non giunge dai discepoli, bensì dal centurione romano che, sotto la croce, riconosce la verità nel momento più buio: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio». Gesù il Maestro nel Vangelo di Matteo. Rivolgendosi a un pubblico di origine ebraica, Matteo presenta Gesù come il &#8220;nuovo Mosè&#8221;. Se Mosè diede la Legge attraverso il Pentateuco, Gesù consegna la Nuova Legge in cinque grandi discorsi. Egli non è soltanto un profeta, ma il Legislatore definitivo che parla con l&#8217;autorità stessa di Dio. Gesù, amante dei poveri nel Vangelo di Luca. Frutto di un attento lavoro di ricerca storica, il Vangelo di Luca pone l’accento sulla tenerezza. Gesù è la manifestazione vivente della compassione del Padre, un Dio che si fa vicino agli ultimi — poveri, peccatori, stranieri e donne — restituendo dignità a chi era ai margini. Gesù, Verbo di Dio fatto carne nel Vangelo di Giovanni. Dopo una vita trascorsa a meditare sui segni di cui è stato testimone, Giovanni ci offre un ritratto teologico e spirituale. La risposta all&#8217;enigma di Gesù è dichiarata sin dal Prologo: Egli è il Verbo eterno che si è fatto carne. È una divinità che si lascia toccare, portando Tommaso a esclamare davanti alle piaghe del Risorto: «Mio Signore e mio Dio!». Il nostro ritratto di Gesù. Ognuno ha dipinto il suo ritratto di Gesù, rispondendo alla domanda: quale di queste prospettive ha maggiormente arricchito la nostra personale riflessione durante il cammino quaresimale? Le quattro prospettive degli evangelisti convergono in un’unica sintesi: Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. In Lui troviamo, simultaneamente, l&#8217;umanità perfetta che diviene modello per la nostra vita e la presenza divina, rivelata per donarci la salvezza. don Adrian Toffolo testimonianza Volevo fare qualcosa di speciale per sentire di più questa Quaresima e così mi sono unita al gruppo che ha seguito don Adrian nel percorso sui &#8220;ritratti di Gesù&#8221;. Per ogni evangelista abbiamo letto dei testi presi dal Vangelo. Quindi ci è stato dato del tempo per riflettere e abbiamo poi messo in comune le nostre opinioni su quanto ci aveva più colpito delle letture. Io ho apprezzato la possibilità di ascoltare la riflessione degli altri partecipanti e soprattutto la possibilità di fare domande,  perché durante l&#8217;omelia questo non è possibile. Ci voleva una serie di incontri di questo tipo. Spero che qualcosa di simile si possa fare anche in futuro. Di nuovo sul Vangelo o con la Bibbia. Irene Mion Alcuni dei partecipanti con don Adrian, negli incontri quaresimali pomeridiani e serali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21911" class="elementor elementor-21911" data-elementor-post-type="post">
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									<h6>Volevo fare qualcosa di speciale per sentire di più questa Quaresima e così mi sono unita al gruppo che ha seguito don Adrian nel percorso sui &#8220;ritratti di Gesù&#8221;. Per ogni evangelista abbiamo letto dei testi presi dal Vangelo. Quindi ci è stato dato del tempo per riflettere e abbiamo poi messo in comune le nostre opinioni su quanto ci aveva più colpito delle letture. Io ho apprezzato la possibilità di ascoltare la riflessione degli altri partecipanti e soprattutto la possibilità di fare domande,  perché durante l&#8217;omelia questo non è possibile. Ci voleva una serie di incontri di questo tipo. Spero che qualcosa di simile si possa fare anche in futuro. Di nuovo sul Vangelo o con la Bibbia.</h6>								</div>
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		<title>La prima riconciliazione è&#8230; come un abbraccio!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/prime-confessioni-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></category>
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					<description><![CDATA[«Adesso che ti conosco ti voglio ancora più bene» Un primo passo importante nel cammino della fede Domenica 15 marzo 2026, alle ore 15.00, le comunità di Fanna e Cavasso si sono riunite per un appuntamento emozionante: le Prime Confessioni dei bambini del 3° anno della scuola primaria, che l&#8217;anno prossimo si prepareranno a ricevere la Prima Comunione. In un&#8217;atmosfera di raccoglimento e serenità, i bambini hanno vissuto il loro primo incontro con il Sacramento della Riconciliazione, accompagnati dalla guida di Don Alex assieme a don Adrian. È stato un momento di emozione in chiesa e di festa poi in casa Marchi, scoprendo la bellezza di sentirsi amati e accolti. Il dono del perdono  L’incontro con Don Alex e i genitori In occasione della prima confessione, durante l&#8217;incontro con i genitori, Don Alex ha scelto di condividere la sua esperienza personale offrendo uno sguardo diverso e molto umano sul significato del perdono. Non ha parlato di un Dio che condanna ma di un Dio che accoglie sempre e comunque, al di là delle nostre fragilità. Il cuore del messaggio: sentirsi amati Il cuore del suo messaggio è stato semplice ma incisivo: è proprio nel momento in cui ci sentiamo accolti che impariamo ad accettare il perdono. E questa accoglienza ci riconcilia non solo con Dio ma anche con noi stessi. Tra le sue parole una frase mi ha colpito particolarmente che recitava all&#8217;incirca così: &#8220;Adesso che ti conosco ti voglio ancora più bene&#8221;. Un&#8217;espressione che racchiude l&#8217;essenza di un amore autentico, capace di andare oltre gli errori di ciascuno di noi. Un grazie speciale ad Ambra Durat per la testimonianza e ad Alessandra Galli per le foto ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21979" class="elementor elementor-21979" data-elementor-post-type="post">
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<h4 data-path-to-node="2">Un primo passo importante nel cammino della fede</h4>
<h6 data-path-to-node="3">Domenica 15 marzo 2026, alle ore 15.00, le comunità di Fanna e Cavasso si sono riunite per un appuntamento emozionante: le <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="110">Prime Confessioni dei bambini </b>del 3° anno della scuola primaria, che l&#8217;anno prossimo si prepareranno a ricevere la Prima Comunione.<br>
In un&#8217;atmosfera di raccoglimento e serenità, i bambini hanno vissuto il loro primo incontro con il Sacramento della Riconciliazione, accompagnati dalla guida di Don Alex assieme a don Adrian. È stato un momento di emozione in chiesa e di festa poi in casa Marchi, scoprendo la bellezza di sentirsi amati e accolti.</h6>
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									<p style="text-align: right;"><em>Un grazie speciale ad Ambra Durat per la testimonianza e ad Alessandra Galli per le foto </em></p>								</div>
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		<title>Quaresima: in cammino verso la rinascita</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/quaresima-in-cammino-verso-la-rinascita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
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		<category><![CDATA[Quaresima 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Santuario Madonna di Strada]]></category>
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					<description><![CDATA[In Cammino verso la Luce Sincronizzare il cuore Dopo le prime settimane del nuovo anno, la Chiesa ci fa dono di un tempo speciale: la Quaresima. È quasi una parentesi, una pausa necessaria che ci chiede di fermarci e rallentare. Molti la considerano uno dei periodi più mesti dell’anno, fatto solo di sacrifici e rinunce, ma in realtà è l’occasione per sincronizzare la nostra parte umana con quella spirituale. È un tempo nuovo per togliere il superfluo, per scuotere la polvere che si annida nel cuore e tornare all&#8217;essenziale del nostro essere, rinforzando quel filo vitale che ci tiene uniti a Lui dall’eternità. Rifiorire nella Grazia Non è un caso che questo tempo prezioso arrivi alle porte della primavera, quando la natura attende con i rami spogli e si dispone a ricevere luce e calore per il germoglio che darà vita nuova alla pianta. Così anche noi, come terra arida avvolta dalle nostre contraddizioni, dai nostri &#8220;no&#8221; e dall’egoismo che ci chiude agli altri, lasciamoci aiutare dalla misericordia di Dio. Essa, come pioggia, lava le nostre colpe e ci disseta con la sua Parola, per renderci pronti a rifiorire con Lui e in Lui al sole della nuova Pasqua. A te la mia lode, o Dio, per sempre&#8230; Amen Ringraziamo di cuore William, per le sue preziose e significative riflessioni sul cammino quaresimale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21779" class="elementor elementor-21779" data-elementor-post-type="post">
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									<p style="text-align: right;"><em>Ringraziamo di cuore William, per le sue preziose e significative riflessioni sul cammino quaresimale.</em></p>								</div>
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		<title>Dalle Ceneri&#8230; attraversare l’essenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 22:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Le Ceneri]]></category>
		<category><![CDATA[Quaresima]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizio della Quaresima con il rito delle Ceneri Mercoledì 18 febbraio le nostre due comunità , assieme ai parroci don Alex e da don Dario, hanno dato inizio al cammino quaresimale, un periodo di cinque settimane di riflessione e preparazione. Durante le celebrazioni liturgiche, si è svolto il rito dell’imposizione delle ceneri. Le Sante Messe e la Benedizione sono state celebrate in due momenti distinti, per dare maggiore possibilità di partecipazione ai fedeli: alle ore 18.00 in Chiesa di San Martino a Fanna e alle ore 20.00 in Chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo. Le ceneri come punto di partenza, il deserto come percorso, la Pasqua come meta. Il rito delle Ceneri segna l&#8217;inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. È un segno importante nella sua semplicità: un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte, accompagnato da un invito alla riflessione sulla fragilità umana e con il desiderio di un passaggio interiore, per riportarci all&#8217;umiltà.   Attraversare l’essenziale Il “deserto” quaresimale non è un luogo fisico, ma uno stato dell&#8217;anima: un percorso funzionale per ridurre il superfluo e riscoprire ciò che conta davvero. LA PRATICA DEL “TOGLIERE&#8221;Attraversare il deserto oggi significa sottrarre invece di accumulare&#8230; Silenzio contro chiasso. Spegnere il rumore esterno per tornare ad ascoltare la propria voce interiore e i propri pensieri. Leggerezza contro peso. Abbandonare gli &#8220;zaini pesanti&#8221; che portiamo ogni giorno, come l&#8217;ansia da prestazione, il bisogno di possesso e la dipendenza dal giudizio altrui. Il senso del cammino (40 Giorni) Il tempo del deserto è un intervallo, tra una fine e un inizio&#8230; Fragilità come partenza. Se la cenere ci ricorda che tutto finisce, il deserto ci insegna l&#8217;umiltà. Nell&#8217;assenza scopriamo il notro bisogno vitale di relazioni umane. Perdono come ristoro. In un luogo arido, il perdono non è un concetto astratto, ma  una necessità biologica, come all&#8217;acqua per l&#8217;assetato.   Comprendere cosa serve davvero Attraversare il deserto ha senso solo in funzione della meta finale&#8230; Lasciare andare. Se la cenere è il coraggio di ammettere che qualcosa in noi deve morire, il deserto è il tempo pratico e spirituale per separarsene. La Pasqua della consapevolezza. Si esce dal deserto diversi da come si è entrati. La Resurrezione è la scoperta che, una volta tolto tutto ciò che pesa, resta in noi solo ciò che non muore&#8230; Curiosità e aspetti poco noti Un riciclo sacro La cenere utilizzata ha un&#8217;origine suggestiva: si ottiene bruciando i rami d&#8217;ulivo o di palma benedetti la Domenica delle Palme dell&#8217;anno precedente. Ciò che un tempo era segno di trionfo e festa diventa polvere, ricordandoci che la gloria terrena è passeggera, mentre l&#8217;amore resta. Una piccola riflessione La cenere è ciò che resta quando il fuoco ha bruciato tutto il superfluo&#8230; Riceverla significa accogliere la possibilità di vivere nell&#8217;essenziale: la Quaresima.]]></description>
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									<h6><strong>Mercoledì 18 febbraio</strong> le nostre due comunità , assieme ai parroci</h6><h6>don Alex e da don Dario, hanno dato inizio al cammino quaresimale, un periodo di cinque settimane di riflessione e preparazione. Durante le celebrazioni liturgiche, si è svolto il rito dell’<strong>imposizione delle ceneri</strong>.</h6><h6>Le Sante Messe e la Benedizione sono state celebrate in due momenti distinti, per dare maggiore possibilità di partecipazione ai fedeli: alle ore 18.00 in Chiesa di San Martino a Fanna e alle ore 20.00 in Chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo.</h6>								</div>
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									<p><span style="color: #963896;"><strong>Il rito delle Ceneri segna l&#8217;inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. È un segno importante nella sua semplicità: un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte, accompagnato da un invito alla riflessione sulla fragilità umana e con il desiderio di un passaggio interiore, per riportarci all&#8217;umiltà.</strong></span></p><h5> </h5><h5><span style="color: #800080;"><strong>Attraversare l’essenziale</strong></span></h5><p>Il “deserto” quaresimale non è un luogo fisico, ma uno stato dell&#8217;anima: un percorso funzionale per ridurre il superfluo e riscoprire ciò che conta davvero.</p><p><strong>LA PRATICA DEL “TOGLIERE&#8221;</strong><br />Attraversare il deserto oggi significa sottrarre invece di accumulare&#8230;</p><p><strong>Silenzio contro chiasso.</strong> Spegnere il rumore esterno per tornare ad ascoltare la propria voce interiore e i propri pensieri.</p><p><strong>Leggerezza contro peso.</strong> Abbandonare gli &#8220;zaini pesanti&#8221; che portiamo ogni giorno, come l&#8217;ansia da prestazione, il bisogno di possesso e la dipendenza dal giudizio altrui.</p>								</div>
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									<h5><span style="color: #800080;"><strong>Il senso del cammino (40 Giorni)</strong></span></h5><p>Il tempo del deserto è un intervallo, tra una fine e un inizio&#8230;</p><p><strong>Fragilità come partenza.</strong> Se la cenere ci ricorda che tutto finisce, il deserto ci insegna l&#8217;umiltà. Nell&#8217;assenza scopriamo il notro bisogno vitale di relazioni umane.</p><p><strong>Perdono come ristoro.</strong> In un luogo arido, il perdono non è un concetto astratto, ma  una necessità biologica, come all&#8217;acqua per l&#8217;assetato.</p><p> </p><h5><span style="color: #800080;"><strong>Comprendere cosa serve davvero</strong></span></h5><p>Attraversare il deserto ha senso solo in funzione della meta finale&#8230;</p><p><strong>Lasciare andare.</strong> Se la cenere è il coraggio di ammettere che qualcosa in noi deve morire, il deserto è il tempo pratico e spirituale per separarsene.</p><p><strong>La Pasqua della consapevolezza.</strong> Si esce dal deserto diversi da come si è entrati. La Resurrezione è la scoperta che, una volta tolto tutto ciò che pesa, resta in noi solo ciò che non muore&#8230;</p>								</div>
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		<title>Fanna &#038; Cavasso, Carnevale da spasso!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/carnevale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 21:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[San Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[Metti in maschera l&#8217;allegria: un pomeriggio tra amici e colori 🌈 Cosa succede al lunedì “grasso” se unisci due parrocchie e tante maschere? Una festa di colori e sapori!! Era lunedì 16 febbraio, quando la Sala Arcobaleno si è riempita di allegria per un pomeriggio fuori dagli schemi e dagli schermi&#8230; Peace&#38;Love e SuperDonAlex! Lo staff in stile Hippie anni &#8217;70 e il grande Don Alex, che ha un vero superpotere: conosce i nomi di tutti i bambini, uno per uno! (Cosa non scontata! ). In console il giovanissimo DJ Alex, che ha fatto ballare tutti! Sfilata con&#8230; abbuffata di premi La giuria ha dovuto scegliere i vincitori tra: Le maschere più originali e quelle più spaventose  I costumi più buffi e quelli storici  Le coppie e i gruppi più affiatati!  Il premio per tutti, caramelle e cioccolatini! Il sapore dolce dell&#8217;amicizia  Grazie mamme &#38; Grazie comunità: mentre i piccoli si scatenavano, noi ci siamo goduti un momento di chiacchiere e patatine e dolci spettacolari preparati dalle nostre super mamme. È stato bellissimo vedere le comunità unite in un clima di amicizia e semplicità. Un abbraccio agli animatori Grazie per l&#8217;impegno e per aver reso tutto perfetto. I bambini (e anche i ragazzi!) si sono divertiti un mondo. Siamo già pronti per la prossima?!?&#8230; Nelle foto sopra e sotto Don Alex assieme allo staff e agli animatori, tutti in stile Hippie]]></description>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Metti in maschera l'allegria: un pomeriggio tra amici e colori <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f308.png" alt="🌈" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h3>				</div>
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									<h5><span style="color: #ff8800;"><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/262e.svg" alt="&#x262e;" /><strong> Peace&amp;Love e <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f9b8-1f3fd-200d-2642-fe0f.svg" alt="&#x1f9b8;&#x1f3fd;&#x200d;&#x2642;" /></strong><strong>SuperDonAlex!</strong></span></h5><p>Lo <strong>staff in stile Hippie </strong>anni &#8217;70 <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/270c.svg" alt="&#x270c;" /> e il grande <strong>Don Alex</strong>, che ha un vero superpotere: conosce i nomi di tutti i bambini, uno per uno! (Cosa non scontata! <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f64c.svg" alt="&#x1f64c;" />). In console il giovanissimo <strong>DJ Alex</strong>, che ha fatto ballare tutti! <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f3b6.svg" alt="&#x1f3b6;" /></p><h5><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f3c6.svg" alt="&#x1f3c6;" /> <span style="color: #ff0000;"><strong>Sfilata con&#8230; abbuffata di premi</strong></span></h5><p>La giuria ha dovuto scegliere i vincitori tra:</p><ul><li>Le maschere più originali e quelle più spaventose </li><li>I costumi più buffi e quelli storici </li><li>Le coppie e i gruppi più affiatati! </li></ul><p>Il premio per tutti, caramelle e cioccolatini! <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f36c.svg" alt="&#x1f36c;" /><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f36b.svg" alt="&#x1f36b;" /></p>								</div>
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									<h5><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f370.svg" alt="&#x1f370;" /> <span style="color: #ff8800;"><strong>Il sapore dolce dell&#8217;amicizia </strong></span></h5><p><strong>Grazie mamme &amp; Grazie comunità: </strong>mentre i piccoli si scatenavano, noi ci siamo goduti un momento di chiacchiere e patatine e dolci spettacolari preparati dalle nostre super mamme. È stato bellissimo vedere le comunità unite in un clima di amicizia e semplicità.</p><h5><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/2764.svg" alt="&#x2764;" /><span style="color: #ff0000;"><strong> Un abbraccio agli animatori</strong></span></h5><p>Grazie per l&#8217;impegno e per aver reso tutto perfetto. I bambini (e anche i ragazzi!) si sono divertiti un mondo.</p><p><em><strong>Siamo già pronti per la prossima?!?&#8230;</strong><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f609.svg" alt="&#x1f609;" /></em></p>								</div>
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									<p><em>Nelle foto sopra e sotto Don Alex assieme allo staff e agli animatori, tutti in stile Hippie</em></p>								</div>
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		<title>San Biagio, protettore di gola e verità</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/san-biagio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione delle gola]]></category>
		<category><![CDATA[Candele incorciate]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa San Martino]]></category>
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		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
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					<description><![CDATA[San Biagio: un incrocio di protezioni Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona. San Biagio: medico, vescovo, martire Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di &#8220;arma divina&#8221;: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù. L’eremita e il legame con gli animali Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla protezione che offriva agli animali, lo portarono dal governatore. I miracoli della gola e della gratitudine Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il miracolo della gola: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere mele e candele, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico. Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza Nonostante le torture inflitte con i pettini di ferro (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche protettore di cardatori, lanaioli e tessitori. La tradizione e il passaggio di stagione Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono. Non voi infatti aiuterete a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che è in voi. — Matteo 10,20]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21031" class="elementor elementor-21031" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">San Biagio: un incrocio di protezioni
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									<h6><span style="color: #c40000;"><strong>Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona.</strong></span></h6>								</div>
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					<h5 class="elementor-heading-title elementor-size-default">San Biagio: medico, vescovo, martire</h5>				</div>
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									<h5><span style="color: #a80000;">Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura</span></h5><p><span style="color: #636161;">Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di <strong>&#8220;arma divina&#8221;</strong>: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">L’eremita e il legame con gli animali</span></h5><p><span style="color: #636161;">Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla <strong>protezione che offriva agli animali</strong>, lo portarono dal governatore.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">I miracoli della gola e della gratitudine</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il <span style="text-decoration: underline;">miracolo della gola</span>: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il <strong>protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio</strong>. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere <span style="text-decoration: underline;">mele e candele</span>, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza</span></h5><p><span style="color: #636161;">Nonostante le torture inflitte con i <span style="text-decoration: underline;">pettini di ferro</span> (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche <strong>protettore di cardatori, lanaioli e tessitori</strong>.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">La tradizione e il passaggio di stagione</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: <strong>il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione</strong> che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di <strong>usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità</strong>, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono.</span></p>								</div>
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		<title>Falò a Fanna: la tradizione che accende il futuro</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/falo-a-fanna-la-tradizione-che-accende-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 22:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà Volontariato]]></category>
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		<category><![CDATA[Chei dal Falò]]></category>
		<category><![CDATA[Falò benedizione e purificazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[Scintille al Cielo: verso il domani e nel ricordo A Fanna, come nel Friuli, grande partecipazione per il Falò dell’Epifania, è un evento che affonda le radici nel 1300 per arrivare, più vivo che mai, fino ai giorni nostri! La Benedizione, il sacro verso il fuoco Non c&#8217;è protezione senza spirito, il momento in cui Don Alex, Don Dario invocano la benedizione sul falò è il vero inizio del falò, le preghiere si alzano insieme alle fiamme per proteggere la comunità, i raccolti e il cammino di ognuno nei mesi a venire. È un abbraccio spirituale che coinvolge. Un rito tra direzione del fumo e pronostici Il falò epifanico è l&#8217;eredità dei nostri antenati: un rito di purificazione che brucia quello che rimane dell’anno passato per far spazio al nuovo. Mentre le fiamme danzano, gli occhi della comunità cercano risposte nel cielo… il &#8220;pronostico del fumo&#8221;: se la scia punta a Est, i granai saranno pieni; se va a Ovest, la sfida si fa dura. È la saggezza contadina che diventa visibile, un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che saremo. Fanna, la tradizione ha un cuore giovane A Fanna, il falò non è un evento che si guarda, è un evento che si fa. Dietro la maestosa struttura che sfida il cielo, c&#8217;è il lavoro instancabile dell&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221;, che quest&#8217;anno celebra il suo quinto anniversario raccogliendo il testimone dagli Alpini. La vera forza sono i giovani. Vedere i ragazzi lavorare fianco a fianco con gli anziani è la prova che questa fiamma continua ad ardere. Molto più di un ritrovo collettivo Anche quest&#8217;anno grande armonia, grazie alla collaborazione tra Associazioni Comune, Alpini, commercianti e cittadini, Fanna si è dimostrata un esempio di solidarietà. Il falò è il nostro social network originale: un luogo dove ci si incontra davvero, dove i legami si stringono tra un bicchiere di vin brulé e il calore del fuoco. Custodire il fuoco, illuminare il domani Il Falò di Fanna è il successo di una comunità che vuole mantenere le tradizioni. È un invito a vivere l’esperienza, a sostenere chi lavora dietro le quinte e a ricordare che, finché ci sarà qualcuno pronto ad accatastare fascine e qualcun altro a benedire la fiamma, il nostro futuro sarà sempre luminoso. In memoria di chi ha alimentato la fiamma Un pensiero speciale va a chi, pur non essendo più fisicamente con noi, continua a vivere nel calore di questo fuoco. L&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221; vuole tenere vivo il ricordo di Tony Cadel e Fernando Piccoli, collaboratori instancabili e amici preziosi. Il loro impegno e la loro passione sono stati determinanti per la crescita di questa tradizione, ogni scintilla salita al cielo porta con sé il nostro grazie per tutto ciò che hanno costruito insieme a noi. (testo agg. al 6.02.2026) Ringraziamo: Elena Pettovel per le foto e l&#8217;Associazione &#8220;Chei dal Falò&#8221; per le informazioni   «La via di Dio è perfetta, la parola del Signore è purificata con il fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che si rifugiano in lui». (Salmo 18,30) Benedire, proteggere, custodire. Con la benedizione, il sacro si unisce al calore del fuoco per proteggere la nostra comunità e i frutti della terra, un gesto semplice e profondo che purifica il cuore e accompagna con speranza ogni nostro passo verso l&#8217;anno nuovo. #FalòFanna #tradizioniantiche #cheidalfalò #fuocoantico #sottolestelle #comunitàinsieme #BenedizioneProtezione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="20236" class="elementor elementor-20236" data-elementor-post-type="post">
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									<h6><strong>La Benedizione, il sacro verso il fuoco</strong></h6><p>Non c&#8217;è protezione senza spirito, il momento in cui Don Alex, Don Dario invocano la benedizione sul falò è il vero inizio del falò, le preghiere si alzano insieme alle fiamme per proteggere la comunità, i raccolti e il cammino di ognuno nei mesi a venire. È un abbraccio spirituale che coinvolge.</p><h6><strong>Un rito tra direzione del fumo e pronostici</strong></h6><p>Il falò epifanico è l&#8217;eredità dei nostri antenati: un rito di purificazione che brucia quello che rimane dell’anno passato per far spazio al nuovo. Mentre le fiamme danzano, gli occhi della comunità cercano risposte nel cielo… il &#8220;pronostico del fumo&#8221;: se la scia punta a Est, i granai saranno pieni; se va a Ovest, la sfida si fa dura. È la saggezza contadina che diventa visibile, un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che saremo.</p><h6><strong>Fanna, la tradizione ha un cuore giovane</strong></h6><p>A Fanna, il falò non è un evento che si guarda, è un evento che si <em>fa</em>. Dietro la maestosa struttura che sfida il cielo, c&#8217;è il lavoro instancabile dell&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221;, che quest&#8217;anno celebra il suo quinto anniversario raccogliendo il testimone dagli Alpini. La vera forza sono i giovani. Vedere i ragazzi lavorare fianco a fianco con gli anziani è la prova che questa fiamma continua ad ardere.</p>								</div>
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									<h6><strong>Molto più di un ritrovo collettivo</strong></h6>
Anche quest&#8217;anno grande armonia, grazie alla collaborazione tra Associazioni Comune, Alpini, commercianti e cittadini, Fanna si è dimostrata un esempio di solidarietà.<br>
Il falò è il nostro social network originale: un luogo dove ci si incontra davvero, dove i legami si stringono tra un bicchiere di vin brulé e il calore del fuoco.
<h6><strong>Custodire il fuoco, illuminare il domani</strong></h6>
Il Falò di Fanna è il successo di una comunità che vuole mantenere le tradizioni. È un invito a vivere l’esperienza, a sostenere chi lavora dietro le quinte e a ricordare che, finché ci sarà qualcuno pronto ad accatastare fascine e qualcun altro a benedire la fiamma, il nostro futuro sarà sempre luminoso.
<h6><strong>In memoria di chi ha alimentato la fiamma</strong></h6>
Un pensiero speciale va a chi, pur non essendo più fisicamente con noi, continua a vivere nel calore di questo fuoco. L&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221; vuole tenere vivo il ricordo di Tony Cadel e Fernando Piccoli, collaboratori instancabili e amici preziosi. Il loro impegno e la loro passione sono stati determinanti per la crescita di questa tradizione, ogni scintilla salita al cielo porta con sé il nostro grazie per tutto ciò che hanno costruito insieme a noi. (testo agg. al 6.02.2026)								</div>
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									<p style="text-align: right;">Ringraziamo: Elena Pettovel per le foto e l&#8217;Associazione <em>&#8220;Chei dal Falò&#8221; per le informazioni </em> </p>								</div>
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		<title>San Silvestro: Luce e Pace attraverso i secoli</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/san-silvestro-luce-pace-attraverso-i-secoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 17:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[31 dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[momento di preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[San Silvestro]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo dell'anno]]></category>
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					<description><![CDATA[Dove la preghiera diventa abbraccio Nel silenzio di metà pomeriggio, mentre la luce dell’ultimo giorno del 2025 si faceva radente e fragile, ci siamo ritrovati nella piccola chiesetta di San Silvestro a Fanna. Per la prima volta ci siamo riuniti in questo spazio raccolto per una benedizione, un momento di sosta e preghiera prima del passaggio al nuovo anno. Ascoltare e leggere insieme i Vespri e la storia del Santo ci ha permesso di riscoprirlo come un compagno di viaggio: l’uomo che seppe portare il mondo verso un’era di Pace. In questo tempo condiviso abbiamo chiesto a lui la stessa grazia, saper lasciare alle spalle le ombre del passato per camminare con fiducia verso ciò che ci aspetta. Dopo la preghiera ci siamo spostati da Rosanna e Silverio, accolti dal calore della loro casa. È stato un momento conviviale semplice e sincero che ci ha fatto sentire in famiglia. Abbiamo assaporato la bellezza dello stare insieme nella spontaneità, grati per questa &#8220;prima volta&#8221; che ci ha uniti. San Silvestro: download storia e preghiera]]></description>
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									<p>Nel silenzio di metà pomeriggio, mentre la luce dell’ultimo giorno del 2025 si faceva radente e fragile, ci siamo ritrovati nella piccola chiesetta di San Silvestro a Fanna. Per la prima volta ci siamo riuniti in questo spazio raccolto per una benedizione, un momento di sosta e preghiera prima del passaggio al nuovo anno.</p><p>Ascoltare e leggere insieme i Vespri e la storia del Santo ci ha permesso di riscoprirlo come un compagno di viaggio: l’uomo che seppe portare il mondo verso un’era di Pace. In questo tempo condiviso abbiamo chiesto a lui la stessa grazia, saper lasciare alle spalle le ombre del passato per camminare con fiducia verso ciò che ci aspetta.</p><p>Dopo la preghiera ci siamo spostati da Rosanna e Silverio, accolti dal calore della loro casa. È stato un momento conviviale semplice e sincero che ci ha fatto sentire in famiglia. Abbiamo assaporato la bellezza dello stare insieme nella spontaneità, grati per questa &#8220;prima volta&#8221; che ci ha uniti.</p>								</div>
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