Sulle tracce di un'opera: la bellezza ritrovata

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DAL TERRITORIO

Riscoprire al museo i tesori dalle nostre parrocchie

In un assolato pomeriggio d’agosto ci siamo recate a visitare la mostra al Museo Diocesano di Pordenone, spinte soprattutto dalla curiosità di scoprire dove fosse finito il dipinto che per tanti anni avevamo visto sull’altare della nostra chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo…
È proprio con questo spirito siamo andate a Pordenone, al Museo Diocesano, a visitarela mostra

Friuli 1976-2026. La bellezza salvata

un percorso espositivo che, a cinquant’anni dal sisma, intreccia il ricordo del dramma vissuto dalle comunità con la ricostruzione spirituale e il lavoro di restauro che ha permesso di restituire al territorio opere e memorie preziose.
Tra le tante testimonianze esposte, cercavamo in particolare le opere legate alle nostre comunità di Cavasso Nuovo e Fanna, e ne abbiamo trovate più di una:
La pala di Nicola Grassi: “Il quadro nel quadro”

Proveniente dalla chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo, la tela settecentesca di Nicola Grassi (Visitazione e Sant’Antonio da Padova fra i Santi Giovanni Battista e Nicola) ha una storia di salvataggio singolare: sfuggì al crollo dell’Oratorio di Sant’Antonio perché trasferita poco prima del sisma per restauro. L’opera è conosciuta per il gioco del “quadro nel quadro”: San Giovanni Battista indica la scena dell’abbraccio tra Elisabetta e Maria. Lo stile è inconfondibile nel profilo saettante della Vergine, nella regia dei gesti e nel dinamismo dei tre santi in primo piano, che guidano il devoto al mistero dell’Incarnazione.

Ritrovare la “nostra” pala d’altare e contemplarla ad altezza d’uomo è stata un’esperienza suggestiva: poter cogliere da vicino le delicate velature e ogni singolo dettaglio del dipinto non capita certo tutti i giorni.

I documenti d’archivio di Cavasso Nuovo

Restaurati nel 1987 con i fondi del post-terremoto e custoditi dall’Archivio Storico Diocesano, i documenti in mostra raccontano la storia della comunità:

• Registro dei Battesimi (1547-1551): Tra i più antichi della diocesi, fu avviato prima che il Concilio di Trento (1563) ne imponesse l’obbligo. Il primo atto leggibile (29 giugno 1547).
• Registro dei Morti (1781-1842): Una memoria storica che documenta oltre mezzo secolo di vita e demografia locale.
• Telegrammi del 1976: Reperti di un’epoca passata che testimoniano lo smarrimento, la tensione e la graduale presa di coscienza dei danni all’arte sacra nei giorni subito dopo il sisma.
Vedere questi documenti, spaccati di vita e speranza di un tempo, ci ha riportato indietro in una realtà molto diversa da quella odierna.
La Pianeta di Fanna: capolavoro tessile veneziano
A rappresentare la Parrocchia di Fanna c’è una preziosa pianeta settecentesca. Realizzata in lampasso di seta di manifattura veneziana, impreziosita dallo stemma del vescovo di Belluno, Gaetano Zuanelli. L’opera è un esempio eccelso di artigianato liturgico e simbolo dell’importanza della conservazione del patrimonio tessile.
Ci ha colpito la pregiatezza della lavorazione tessile, i colori luminosi e lucenti.

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