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	<title>Fanna &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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	<title>Fanna &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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		<title>La prima riconciliazione è&#8230; come un abbraccio!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 21:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
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					<description><![CDATA[«Adesso che ti conosco ti voglio ancora più bene» Un primo passo importante nel cammino della fede Domenica 15 marzo 2026, alle ore 15.00, le comunità di Fanna e Cavasso si sono riunite per un appuntamento emozionante: le Prime Confessioni dei bambini del 3° anno della scuola primaria, che l&#8217;anno prossimo si prepareranno a ricevere la Prima Comunione. In un&#8217;atmosfera di raccoglimento e serenità, i bambini hanno vissuto il loro primo incontro con il Sacramento della Riconciliazione, accompagnati dalla guida di Don Alex assieme a don Adrian. È stato un momento di emozione in chiesa e di festa poi in casa Marchi, scoprendo la bellezza di sentirsi amati e accolti. Il dono del perdono  L’incontro con Don Alex e i genitori In occasione della prima confessione, durante l&#8217;incontro con i genitori, Don Alex ha scelto di condividere la sua esperienza personale offrendo uno sguardo diverso e molto umano sul significato del perdono. Non ha parlato di un Dio che condanna ma di un Dio che accoglie sempre e comunque, al di là delle nostre fragilità. Il cuore del messaggio: sentirsi amati Il cuore del suo messaggio è stato semplice ma incisivo: è proprio nel momento in cui ci sentiamo accolti che impariamo ad accettare il perdono. E questa accoglienza ci riconcilia non solo con Dio ma anche con noi stessi. Tra le sue parole una frase mi ha colpito particolarmente che recitava all&#8217;incirca così: &#8220;Adesso che ti conosco ti voglio ancora più bene&#8221;. Un&#8217;espressione che racchiude l&#8217;essenza di un amore autentico, capace di andare oltre gli errori di ciascuno di noi. Un grazie speciale ad Ambra Durat per la testimonianza e ad Alessandra Galli per le foto ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21979" class="elementor elementor-21979" data-elementor-post-type="post">
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<h4 data-path-to-node="2">Un primo passo importante nel cammino della fede</h4>
<h6 data-path-to-node="3">Domenica 15 marzo 2026, alle ore 15.00, le comunità di Fanna e Cavasso si sono riunite per un appuntamento emozionante: le <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="110">Prime Confessioni dei bambini </b>del 3° anno della scuola primaria, che l&#8217;anno prossimo si prepareranno a ricevere la Prima Comunione.<br>
In un&#8217;atmosfera di raccoglimento e serenità, i bambini hanno vissuto il loro primo incontro con il Sacramento della Riconciliazione, accompagnati dalla guida di Don Alex assieme a don Adrian. È stato un momento di emozione in chiesa e di festa poi in casa Marchi, scoprendo la bellezza di sentirsi amati e accolti.</h6>
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									<p style="text-align: right;"><em>Un grazie speciale ad Ambra Durat per la testimonianza e ad Alessandra Galli per le foto </em></p>								</div>
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		<title>Quaresima: in cammino verso la Luce</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/quaresima-in-cammino-verso-la-luce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[In Cammino verso la Luce Sincronizzare il cuore Dopo le prime settimane del nuovo anno, la Chiesa ci fa dono di un tempo speciale: la Quaresima. È quasi una parentesi, una pausa necessaria che ci chiede di fermarci e rallentare. Molti la considerano uno dei periodi più mesti dell’anno, fatto solo di sacrifici e rinunce, ma in realtà è l’occasione per sincronizzare la nostra parte umana con quella spirituale. È un tempo nuovo per togliere il superfluo, per scuotere la polvere che si annida nel cuore e tornare all&#8217;essenziale del nostro essere, rinforzando quel filo vitale che ci tiene uniti a Lui dall’eternità. Rifiorire nella Grazia Non è un caso che questo tempo prezioso arrivi alle porte della primavera, quando la natura attende con i rami spogli e si dispone a ricevere luce e calore per il germoglio che darà vita nuova alla pianta. Così anche noi, come terra arida avvolta dalle nostre contraddizioni, dai nostri &#8220;no&#8221; e dall’egoismo che ci chiude agli altri, lasciamoci aiutare dalla misericordia di Dio. Essa, come pioggia, lava le nostre colpe e ci disseta con la sua Parola, per renderci pronti a rifiorire con Lui e in Lui al sole della nuova Pasqua. A te la mia lode, o Dio, per sempre&#8230; Amen Ringraziamo di cuore William, per le sue preziose e significative riflessioni sul cammino quaresimale.]]></description>
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									<h4 data-path-to-node="2">Sincronizzare il cuore</h4><p data-path-to-node="3">Dopo le prime settimane del nuovo anno, la Chiesa ci fa dono di un tempo speciale: la <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="86">Quaresima</b>. È quasi una parentesi, una pausa necessaria che ci chiede di fermarci e rallentare. Molti la considerano uno dei periodi più mesti dell’anno, fatto solo di sacrifici e rinunce, ma in realtà è l’occasione per <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="305">sincronizzare la nostra parte umana con quella spirituale</b>. È un tempo nuovo per togliere il superfluo, per scuotere la polvere che si annida nel cuore e tornare all&#8217;essenziale del nostro essere, rinforzando quel filo vitale che ci tiene uniti a Lui dall’eternità.</p><h4 data-path-to-node="4">Rifiorire nella Grazia</h4><p data-path-to-node="5">Non è un caso che questo tempo prezioso arrivi alle porte della <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="64">primavera</b>, quando la natura attende con i rami spogli e si dispone a ricevere luce e calore per il germoglio che darà vita nuova alla pianta. Così anche noi, come terra arida avvolta dalle nostre contraddizioni, dai nostri &#8220;no&#8221; e dall’egoismo che ci chiude agli altri, lasciamoci aiutare dalla <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="358">misericordia di Dio</b>. Essa, come pioggia, lava le nostre colpe e ci disseta con la sua Parola, per renderci pronti a rifiorire con Lui e in Lui al sole della nuova Pasqua.</p><p data-path-to-node="6"><strong>A te la mia lode, o Dio, per sempre&#8230; Amen</strong></p>								</div>
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		<title>Dalle Ceneri&#8230; attraversare l’essenziale</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/ceneri-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 22:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Quaresima]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizio della Quaresima con il rito delle Ceneri Mercoledì 18 febbraio le nostre due comunità , assieme ai parroci don Alex e da don Dario, hanno dato inizio al cammino quaresimale, un periodo di cinque settimane di riflessione e preparazione. Durante le celebrazioni liturgiche, si è svolto il rito dell’imposizione delle ceneri. Le Sante Messe e la Benedizione sono state celebrate in due momenti distinti, per dare maggiore possibilità di partecipazione ai fedeli: alle ore 18.00 in Chiesa di San Martino a Fanna e alle ore 20.00 in Chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo. Le ceneri come punto di partenza, il deserto come percorso, la Pasqua come meta. Il rito delle Ceneri segna l&#8217;inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. È un segno importante nella sua semplicità: un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte, accompagnato da un invito alla riflessione sulla fragilità umana e con il desiderio di un passaggio interiore, per riportarci all&#8217;umiltà.   Attraversare l’essenziale Il “deserto” quaresimale non è un luogo fisico, ma uno stato dell&#8217;anima: un percorso funzionale per ridurre il superfluo e riscoprire ciò che conta davvero. LA PRATICA DEL “TOGLIERE&#8221;Attraversare il deserto oggi significa sottrarre invece di accumulare&#8230; Silenzio contro chiasso. Spegnere il rumore esterno per tornare ad ascoltare la propria voce interiore e i propri pensieri. Leggerezza contro peso. Abbandonare gli &#8220;zaini pesanti&#8221; che portiamo ogni giorno, come l&#8217;ansia da prestazione, il bisogno di possesso e la dipendenza dal giudizio altrui. Il senso del cammino (40 Giorni) Il tempo del deserto è un intervallo, tra una fine e un inizio&#8230; Fragilità come partenza. Se la cenere ci ricorda che tutto finisce, il deserto ci insegna l&#8217;umiltà. Nell&#8217;assenza scopriamo il notro bisogno vitale di relazioni umane. Perdono come ristoro. In un luogo arido, il perdono non è un concetto astratto, ma  una necessità biologica, come all&#8217;acqua per l&#8217;assetato.   Comprendere cosa serve davvero Attraversare il deserto ha senso solo in funzione della meta finale&#8230; Lasciare andare. Se la cenere è il coraggio di ammettere che qualcosa in noi deve morire, il deserto è il tempo pratico e spirituale per separarsene. La Pasqua della consapevolezza. Si esce dal deserto diversi da come si è entrati. La Resurrezione è la scoperta che, una volta tolto tutto ciò che pesa, resta in noi solo ciò che non muore&#8230; Curiosità e aspetti poco noti Un riciclo sacro La cenere utilizzata ha un&#8217;origine suggestiva: si ottiene bruciando i rami d&#8217;ulivo o di palma benedetti la Domenica delle Palme dell&#8217;anno precedente. Ciò che un tempo era segno di trionfo e festa diventa polvere, ricordandoci che la gloria terrena è passeggera, mentre l&#8217;amore resta. Una piccola riflessione La cenere è ciò che resta quando il fuoco ha bruciato tutto il superfluo&#8230; Riceverla significa accogliere la possibilità di vivere nell&#8217;essenziale: la Quaresima.]]></description>
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									<h6><strong>Mercoledì 18 febbraio</strong> le nostre due comunità , assieme ai parroci</h6><h6>don Alex e da don Dario, hanno dato inizio al cammino quaresimale, un periodo di cinque settimane di riflessione e preparazione. Durante le celebrazioni liturgiche, si è svolto il rito dell’<strong>imposizione delle ceneri</strong>.</h6><h6>Le Sante Messe e la Benedizione sono state celebrate in due momenti distinti, per dare maggiore possibilità di partecipazione ai fedeli: alle ore 18.00 in Chiesa di San Martino a Fanna e alle ore 20.00 in Chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo.</h6>								</div>
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									<p><span style="color: #963896;"><strong>Il rito delle Ceneri segna l&#8217;inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. È un segno importante nella sua semplicità: un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte, accompagnato da un invito alla riflessione sulla fragilità umana e con il desiderio di un passaggio interiore, per riportarci all&#8217;umiltà.</strong></span></p><h5> </h5><h5><span style="color: #800080;"><strong>Attraversare l’essenziale</strong></span></h5><p>Il “deserto” quaresimale non è un luogo fisico, ma uno stato dell&#8217;anima: un percorso funzionale per ridurre il superfluo e riscoprire ciò che conta davvero.</p><p><strong>LA PRATICA DEL “TOGLIERE&#8221;</strong><br />Attraversare il deserto oggi significa sottrarre invece di accumulare&#8230;</p><p><strong>Silenzio contro chiasso.</strong> Spegnere il rumore esterno per tornare ad ascoltare la propria voce interiore e i propri pensieri.</p><p><strong>Leggerezza contro peso.</strong> Abbandonare gli &#8220;zaini pesanti&#8221; che portiamo ogni giorno, come l&#8217;ansia da prestazione, il bisogno di possesso e la dipendenza dal giudizio altrui.</p>								</div>
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									<h5><span style="color: #800080;"><strong>Il senso del cammino (40 Giorni)</strong></span></h5><p>Il tempo del deserto è un intervallo, tra una fine e un inizio&#8230;</p><p><strong>Fragilità come partenza.</strong> Se la cenere ci ricorda che tutto finisce, il deserto ci insegna l&#8217;umiltà. Nell&#8217;assenza scopriamo il notro bisogno vitale di relazioni umane.</p><p><strong>Perdono come ristoro.</strong> In un luogo arido, il perdono non è un concetto astratto, ma  una necessità biologica, come all&#8217;acqua per l&#8217;assetato.</p><p> </p><h5><span style="color: #800080;"><strong>Comprendere cosa serve davvero</strong></span></h5><p>Attraversare il deserto ha senso solo in funzione della meta finale&#8230;</p><p><strong>Lasciare andare.</strong> Se la cenere è il coraggio di ammettere che qualcosa in noi deve morire, il deserto è il tempo pratico e spirituale per separarsene.</p><p><strong>La Pasqua della consapevolezza.</strong> Si esce dal deserto diversi da come si è entrati. La Resurrezione è la scoperta che, una volta tolto tutto ciò che pesa, resta in noi solo ciò che non muore&#8230;</p>								</div>
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									<h5><span style="color: #662066;"><strong>Curiosità e aspetti poco noti</strong></span></h5><p><strong>Un riciclo sacro</strong></p><p>La cenere utilizzata ha un&#8217;origine suggestiva: si ottiene bruciando i <strong>rami d&#8217;ulivo o di palma</strong> benedetti la Domenica delle Palme dell&#8217;anno precedente. Ciò che un tempo era segno di trionfo e festa diventa polvere, ricordandoci che la gloria terrena è passeggera, mentre l&#8217;amore resta.</p><p><strong>Una piccola riflessione</strong></p><p>La cenere è ciò che resta quando il fuoco ha bruciato tutto il superfluo&#8230; Riceverla significa accogliere la possibilità di vivere nell&#8217;essenziale: la Quaresima.</p>								</div>
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		<title>Fanna &#038; Cavasso, Carnevale da spasso!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/carnevale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 21:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Metti in maschera l&#8217;allegria: un pomeriggio tra amici e colori 🌈 Cosa succede al lunedì “grasso” se unisci due parrocchie e tante maschere? Una festa di colori e sapori!! Era lunedì 16 febbraio, quando la Sala Arcobaleno si è riempita di allegria per un pomeriggio fuori dagli schemi e dagli schermi&#8230; Peace&#38;Love e SuperDonAlex! Lo staff in stile Hippie anni &#8217;70 e il grande Don Alex, che ha un vero superpotere: conosce i nomi di tutti i bambini, uno per uno! (Cosa non scontata! ). In console il giovanissimo DJ Alex, che ha fatto ballare tutti! Sfilata con&#8230; abbuffata di premi La giuria ha dovuto scegliere i vincitori tra: Le maschere più originali e quelle più spaventose  I costumi più buffi e quelli storici  Le coppie e i gruppi più affiatati!  Il premio per tutti, caramelle e cioccolatini! Il sapore dolce dell&#8217;amicizia  Grazie mamme &#38; Grazie comunità: mentre i piccoli si scatenavano, noi ci siamo goduti un momento di chiacchiere e patatine e dolci spettacolari preparati dalle nostre super mamme. È stato bellissimo vedere le comunità unite in un clima di amicizia e semplicità. Un abbraccio agli animatori Grazie per l&#8217;impegno e per aver reso tutto perfetto. I bambini (e anche i ragazzi!) si sono divertiti un mondo. Siamo già pronti per la prossima?!?&#8230; Nelle foto sopra e sotto Don Alex assieme allo staff e agli animatori, tutti in stile Hippie]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21187" class="elementor elementor-21187" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Metti in maschera l'allegria: un pomeriggio tra amici e colori <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f308.png" alt="🌈" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h3>				</div>
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									<h6><strong>Cosa succede al lunedì “grasso” se unisci due parrocchie e tante maschere? Una festa di colori e sapori!! Era lunedì 16 febbraio, quando la Sala Arcobaleno si è riempita di allegria per un pomeriggio fuori dagli schemi e dagli schermi&#8230;</strong></h6>								</div>
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		<title>San Biagio, protettore di gola e verità</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/san-biagio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione delle gola]]></category>
		<category><![CDATA[Candele incorciate]]></category>
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					<description><![CDATA[San Biagio: un incrocio di protezioni Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona. San Biagio: medico, vescovo, martire Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di &#8220;arma divina&#8221;: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù. L’eremita e il legame con gli animali Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla protezione che offriva agli animali, lo portarono dal governatore. I miracoli della gola e della gratitudine Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il miracolo della gola: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere mele e candele, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico. Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza Nonostante le torture inflitte con i pettini di ferro (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche protettore di cardatori, lanaioli e tessitori. La tradizione e il passaggio di stagione Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono. Non voi infatti aiuterete a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che è in voi. — Matteo 10,20]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21031" class="elementor elementor-21031" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">San Biagio: un incrocio di protezioni
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									<h6><span style="color: #c40000;"><strong>Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona.</strong></span></h6>								</div>
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					<h5 class="elementor-heading-title elementor-size-default">San Biagio: medico, vescovo, martire</h5>				</div>
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									<h5><span style="color: #a80000;">Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura</span></h5><p><span style="color: #636161;">Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di <strong>&#8220;arma divina&#8221;</strong>: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">L’eremita e il legame con gli animali</span></h5><p><span style="color: #636161;">Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla <strong>protezione che offriva agli animali</strong>, lo portarono dal governatore.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">I miracoli della gola e della gratitudine</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il <span style="text-decoration: underline;">miracolo della gola</span>: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il <strong>protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio</strong>. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere <span style="text-decoration: underline;">mele e candele</span>, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza</span></h5><p><span style="color: #636161;">Nonostante le torture inflitte con i <span style="text-decoration: underline;">pettini di ferro</span> (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche <strong>protettore di cardatori, lanaioli e tessitori</strong>.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">La tradizione e il passaggio di stagione</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: <strong>il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione</strong> che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di <strong>usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità</strong>, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono.</span></p>								</div>
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				Non voi infatti aiuterete a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che è in voi.			</p>
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											<cite class="elementor-blockquote__author">— Matteo 10,20</cite>
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		<title>Falò a Fanna: la tradizione che accende il futuro</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/falo-a-fanna-la-tradizione-che-accende-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 22:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione Falò]]></category>
		<category><![CDATA[Chei dal Falò]]></category>
		<category><![CDATA[Falò benedizione e purificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Falò epifanico]]></category>
		<category><![CDATA[Falò Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[Scintille al Cielo: verso il domani e nel ricordo A Fanna, come nel Friuli, grande partecipazione per il Falò dell’Epifania, è un evento che affonda le radici nel 1300 per arrivare, più vivo che mai, fino ai giorni nostri! La Benedizione, il sacro verso il fuoco Non c&#8217;è protezione senza spirito, il momento in cui Don Alex, Don Dario invocano la benedizione sul falò è il vero inizio del falò, le preghiere si alzano insieme alle fiamme per proteggere la comunità, i raccolti e il cammino di ognuno nei mesi a venire. È un abbraccio spirituale che coinvolge. Un rito tra direzione del fumo e pronostici Il falò epifanico è l&#8217;eredità dei nostri antenati: un rito di purificazione che brucia quello che rimane dell’anno passato per far spazio al nuovo. Mentre le fiamme danzano, gli occhi della comunità cercano risposte nel cielo… il &#8220;pronostico del fumo&#8221;: se la scia punta a Est, i granai saranno pieni; se va a Ovest, la sfida si fa dura. È la saggezza contadina che diventa visibile, un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che saremo. Fanna, la tradizione ha un cuore giovane A Fanna, il falò non è un evento che si guarda, è un evento che si fa. Dietro la maestosa struttura che sfida il cielo, c&#8217;è il lavoro instancabile dell&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221;, che quest&#8217;anno celebra il suo quinto anniversario raccogliendo il testimone dagli Alpini. La vera forza sono i giovani. Vedere i ragazzi lavorare fianco a fianco con gli anziani è la prova che questa fiamma continua ad ardere. Molto più di un ritrovo collettivo Anche quest&#8217;anno grande armonia, grazie alla collaborazione tra Associazioni Comune, Alpini, commercianti e cittadini, Fanna si è dimostrata un esempio di solidarietà. Il falò è il nostro social network originale: un luogo dove ci si incontra davvero, dove i legami si stringono tra un bicchiere di vin brulé e il calore del fuoco. Custodire il fuoco, illuminare il domani Il Falò di Fanna è il successo di una comunità che vuole mantenere le tradizioni. È un invito a vivere l’esperienza, a sostenere chi lavora dietro le quinte e a ricordare che, finché ci sarà qualcuno pronto ad accatastare fascine e qualcun altro a benedire la fiamma, il nostro futuro sarà sempre luminoso. In memoria di chi ha alimentato la fiamma Un pensiero speciale va a chi, pur non essendo più fisicamente con noi, continua a vivere nel calore di questo fuoco. L&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221; vuole tenere vivo il ricordo di Tony Cadel e Fernando Piccoli, collaboratori instancabili e amici preziosi. Il loro impegno e la loro passione sono stati determinanti per la crescita di questa tradizione, ogni scintilla salita al cielo porta con sé il nostro grazie per tutto ciò che hanno costruito insieme a noi. (testo agg. al 6.02.2026) Ringraziamo: Elena Pettovel per le foto e l&#8217;Associazione &#8220;Chei dal Falò&#8221; per le informazioni   «La via di Dio è perfetta, la parola del Signore è purificata con il fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che si rifugiano in lui». (Salmo 18,30) Benedire, proteggere, custodire. Con la benedizione, il sacro si unisce al calore del fuoco per proteggere la nostra comunità e i frutti della terra, un gesto semplice e profondo che purifica il cuore e accompagna con speranza ogni nostro passo verso l&#8217;anno nuovo. #FalòFanna #tradizioniantiche #cheidalfalò #fuocoantico #sottolestelle #comunitàinsieme #BenedizioneProtezione]]></description>
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									<h6><span style="color: #ff6a00;"><strong>A Fanna, come nel Friuli, grande partecipazione per il Falò dell’Epifania, è un evento che affonda le radici nel 1300 per arrivare, più vivo che mai, fino ai giorni nostri!</strong></span></h6>								</div>
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									<h6><strong>La Benedizione, il sacro verso il fuoco</strong></h6><p>Non c&#8217;è protezione senza spirito, il momento in cui Don Alex, Don Dario invocano la benedizione sul falò è il vero inizio del falò, le preghiere si alzano insieme alle fiamme per proteggere la comunità, i raccolti e il cammino di ognuno nei mesi a venire. È un abbraccio spirituale che coinvolge.</p><h6><strong>Un rito tra direzione del fumo e pronostici</strong></h6><p>Il falò epifanico è l&#8217;eredità dei nostri antenati: un rito di purificazione che brucia quello che rimane dell’anno passato per far spazio al nuovo. Mentre le fiamme danzano, gli occhi della comunità cercano risposte nel cielo… il &#8220;pronostico del fumo&#8221;: se la scia punta a Est, i granai saranno pieni; se va a Ovest, la sfida si fa dura. È la saggezza contadina che diventa visibile, un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che saremo.</p><h6><strong>Fanna, la tradizione ha un cuore giovane</strong></h6><p>A Fanna, il falò non è un evento che si guarda, è un evento che si <em>fa</em>. Dietro la maestosa struttura che sfida il cielo, c&#8217;è il lavoro instancabile dell&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221;, che quest&#8217;anno celebra il suo quinto anniversario raccogliendo il testimone dagli Alpini. La vera forza sono i giovani. Vedere i ragazzi lavorare fianco a fianco con gli anziani è la prova che questa fiamma continua ad ardere.</p>								</div>
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									<h6><strong>Molto più di un ritrovo collettivo</strong></h6>
Anche quest&#8217;anno grande armonia, grazie alla collaborazione tra Associazioni Comune, Alpini, commercianti e cittadini, Fanna si è dimostrata un esempio di solidarietà.<br>
Il falò è il nostro social network originale: un luogo dove ci si incontra davvero, dove i legami si stringono tra un bicchiere di vin brulé e il calore del fuoco.
<h6><strong>Custodire il fuoco, illuminare il domani</strong></h6>
Il Falò di Fanna è il successo di una comunità che vuole mantenere le tradizioni. È un invito a vivere l’esperienza, a sostenere chi lavora dietro le quinte e a ricordare che, finché ci sarà qualcuno pronto ad accatastare fascine e qualcun altro a benedire la fiamma, il nostro futuro sarà sempre luminoso.
<h6><strong>In memoria di chi ha alimentato la fiamma</strong></h6>
Un pensiero speciale va a chi, pur non essendo più fisicamente con noi, continua a vivere nel calore di questo fuoco. L&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221; vuole tenere vivo il ricordo di Tony Cadel e Fernando Piccoli, collaboratori instancabili e amici preziosi. Il loro impegno e la loro passione sono stati determinanti per la crescita di questa tradizione, ogni scintilla salita al cielo porta con sé il nostro grazie per tutto ciò che hanno costruito insieme a noi. (testo agg. al 6.02.2026)								</div>
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									<p style="text-align: right;">Ringraziamo: Elena Pettovel per le foto e l&#8217;Associazione <em>&#8220;Chei dal Falò&#8221; per le informazioni </em> </p>								</div>
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									<p><em><strong>«La via di Dio è perfetta, la parola del Signore è purificata con il fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che si rifugiano in lui».</strong> </em>(Salmo 18,30)</p>								</div>
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		<title>San Silvestro: Luce e Pace attraverso i secoli</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/san-silvestro-luce-pace-attraverso-i-secoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 17:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[31 dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[momento di preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[San Silvestro]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo dell'anno]]></category>
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					<description><![CDATA[Dove la preghiera diventa abbraccio Nel silenzio di metà pomeriggio, mentre la luce dell’ultimo giorno del 2025 si faceva radente e fragile, ci siamo ritrovati nella piccola chiesetta di San Silvestro a Fanna. Per la prima volta ci siamo riuniti in questo spazio raccolto per una benedizione, un momento di sosta e preghiera prima del passaggio al nuovo anno. Ascoltare e leggere insieme i Vespri e la storia del Santo ci ha permesso di riscoprirlo come un compagno di viaggio: l’uomo che seppe portare il mondo verso un’era di Pace. In questo tempo condiviso abbiamo chiesto a lui la stessa grazia, saper lasciare alle spalle le ombre del passato per camminare con fiducia verso ciò che ci aspetta. Dopo la preghiera ci siamo spostati da Rosanna e Silverio, accolti dal calore della loro casa. È stato un momento conviviale semplice e sincero che ci ha fatto sentire in famiglia. Abbiamo assaporato la bellezza dello stare insieme nella spontaneità, grati per questa &#8220;prima volta&#8221; che ci ha uniti. San Silvestro: download storia e preghiera]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="20183" class="elementor elementor-20183" data-elementor-post-type="post">
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									<p>Nel silenzio di metà pomeriggio, mentre la luce dell’ultimo giorno del 2025 si faceva radente e fragile, ci siamo ritrovati nella piccola chiesetta di San Silvestro a Fanna. Per la prima volta ci siamo riuniti in questo spazio raccolto per una benedizione, un momento di sosta e preghiera prima del passaggio al nuovo anno.</p><p>Ascoltare e leggere insieme i Vespri e la storia del Santo ci ha permesso di riscoprirlo come un compagno di viaggio: l’uomo che seppe portare il mondo verso un’era di Pace. In questo tempo condiviso abbiamo chiesto a lui la stessa grazia, saper lasciare alle spalle le ombre del passato per camminare con fiducia verso ciò che ci aspetta.</p><p>Dopo la preghiera ci siamo spostati da Rosanna e Silverio, accolti dal calore della loro casa. È stato un momento conviviale semplice e sincero che ci ha fatto sentire in famiglia. Abbiamo assaporato la bellezza dello stare insieme nella spontaneità, grati per questa &#8220;prima volta&#8221; che ci ha uniti.</p>								</div>
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									<span class="elementor-button-text">San Silvestro: download storia e preghiera</span>
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		<title>Lo sguardo di San Francesco: il presepe ci fa &#8220;vedere&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 23:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Fermare il tempo: la lezione di Greccio Il presepe è  un punto d’incontro tra la Storia Sacra e la nostra frenetica quotidianità. Tutto ebbe inizio nel 1223 a Greccio, quando San Francesco d’Assisi scelse di &#8220;vedere con gli occhi del corpo&#8221; l’umiltà di Betlemme. In quella grotta, senza sfarzo ma con la sola verità di un bue, un asinello e una mangiatoia, il Santo ci ha insegnato che il sacro abita nella semplicità. Il suo gesto ci insegna ancora oggi che il sacro si rivela nell’accoglienza e nella semplicità di un cuore aperto. Il presepe ci invita a una sosta necessaria, restituendoci il valore della contemplazione e della meraviglia, per riscoprire la bellezza dell&#8217;umiltà e il valore del tempo ritrovato. Da quel primo presepe &#8220;vivente&#8221;, la tradizione si è evoluta, adattandosi nelle comunità locali con i materiali e lo spirito dei territori che lo rappresentano. C&#8217;erano nella stessa regione dei pastori che passavano la notte all&#8217;aperto, facendo la guardia al loro gregge. Ed ecco, un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce; essi furono presi da grande paura. Ma l&#8217;angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo Signore. E questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito con l&#8217;angelo si unì una moltitudine dell&#8217;esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà». Luca 2,8-14 I nostri Presepi Sulle orme di Francesco: creare per donare Quella scintilla creativa, accesa otto secoli fa, brilla ancora oggi nel territorio. Nelle chiese di San Martino, San Remigio, San Leonardo e nel Santuario di Madonna di Strada, l’ingegno e la dedizione dei volontari trasformano la materia in preghiera e l’artigianato in arte. Qui la tradizione si fonde con l’identità locale: gli scorci dei borghi diventano lo scenario naturale della Natività, a testimoniare che il Natale accade proprio tra queste mura di pietra e ai piedi delle montagne. Non si tratta solo di manualità, ma di un impegno silenzioso per valorizzare le proprie origini e offrire alla comunità un’opera condivisa. È un’arte che parla di storia attraverso piccoli gesti e cura del dettaglio, mettendo il talento del singolo al servizio di tutti. Qui la tradizione si fonde con l’identità locale: gli scorci dei borghi diventano lo scenario naturale della Natività, a testimoniare che il Natale accade proprio tra queste mura di pietra e ai piedi delle montagne. Non si tratta solo di manualità, ma di un impegno silenzioso per valorizzare le proprie origini e offrire alla comunità un’opera condivisa. È un’arte che parla di storia attraverso piccoli gesti e cura del dettaglio, mettendo il talento del singolo al servizio di tutti. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato con il cuore e con le mani. Ringraziamo per le foto dei presepi: Sara Biasotto (Chiesa San Martino Fanna) Daniele Menegon (Chiesa San Remigio Cavasso)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="20137" class="elementor elementor-20137" data-elementor-post-type="post">
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									<h4><strong>Fermare il tempo: la lezione di Greccio</strong></h4><p>Il presepe è  un punto d’incontro tra la Storia Sacra e la nostra frenetica quotidianità. Tutto ebbe inizio nel 1223 a Greccio, quando <strong>San Francesco d’Assisi</strong> scelse di <strong>&#8220;vedere con gli occhi del corpo&#8221;</strong> l’umiltà di Betlemme. In quella grotta, senza sfarzo ma con la sola verità di un bue, un asinello e una mangiatoia, il Santo ci ha insegnato che il sacro abita nella semplicità. Il suo gesto ci insegna ancora oggi che il sacro si rivela nell’accoglienza e nella semplicità di un cuore aperto. Il presepe ci invita a una sosta necessaria, restituendoci il valore della contemplazione e della meraviglia, per riscoprire la bellezza dell&#8217;umiltà e il valore del tempo ritrovato. Da quel primo presepe &#8220;vivente&#8221;, la tradizione si è evoluta, adattandosi nelle comunità locali con i materiali e lo spirito dei territori che lo rappresentano.</p>								</div>
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									<p>C&#8217;erano nella stessa regione dei pastori che passavano la notte all&#8217;aperto, facendo la guardia al loro gregge. Ed ecco, un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce; essi furono presi da grande paura. Ma l&#8217;angelo disse loro: <em>«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo Signore. E questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». </em>E subito con l&#8217;angelo si unì una moltitudine dell&#8217;esercito celeste che lodava Dio e diceva: <em>«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà».</em></p>								</div>
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									<p style="text-align: right;">Luca 2,8-14</p>								</div>
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									<h4><span style="color: #ff0000;"><strong>Sulle orme di Francesco: creare per donare</strong></span></h4><p><strong>Quella scintilla creativa, accesa otto secoli fa, brilla ancora oggi nel territorio. Nelle chiese di San Martino, San Remigio, San Leonardo e nel Santuario di Madonna di Strada, l’ingegno e la dedizione dei volontari trasformano la materia in preghiera e l’artigianato in arte.</strong></p><p>Qui la tradizione si fonde con l’identità locale: gli scorci dei borghi diventano lo scenario naturale della Natività, a testimoniare che il Natale accade proprio tra queste mura di pietra e ai piedi delle montagne. Non si tratta solo di manualità, ma di un impegno silenzioso per valorizzare le proprie origini e offrire alla comunità un’opera condivisa. È un’arte che parla di storia attraverso piccoli gesti e cura del dettaglio, mettendo il talento del singolo al servizio di tutti.</p>								</div>
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									<p>Qui la tradizione si fonde con l’identità locale: gli scorci dei borghi diventano lo scenario naturale della Natività, a testimoniare che il Natale accade proprio tra queste mura di pietra e ai piedi delle montagne. Non si tratta solo di manualità, ma di un impegno silenzioso per valorizzare le proprie origini e offrire alla comunità un’opera condivisa. È un’arte che parla di storia attraverso piccoli gesti e cura del dettaglio, mettendo il talento del singolo al servizio di tutti.</p>								</div>
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									<p><strong>Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato con il cuore e con le mani.</strong></p>								</div>
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									<p><em>Ringraziamo per le foto dei presepi: Sara Biasotto (Chiesa San Martino Fanna) Daniele Menegon (Chiesa San Remigio Cavasso)</em></p>								</div>
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		<title>Santa Lucia: Luce e suoni in armonia</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/santa-lucia-luce-e-suoni-in-armonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 21:41:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San Martino]]></category>
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		<category><![CDATA[Santa Lucia]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto una nuova Luce]]></category>
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					<description><![CDATA[Sotto una nuova Luce: l’incanto di una notte speciale Sabato 13 dicembre, la maestosa cornice della Chiesa di San Martino a Fanna ha ospitato un incontro capace di eleversi oltre la consueta dimensione del tradizionale concerto natalizio. In occasione della ricorrenza di Santa Lucia, l’evento «Sotto una nuova Luce – Parole d&#8217;Incanto» ha saputo trasformare lo spazio sacro in un luogo di profonda suggestione, dove il canto gospel si è fatto filo conduttore di un’esperienza vissuta con nobile e spontanea naturalezza. Lanterne e armonie nel presbiterio All’ingresso, l’attenzione veniva accolta dal presbiterio, rischiarato dal bagliore soffuso delle lanterne. Una luminosità diffusa e intima che invitava al raccoglimento dell&#8217;animo. Le melodie del Natale si sono alternate a momenti di danza spontanea, creando una rarefatta sospensione del tempo in cui la musica si è fatta preghiera e movimento. Un dono di luce e comunità Con l’approssimarsi delle festività, la serata di Santa Lucia ci ha offerto un dono prezioso: la riscoperta di quella sintonia interiore che affiora quando l’armonia musicale e il senso di comunità si fondono in un unico, alto respiro. Un momento di rara eleganza che ha saputo celebrare l&#8217;attesa del Natale attraverso la bellezza della condivisione e la purezza del suono.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21995" class="elementor elementor-21995" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Sotto una nuova Luce: l’incanto di una notte speciale</h3>				</div>
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		<title>&#8220;Ricevete la forza”&#8230; lo Spirito accende la Vita!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/il-rito-della-confermazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 21:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Messa Festiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Rito della Confermazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Seconda domenica di Avvento]]></category>
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					<description><![CDATA[Sette Doni&#8230; in cammino con lo Spirito! Domenica 7 dicembre · Chiesa San Martino a Fanna Vedere l&#8217;emozione brillare negli occhi dei nostri ragazzi è stato il regalo più bello di questa mattinata. La Santa Messa, celebrata da don Roberto Tondato insieme ai nostri parroci don Alex e don Dario in un’atmosfera di grande accoglienza, ha rispecchiato la serenità di un gruppo che ha saputo camminare, ridere e riflettere insieme. In quel momento, la loro partecipazione così sentita ha trasformato questo passo fondamentale per ogni cristiano in un ricordo indelebile, un tesoro prezioso che porteranno nel cuore per sempre. Proviamo grande gioia per i nostri dodici ragazzi di Cavasso e Fanna: Agnese, Andrea, Elia, Francesca, Giorgia, Greta, Laura, Linda, Luca, Martina, Morris e Sara, ora che il dono dello Spirito è stato Confermato, il loro cammino vive di luce nuova. Per oltre un anno abbiamo imparato che la vita non è una giungla selvaggia, ma che può diventare un giardino fertile, ma che richiede cura, tempo e confini gentili. Tra i pomeriggi di gioco e il servizio estivo vissuto con semplicità in Parrocchia, questi ragazzi hanno reso la Fede concreta, attraverso gesti di amicizia e di aiuto. Ci siamo fermati a riflettere sulle radici, riscoprendo che nessuno di noi è venuto al mondo a caso: siamo stati pensati, voluti e amati ancora prima di nascere. E proprio indagando nel profondo, è emerso quel desiderio universale che è la firma di Dio in ognuno di noi: «Amare e sentirsi amati». Ai nostri ragazzi auguriamo di poter considerare la loro vita come un bene prezioso, che Dio custodisce con tenerezza attraverso lo sguardo di chi vuole loro bene. Noi li ringraziamo per la bellezza che hanno portato nelle nostre vite, camminando accanto passo a passo. &#8220;Ricevete la forza dallo Spirito Santo&#8221; (Atti 1,8) Condividiamo le intense preghiere scritte dai nostri ragazzi: riflessioni profonde che testimoniano l&#8217;importanza di questo momento per la loro crescita e per l&#8217;intera comunità parrocchiale: Donaci il tuo Spirito, Signore Padre buono, noi cresimati preghiamo perché le nostre famiglie vivano sempre in salute, in armonia e nella pace del Signore e che ogni casa sia luogo di dialogo, rispetto e amore sincero, e perché genitori e i figli possano sostenersi reciprocamente nelle difficoltà e nel condividere le gioie quotidiane. Ti preghiamo in particolare per le famiglie che soffrono, per chi sta affrontando malattie, incomprensioni o solitudine; il Signore doni loro forza, consolazione e speranza. Noi Ti Preghiamo Padre buono, in questo giorno speciale, Ti affidiamo i nostri amici, dona loro una vita lunga e piena di salute e un futuro luminoso. Ti chiediamo che possano essere sempre fedeli a sé stessi, generosi nel condividere e ricchi nello Spirito. Fa&#8217; che abbiano sempre chi li sostiene e amici sinceri al loro fianco, per non sentirsi mai soli. Insegnaci a credere nei nostri talenti e a seguire con coraggio i nostri sogni, senza paura di cadere o di essere giudicati. Ricordaci sempre che c&#8217;è qualcuno che ci vuole bene e che crede in noi. Dona a tutti noi la tua Pace. Noi Ti Preghiamo. Padre buono, Ti preghiamo per la nostra Chiesa e per queste nostre comunità parrocchiali, Ti chiediamo di effondere su tutti noi i sette Doni dello Spirito Santo, affinché la Sapienza e l&#8217;Intelletto ci guidino nelle decisioni, la Fortezza e il Consiglio ci sostengano nelle difficoltà, e la Scienza, la Pietà e il Timor di Dio illuminino le nostre azioni. Fa&#8217; che l&#8217;unzione che abbiamo ricevuto oggi noi cresimati, non resti solo un ricordo, ma diventi in tutti una fiamma viva di fede coraggiosa e operosa, spingendoci a essere insieme costruttori di pace nel mondo. Noi Ti Preghiamo. Durante la cerimonia, i ragazzi hanno ricevuto dalle nostre Parrocchie un libretto con dei pensieri di Papa Francesco, una matita &#8216;piantabile&#8217; che simboleggia il percorso di Fede come un giardino in divenire, un biglietto augurale con la dedica personalizzata, il tutto confezionato con cura dalle catechiste Abigyle e Angela. Custodiamo lo Spirito: è la bussola dei nostri sogni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="20214" class="elementor elementor-20214" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Sette Doni... in cammino con lo Spirito!</h2>				</div>
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									<h6><strong>Domenica 7 dicembre · Chiesa San Martino a Fanna</strong></h6>								</div>
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									<h6>Vedere l&#8217;emozione brillare negli occhi dei nostri ragazzi è stato il regalo più bello di questa mattinata. La Santa Messa, celebrata da <strong>don Roberto Tondato</strong> insieme ai nostri parroci<strong> don Alex e don Dario</strong> in un’atmosfera di grande accoglienza, ha rispecchiato la serenità di un gruppo che ha saputo camminare, ridere e riflettere insieme. In quel momento, la loro partecipazione così sentita ha trasformato questo passo fondamentale per ogni cristiano in un ricordo indelebile, un tesoro prezioso che porteranno nel cuore per sempre.</h6>								</div>
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									<h6>Proviamo grande gioia per i nostri dodici ragazzi di Cavasso e Fanna: <strong>Agnese, Andrea, Elia, Francesca, Giorgia, Greta, Laura, Linda, Luca, Martina, Morris e Sara,</strong> ora che il dono dello Spirito è stato Confermato, il loro cammino vive di luce nuova.</h6>								</div>
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									<p>Per oltre un anno abbiamo imparato che la vita non è una giungla selvaggia, ma che può diventare un <strong>giardino fertile,</strong> ma che richiede cura, tempo e confini gentili. Tra i pomeriggi di gioco e il servizio estivo vissuto con semplicità in Parrocchia, questi ragazzi hanno reso la <strong>Fede</strong> <strong>concreta</strong>, attraverso gesti di amicizia e di aiuto.</p><p>Ci siamo fermati a riflettere sulle radici, riscoprendo che nessuno di noi è venuto al mondo a caso: siamo stati <strong>pensati, voluti e amati</strong> ancora prima di nascere. E proprio indagando nel profondo, è emerso quel desiderio universale che è la firma di Dio in ognuno di noi:</p><h6><em><strong>«Amare e sentirsi amati».</strong></em></h6><p>Ai nostri ragazzi auguriamo di poter considerare la loro vita come un bene prezioso, che Dio custodisce con tenerezza attraverso lo sguardo di chi vuole loro bene. Noi li ringraziamo per la bellezza che hanno portato nelle nostre vite, camminando accanto passo a passo.</p>								</div>
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									<p><span style="color: #2e00fa;"><strong>Condividiamo le intense preghiere scritte dai nostri ragazzi: riflessioni profonde che testimoniano l&#8217;importanza di questo momento per la loro crescita e per l&#8217;intera comunità parrocchiale:</strong></span></p><h4><span style="color: #3366ff;">Donaci il tuo Spirito, Signore</span></h4><p><strong>Padre buono, noi cresimati preghiamo</strong> perché le nostre famiglie vivano sempre in salute, in armonia e nella pace del Signore e che ogni casa sia luogo di dialogo, rispetto e amore sincero, e perché genitori e i figli possano sostenersi reciprocamente nelle difficoltà e nel condividere le gioie quotidiane. <strong>Ti preghiamo in particolare per le famiglie che soffrono,</strong> per chi sta affrontando malattie, incomprensioni o solitudine; il Signore doni loro forza, consolazione e speranza.</p><p><em>Noi Ti Preghiamo</em></p><p><strong>Padre buono, in questo giorno speciale, Ti affidiamo i nostri amici, </strong>dona loro una vita lunga e piena di salute e un futuro luminoso. Ti chiediamo che possano essere sempre fedeli a sé stessi, generosi nel condividere e ricchi nello Spirito. Fa&#8217; che abbiano sempre chi li sostiene e amici sinceri al loro fianco, per non sentirsi mai soli. Insegnaci a credere nei nostri talenti e a seguire con coraggio i nostri sogni, senza paura di cadere o di essere giudicati. Ricordaci sempre che c&#8217;è qualcuno che ci vuole bene e che crede in noi. Dona a tutti noi la tua Pace.</p><p><em>Noi Ti Preghiamo.</em></p><p><strong>Padre buono, Ti preghiamo per la nostra Chiesa e per queste nostre comunità parrocchiali, </strong>Ti chiediamo di effondere su tutti noi i sette Doni dello Spirito Santo, affinché la Sapienza e l&#8217;Intelletto ci guidino nelle decisioni, la Fortezza e il Consiglio ci sostengano nelle difficoltà, e la Scienza, la Pietà e il Timor di Dio illuminino le nostre azioni. Fa&#8217; che l&#8217;unzione che abbiamo ricevuto oggi noi cresimati, non resti solo un ricordo, ma diventi in tutti una fiamma viva di fede coraggiosa e operosa, spingendoci a essere insieme costruttori di pace nel mondo.</p><p><em>Noi Ti Preghiamo.</em></p>								</div>
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									<p>Durante la cerimonia, i ragazzi hanno ricevuto dalle nostre Parrocchie un libretto con dei pensieri di Papa Francesco, una matita &#8216;piantabile&#8217; che simboleggia il percorso di Fede come un giardino in divenire, un biglietto augurale con la dedica personalizzata, il tutto confezionato con cura dalle catechiste Abigyle e Angela.</p>								</div>
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									<h6><span style="color: #893dd4;"><strong>Custodiamo lo Spirito: è la bussola dei nostri sogni.</strong></span></h6>								</div>
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