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	<title>Eventi &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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	<title>Eventi &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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		<title>Un abbraccio alpino per i nostri anziani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 21:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Alpini e anziani: una domenica di festa Domenica 24 maggio, la nostra Casa di Riposo ha vissuto una giornata indimenticabile. Accompagnati da un caldo sole, i nostri anziani hanno potuto partecipare alla Santa Messa delle 10.30, celebrata in occasione della festa degli Alpini. Un momento speciale di comunità È stato un evento curato nei minimi dettagli: con la consueta premura, gli Alpini si sono presi cura di tutti i presenti, assicurandosi che ogni ospite si sentisse a proprio agio e offrendo un rinfresco rinfrescante. La solennità della cerimonia è stata resa ancora più suggestiva dalle note della banda musicale e dalla presenza delle autorità locali. È stata una mattinata di grande serenità e vicinanza, un prezioso momento di vita all’aria aperta che ha donato ai nostri anziani tutto il calore della comunità di Cavasso. Un grazie di cuore a chi ha reso possibile questo incontro speciale.]]></description>
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									<h6 data-path-to-node="3"><span style="color: #000000;"><strong>Domenica 24 maggio, la nostra Casa di Riposo ha vissuto una giornata indimenticabile. Accompagnati da un caldo sole, i nostri anziani hanno potuto partecipare alla Santa Messa delle 10.30, celebrata in occasione della festa degli Alpini.</strong></span></h6><p data-path-to-node="4"><span style="color: #333333;"><b data-path-to-node="4" data-index-in-node="0">Un momento speciale di comunità</b> </span></p><p data-path-to-node="4"><span style="color: #333333;">È stato un evento curato nei minimi dettagli: con la consueta premura, gli Alpini si sono presi cura di tutti i presenti, assicurandosi che ogni ospite si sentisse a proprio agio e offrendo un rinfresco rinfrescante. La solennità della cerimonia è stata resa ancora più suggestiva dalle note della banda musicale e dalla presenza delle autorità locali.</span></p><p data-path-to-node="5"><span style="color: #333333;">È stata una mattinata di grande serenità e vicinanza, un prezioso momento di vita all’aria aperta che ha donato ai nostri anziani tutto il calore della comunità di Cavasso. Un grazie di cuore a chi ha reso possibile questo incontro speciale.</span></p>								</div>
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		<title>Da quando Gesù entra i cuori…</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/prima-comunione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 20:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8230; La gioia si accende di Vita! 21 storie si intrecciano in 1 solo Pane Domenica 10 maggio nella chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo, le nostre comunità parrocchiali hanno vissuto un momento di intensa gioia ed emozione: 21 bambini di Fanna e Cavasso hanno ricevuto per la prima volta il sacramento della Prima Comunione: Angelica, Bryan, Christian, Cesare, Eros, Diego, Federico, Gabriele, Gabriele, Ireneusz, Giulio, Jonas, Lorenzo, Leonardo, Leonardo M., Matteo, Mattia, Mattia, Noemi, Valentino e Vittoria. Questa celebrazione ha segnato l’inizio di un’amicizia coinvolgente: quella con Gesù, che da oggi si fa Pane vivo e compagno di viaggio per ognuno di loro. Il valore del sacramento La Prima Comunione rappresenta, per questi piccoli, un dono d’amore gratuito che non chiede nulla in cambio, se non di essere accolto con cuore aperto. Si tratta di un nutrimento prezioso, destinato ad accompagnarli e a sostenere il loro intero cammino cristiano.   Oltre la celebrazione: un incontro che continua È importante ricordare che il dono dell’Eucaristia non si esaurisce nel momento in cui si riceve la particola. Al contrario, proprio in quell&#8217;istante ha inizio una relazione nuova, intima e duratura con Gesù, che crescerà giorno dopo giorno.   L’abbraccio della comunità parrocchiale Ai nostri bambini giunga l’abbraccio affettuoso e la preghiera di tutta la nostra comunità. L’augurio più grande è che possano custodire nel tempo la bellezza di questo incontro, sentendosi fin da ora parte integrante e attiva della grande famiglia che è la Chiesa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="23305" class="elementor elementor-23305" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">21 storie si intrecciano in 1 solo Pane</h3>				</div>
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									<h6>Domenica 10 maggio nella chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo, le nostre comunità parrocchiali hanno vissuto un momento di intensa gioia ed emozione: <strong>21 bambini di Fanna e Cavasso</strong> hanno ricevuto per la prima volta il sacramento della Prima Comunione: <strong>Angelica, Bryan, Christian, Cesare, Eros, Diego, Federico, Gabriele, Gabriele, Ireneusz, Giulio, Jonas, Lorenzo, Leonardo, Leonardo M., Matteo, Mattia, Mattia, Noemi, Valentino e Vittoria.</strong></h6><h6>Questa celebrazione ha segnato l’inizio di un’amicizia coinvolgente: quella con Gesù, che da oggi si fa Pane vivo e compagno di viaggio per ognuno di loro.</h6><p> </p><h4>Il valore del sacramento</h4><p>La Prima Comunione rappresenta, per questi piccoli, un dono d’amore gratuito che non chiede nulla in cambio, se non di essere accolto con cuore aperto. Si tratta di un nutrimento prezioso, destinato ad accompagnarli e a sostenere il loro intero cammino cristiano.</p><p><strong> </strong></p><h4>Oltre la celebrazione: un incontro che continua</h4><p>È importante ricordare che il dono dell’Eucaristia non si esaurisce nel momento in cui si riceve la particola. Al contrario, proprio in quell&#8217;istante ha inizio una relazione nuova, intima e duratura con Gesù, che crescerà giorno dopo giorno.</p><p><strong> </strong></p><h4>L’abbraccio della comunità parrocchiale</h4><p>Ai nostri bambini giunga l’abbraccio affettuoso e la preghiera di tutta la nostra comunità. L’augurio più grande è che possano custodire nel tempo la bellezza di questo incontro, sentendosi fin da ora parte integrante e attiva della grande famiglia che è la Chiesa.</p>								</div>
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		<title>Santuario in festa: il posto per ritrovarsi</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/festa-santuario-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 20:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un luogo dove tutti possono trovare un posto Il Lunedì dell’Angelo è stato, per la nostra comunità, una giornata speciale. Il 6 aprile, il Santuario in festa ha aperto le sue porte a tantissimi fedeli e visitatori, avvolti da una splendida giornata di sole che ha reso ancora più luminoso questo incontro di fede. Una celebrazione sempre partecipata Il cuore della giornata è stata la Santa Messa presieduta dal nostro Vescovo Giuseppe Pellegrini, celebrata assieme a don Dario. La liturgia è stata resa ancora più intensa grazie al servizio del Coro Montelieto, che con i suoi canti ha contribuito ad elevare lo spirito di tutti i presenti. A seguire, la processione con la statua della Madonna attorno al parco del Santuario ha unito l’intera assemblea in un cammino di preghiera e devozione, un’immagine che richiama di una comunità che cammina insieme. Allegria e condivisione al Santuario Dopo la preghiera, la festa si è spostata negli spazi della convivialità. Il pranzo comunitario è stato un momento di serenità e fraternità, confermando quanto sia prezioso sedersi alla stessa mensa. Nel pomeriggio, il parco del Santuario si è animato riempiendosi dell’entusiasmo di famiglie e bambini: giochi, risate e momenti di spensieratezza hanno trasformato questo luogo in una &#8220;casa accogliente&#8221; per tutti. Un grazie che viene dal cuore La riuscita di questa giornata — e la bellezza del nostro Santuario ogni giorno dell&#8217;anno — è il frutto del lavoro instancabile di tanti volontari. Per rendere grazie di questo impegno silenzioso e costante, domenica 12 alle ore 9 abbiamo celebrato insieme la Santa Messa di ringraziamento. È stato un momento semplice, ma molto significativo: per dire &#8220;grazie&#8221; a chi si prende cura della pulizia del parco, a chi garantisce un&#8217;accoglienza calorosa, a chi serve all&#8217;altare e a chi gestisce ogni dettaglio organizzativo. «Il servizio generoso, spesso lontano dai riflettori, è ciò che mantiene vivo e accogliente questo luogo caro a tutta la comunità. Grazie a ciascuno di voi per il tempo e le energie che donate con generosa disponibilità». Ringraziamo per le foto: Elena Piccoli, Mariarita Orlandi, Laura Andrean, Alessia Loss, Sabina Del Ben, Roberto Sonego e Paolo Maniero]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="22968" class="elementor elementor-22968" data-elementor-post-type="post">
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									<p><span style="color: #000000;">Ringraziamo per le foto: Elena Piccoli, Mariarita Orlandi, Laura Andrean, Alessia Loss, Sabina Del Ben, Roberto Sonego e Paolo Maniero</span></p>								</div>
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		<title>Attesa della Pasqua tra preghiera, amicizia e sorpresa</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/triduo-pasquale-fanna-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 21:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[Triduo Pasquale: passi di fede verso la Risurrezione I giorni del Triduo Pasquale hanno visto la comunità di Fanna riunita attorno al mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Signore. È stato un tempo di grazia, caratterizzato da un susseguirsi di celebrazioni partecipate e cariche di profondo significato spirituale. Il cammino della Via Crucis: sulle orme di San Francesco Un momento di particolare intensità è stato vissuto durante la Via Crucis per le vie del paese, guidata da don Alex. Grazie all&#8217;impegno e alla devozione dei parrocchiani, le stazioni sono state allestite con cura, creando un suggestivo percorso di preghiera. Quest&#8217;anno il cammino è stato reso speciale dalle meditazioni tratte dagli scritti di San Francesco d’Assisi, in occasione dell&#8217;ottocentesimo anniversario della sua morte. Riflettere sul suo amore per Cristo ci ha permesso di riscoprire con occhi nuovi la profondità del mistero della Croce.   La Veglia e la gioia della Risurrezione Il culmine dell&#8217;attesa è stato raggiunto con la solenne Veglia Pasquale, presieduta da don Alex e accompagnata dal canto sapiente del nostro coretto, che ha saputo elevare lo spirito verso la luce della Risurrezione. La domenica di Pasqua, la comunità si è ritrovata per la Santa Messa presieduta da don Dario e animata dal Coro Montelieto, in un clima di gioia e serena gratitudine.   Un incontro speciale: amicizia e scambio fraterno A rendere ancora più ricche le nostre celebrazioni è stata la gradita presenza di un gruppo di pellegrini provenienti da diverse regioni del Nord Italia. Ospitati presso la nostra canonica durante il loro soggiorno a Spilimbergo per un corso di iconografia, hanno scelto di condividere con noi il cuore della Settimana Santa. È stato un dono prezioso, un momento di autentica comunione, amicizia e scambio fraterno che ha allargato il respiro della nostra parrocchia.   Una sorpresa per Luisa: il cuore della nostra parrocchia Non è mancata, al termine della Messa di Pasqua, un&#8217;occasione di gioia inaspettata: la comunità ha festeggiato il compleanno di Luisa, la nostra cara sagrestana. Da sempre presenza preziosa, silenziosa e instancabile, Luisa è stata circondata dall&#8217;affetto di tutti i parrocchiani. La sua emozione, visibile in un sorriso commosso, è stata il segno più bello di una famiglia parrocchiale che sa riconoscere e valorizzare il bene ricevuto.   Un grazie alla comunità Questi intensi giorni di festa e preghiera sono stati resi possibili grazie alla collaborazione di tante persone che hanno donato tempo, energie e disponibilità. Un grazie sincero, con l&#8217;augurio che la gioia della Pasqua possa continuare ad illuminare e accompagnare il cammino della nostra comunità.]]></description>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Triduo Pasquale: passi di fede verso la Risurrezione</h3>				</div>
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									<h6>I giorni del Triduo Pasquale hanno visto la comunità di Fanna riunita attorno al mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Signore. È stato un tempo di grazia, caratterizzato da un susseguirsi di celebrazioni partecipate e cariche di profondo significato spirituale.</h6>								</div>
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									<h6><strong>Il cammino della Via Crucis: sulle orme di San Francesco</strong></h6><p>Un momento di particolare intensità è stato vissuto durante la <strong>Via Crucis per le vie del paese</strong>, guidata da don Alex. Grazie all&#8217;impegno e alla devozione dei parrocchiani, le stazioni sono state allestite con cura, creando un suggestivo percorso di preghiera.</p><p>Quest&#8217;anno il cammino è stato reso speciale dalle meditazioni tratte dagli scritti di <strong>San Francesco d’Assisi</strong>, in occasione dell&#8217;ottocentesimo anniversario della sua morte. Riflettere sul suo amore per Cristo ci ha permesso di riscoprire con occhi nuovi la profondità del mistero della Croce.</p><p><strong> </strong></p><h6><strong>La Veglia e la gioia della Risurrezione</strong></h6><p>Il culmine dell&#8217;attesa è stato raggiunto con la solenne <strong>Veglia Pasquale</strong>, presieduta da don Alex e accompagnata dal canto sapiente del nostro coretto, che ha saputo elevare lo spirito verso la luce della Risurrezione.</p>								</div>
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									<h6>La domenica di Pasqua, la comunità si è ritrovata per la Santa Messa presieduta da don Dario e animata dal <strong>Coro Montelieto</strong>, in un clima di gioia e serena gratitudine.</h6><p><strong> </strong></p><h6><strong>Un incontro speciale: amicizia e scambio fraterno</strong></h6><p>A rendere ancora più ricche le nostre celebrazioni è stata la gradita presenza di un gruppo di <strong>pellegrini provenienti da diverse regioni del Nord Italia</strong>. Ospitati presso la nostra canonica durante il loro soggiorno a Spilimbergo per un corso di iconografia, hanno scelto di condividere con noi il cuore della Settimana Santa. È stato un dono prezioso, un momento di autentica comunione, amicizia e scambio fraterno che ha allargato il respiro della nostra parrocchia.</p><p><strong> </strong></p><p><strong>Una sorpresa per Luisa: il cuore della nostra parrocchia</strong></p><p>Non è mancata, al termine della Messa di Pasqua, un&#8217;occasione di gioia inaspettata: la comunità ha festeggiato il <strong>compleanno di Luisa, la nostra cara sagrestana</strong>. Da sempre presenza preziosa, silenziosa e instancabile, Luisa è stata circondata dall&#8217;affetto di tutti i parrocchiani. La sua emozione, visibile in un sorriso commosso, è stata il segno più bello di una famiglia parrocchiale che sa riconoscere e valorizzare il bene ricevuto.</p><p><strong> </strong></p><p><strong>Un grazie alla comunità</strong></p><p>Questi intensi giorni di festa e preghiera sono stati resi possibili grazie alla collaborazione di tante persone che hanno donato tempo, energie e disponibilità. Un grazie sincero, con l&#8217;augurio che la gioia della Pasqua possa continuare ad illuminare e accompagnare il cammino della nostra comunità.</p>								</div>
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		<title>Gloria e passione, le Palme aprono al silenzio</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/gloria-e-passione-le-palme-aprono-al-silenzio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 20:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></category>
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					<description><![CDATA[Verso la Settimana Santa Sotto lo stesso cielo&#8230; l’ingresso festoso La Domenica delle Palme a Cavasso e Fanna è stata una celebrazione molto partecipata che ha segnato l&#8217;apertura della Settimana Santa. A Cavasso i fedeli si sono ritrovati nella Piazza del Pino, mentre a Fanna la comunità si è radunata presso la chiesetta di San Silvestro. Don Dario e don Alex hanno ricordato l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedicendo i rami di ulivo nelle mani dei presenti. Sotto lo stesso cielo di festa, le due processioni si sono messe in cammino verso le chiese rievocando lungo le strade il percorso verso la Città Santa. Dal rosso della Passione al silenzio del cuore All’ingresso nelle chiese di San Remigio e di San Martino l’atmosfera è cambiata: il rosso dei paramenti liturgici ci ha subito richiamato alla mente il sacrificio imminente, in un silenzio carico di riflessione. Il cuore della celebrazione è stata la lettura della Passio, un momento di forte intensità in cui il lungo racconto della sofferenza di Cristo è stato rivissuto a più voci. Attraverso queste parole siamo diventati partecipi del dramma del Calvario, vivendo il passaggio simbolico dalla gloria della palma al dolore della croce. Verso la Pasqua con un germoglio di Pace in ogni casa Concluse le due sante messe ognuno ha portato a casa il proprio ramoscello benedetto, un piccolo testimone di pace e protezione. Questi rami, che nelle case diventeranno memoria quotidiana della vittoria della vita sulla morte, racchiudono un significato profondo: l’ulivo come segno di riconciliazione tra Dio e l’uomo, e la palma come emblema dell’ascesa verso la gloria celeste. Questi simboli accompagneranno le famiglie per tutto l’anno fino al Mercoledì delle Ceneri dell’anno successivo, quando verrano bruciati e daranno inizio a un nuovo ciclo di fede. Laboratorio di Pace: l&#8217;ulivo che porta la gioia dei bambini In preparazione alla Domenica delle Palme, venerdì 27 marzo 2026, i bambini della quinta elementare si sono ritrovati insieme alle catechiste Federica e Valeria per un momento speciale. Con impegno e cura, hanno preparato i sacchetti e i mazzetti di ulivo destinati a tutta la comunità. È stato un vero dono vedere queste &#8220;piccole grandi mani&#8221; all&#8217;opera: sapere che dietro questo segno di pace c’è il loro lavoro ci riempie il cuore di gioia.]]></description>
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									<h5><span style="color: #003300;"><strong>Sotto lo stesso cielo&#8230; l’ingresso festoso </strong></span></h5><p>La Domenica delle Palme a Cavasso e Fanna è stata una celebrazione molto partecipata che ha segnato l&#8217;apertura della Settimana Santa.</p><p>A Cavasso i fedeli si sono ritrovati nella Piazza del Pino, mentre a Fanna la comunità si è radunata presso la chiesetta di San Silvestro. Don Dario e don Alex hanno ricordato l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedicendo i rami di ulivo nelle mani dei presenti. <strong>Sotto lo stesso cielo di festa</strong>, le due processioni si sono messe in cammino verso le chiese rievocando lungo le strade il percorso verso la Città Santa.</p><h5><span style="color: #003300;"><strong>Dal rosso della Passione al silenzio del cuore</strong></span></h5><p>All’ingresso nelle chiese di San Remigio e di San Martino l’atmosfera è cambiata: il rosso dei paramenti liturgici ci ha subito richiamato alla mente il sacrificio imminente, in un silenzio carico di riflessione. Il cuore della celebrazione è stata la <strong>lettura della <em>Passio</em></strong>, un momento di <strong>forte intensità</strong> in cui il lungo racconto della sofferenza di Cristo è stato rivissuto a più voci. Attraverso queste parole siamo diventati partecipi del dramma del Calvario, vivendo il passaggio simbolico dalla gloria della palma al dolore della croce.</p><h5><span style="color: #003300;"><strong>Verso la Pasqua con un germoglio di Pace in ogni casa</strong></span></h5><p>Concluse le due sante messe ognuno ha portato a casa il proprio ramoscello benedetto, un piccolo testimone di pace e protezione. Questi rami, che nelle case diventeranno memoria quotidiana della vittoria della vita sulla morte, racchiudono un significato profondo: l’ulivo come segno di riconciliazione tra Dio e l’uomo, e la palma come emblema dell’ascesa verso la gloria celeste. Questi simboli accompagneranno le famiglie per tutto l’anno fino al Mercoledì delle Ceneri dell’anno successivo, quando verrano bruciati e daranno inizio a un nuovo ciclo di fede.</p>								</div>
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									<h5 data-path-to-node="4,0,0"><b data-path-to-node="4,0,0" data-index-in-node="0">Laboratorio di Pace</b>: <strong>l&#8217;ulivo che porta la gioia dei bambini </strong></h5><h6 data-path-to-node="4,0,0">In preparazione alla Domenica delle Palme, venerdì 27 marzo 2026, <strong>i bambini della quinta elementare</strong> si sono ritrovati insieme alle catechiste Federica e Valeria per un momento speciale. Con impegno e cura, hanno preparato i sacchetti e i mazzetti di ulivo destinati a tutta la comunità. È stato un vero dono vedere queste &#8220;piccole grandi mani&#8221; all&#8217;opera: sapere che dietro questo segno di pace c’è il loro lavoro ci riempie il cuore di gioia.</h6>								</div>
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		<title>&#8220;Sui Tuoi passi&#8221;&#8230; una chiamata che arde!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/veglia-giovani-vivaro-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 21:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Animatori]]></category>
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		<category><![CDATA[veglia Vivaro]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sui Suoi passi&#8221; ai nostri tempi&#8230; Venerdì 27 marzo alle ore 20.30, nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Vivaro si è svolta la Veglia Foraniale &#8220;Sui Tuoi passi&#8221;, organizzata dalla Consulta di Pastorale Giovanile di Maniago per gli adolescenti della zona; è stata l&#8217;occasione che ha fatto incrociare i percorsi di fede dei ragazzi di Vivaro, Basaldella, Tesis, Fanna e Cavasso&#8230; Eravamo un bel gruppetto, guidati da don Alex Didonè (cappellano di Maniago) con don Alex Da Silva Bernardo (parroco di Fanna e Cavasso) e don Giovanni Vendrame (parroco di Vivaro), il numero di persone contava poco rispetto all&#8217;atmosfera che si respirava&#8230; Quando la Croce è un &#8220;imprevisto&#8221; tra le mani L&#8217;incontro si è trasformato in una domanda che arde: quei passi compiuti duemila anni fa sotto il peso della croce, hanno ancora un senso vissuti con le nostre scarpe da ginnastica? Spesso siamo portati a pensare alla fede come a un insieme di vecchie abitudini, ma questa uscita notturna sotto le stelle ha ribaltato questa prospettiva&#8230; muovere i piedi e rimetterci davvero sui Suoi passi. Schegge di realtà condividendo il passo Il momento più intenso è nato da un frammento di legno. Tenere quella scheggia tra le mani è stata una sensazione spiazzante: un segno silenzioso che ci ricorda come la vita non sia una superficie liscia, ma un tragitto fatto di imprevisti che pungono e di fatiche che graffiano. Abbiamo camminato insieme nel buio, unendo i passi delle nostre parrocchie e scoprendo che la fede ha un significato diverso quando la vivi guardando negli occhi chi condivide le tue stesse ansie e speranze. Toccare la croce è stato come trovare un punto di contatto tra la storia di Gesù e i nostri pesi quotidiani, rendendo tutto molto attuale e umano. Fermarsi a scrivere, sulla spalla dell&#8217;altro&#8230; Fermarsi a scrivere sulla spalla di un amico è stato un gesto semplice che ci ha restituito il valore del sostegno reciproco e un modo per riscoprire la lentezza della riflessione interiore, in un tempo che ci chiede spesso velocità e prestazioni. Abbiamo riflettuto su chi ci aiuta davvero, su chi siano le persone di cui ci fidiamo ciecamente e su come, a volte, siamo chiamati a sostenere pesi non nostri. Abbiamo parlato di quegli incontri che cambiano la vita, di persone che muovono qualcosa dentro di noi e ci costringono a cambiare punto di vista. Tornare a casa con quella scheggia in tasca significa sapere che gli imprevisti arriveranno, ma che non serve abbattersi: abbiamo imparato che il segreto non è schivare la fatica, ma saper accogliere chi decide di camminarci accanto. Le parole che leggiamo in questo articolo sono il frutto dell’incontro tra i giovani di Fanna, Cavasso e Vivaro:GRAZIE RAGAZZI!!!Per averci regalato queste riflessioni così profonde: ci offrono uno sguardo prezioso sul vostro mondo e ci spingono a interrogarci, insieme a voi, su ciò che proviamo. I ragazzi di Fanna, Cavasso, Vivaro, Basaldella, Tesis]]></description>
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									<h6 data-path-to-node="2">Venerdì 27 marzo alle ore 20.30, nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Vivaro si è svolta la Veglia Foraniale <strong>&#8220;Sui Tuoi passi&#8221;</strong>, organizzata dalla Consulta di Pastorale Giovanile di Maniago per gli adolescenti della zona; è stata l&#8217;occasione che ha fatto incrociare i percorsi di fede dei ragazzi di Vivaro, Basaldella, Tesis, Fanna e Cavasso&#8230; Eravamo un bel gruppetto, guidati da don Alex Didonè (cappellano di Maniago) con don Alex Da Silva Bernardo (parroco di Fanna e Cavasso) e don Giovanni Vendrame (parroco di Vivaro), il numero di persone contava poco rispetto all&#8217;atmosfera che si respirava&#8230;</h6>								</div>
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		<title>Stabat Mater: la preghiera dell’anima che soffre</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/concerto-stabat-mater-2026-fanna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 22:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San Martino]]></category>
		<category><![CDATA[Concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Quaresima 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Stabat Mater]]></category>
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					<description><![CDATA[Fanna, il concerto corale che si rinnova ogni anno Lo scorso 13 marzo 2026, alle ore 21.45, la Chiesa di San Martino a Fanna ha ospitato il concerto Stabat Mater. L&#8217;evento, che si rinnova annualmente coinvolgendo formazioni corali sempre diverse, si conferma un appuntamento molto sentito e partecipato dall&#8217;intera comunità. Il canto della compassione Lo Stabat Mater, attribuito a Jacopone da Todi (XIII secolo), nasce come meditazione sul dolore di Maria sotto la croce. Attraverso i secoli, il testo ha trasformato una narrazione sacra in un’esperienza di vicinanza umana, in cui la sofferenza non è solo osservata, ma profondamente condivisa. L’interpretazione di Pergolesi Nel 1736, poco prima della sua prematura scomparsa, Giovanni Battista Pergolesi compose la celebre versione che ancora oggi commuove per la sua intensità. La forza dell’opera risiede nella scrittura trasparente e delicata: evitando toni pesanti, il dialogo tra le due voci conferisce al lutto una dimensione terrena e una profonda capacità di consolazione. Nella tradizione cattolica, il brano accompagna la contemplazione della Passione e i dolori di Maria, trovando spazio nei concerti quaresimali come momento di riflessione spirituale. Il viaggio musicale dell’Insieme Vocale Elastico Nato alla fine del 1999 per celebrare il nuovo millennio, l’Insieme Vocale Elastico evolve dall’esperienza dei The Black Sheep. Guidato dal maestro Fabrizio Fucile, il gruppo vanta una formazione variabile che unisce coristi di diversa estrazione, legati da stima e amicizia. Il loro vasto repertorio spazia dal barocco alla musica contemporanea (da Bach e Vivaldi a Ramirez). Tra le attività di maggior rilievo, l’ensemble si è distinto nell’esecuzione dello Stabat Mater di Pergolesi, presentato con successo a Roma in contesti prestigiosi come Santa Maria del Popolo e la Basilica di San Clemente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21984" class="elementor elementor-21984" data-elementor-post-type="post">
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									<h6><span style="color: #423299;">Lo scorso 13 marzo 2026, alle ore 21.45, la Chiesa di San Martino a Fanna ha ospitato il concerto <strong><i data-path-to-node="2,0" data-index-in-node="99">Stabat Mater</i>.</strong> L&#8217;evento, che si rinnova annualmente coinvolgendo formazioni corali sempre diverse, si conferma un appuntamento molto sentito e partecipato dall&#8217;intera comunità.</span></h6>								</div>
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									<p><strong>Il canto della compassione</strong></p><p>Lo <em>Stabat Mater</em>, attribuito a Jacopone da Todi (XIII secolo), nasce come meditazione sul dolore di Maria sotto la croce. Attraverso i secoli, il testo ha trasformato una narrazione sacra in un’esperienza di vicinanza umana, in cui la sofferenza non è solo osservata, ma profondamente condivisa.</p><p><strong>L’interpretazione di Pergolesi</strong></p><p>Nel 1736, poco prima della sua prematura scomparsa, Giovanni Battista Pergolesi compose la celebre versione che ancora oggi commuove per la sua intensità. La forza dell’opera risiede nella scrittura trasparente e delicata: evitando toni pesanti, il dialogo tra le due voci conferisce al lutto una dimensione terrena e una profonda capacità di consolazione. Nella tradizione cattolica, il brano accompagna la contemplazione della Passione e i dolori di Maria, trovando spazio nei concerti quaresimali come momento di riflessione spirituale.</p><p><strong>Il viaggio musicale dell’Insieme Vocale Elastico</strong></p><p>Nato alla fine del 1999 per celebrare il nuovo millennio, l’Insieme Vocale Elastico evolve dall’esperienza dei <em>The Black Sheep</em>. Guidato dal maestro Fabrizio Fucile, il gruppo vanta una formazione variabile che unisce coristi di diversa estrazione, legati da stima e amicizia. Il loro vasto repertorio spazia dal barocco alla musica contemporanea (da Bach e Vivaldi a Ramirez). Tra le attività di maggior rilievo, l’ensemble si è distinto nell’esecuzione dello <em>Stabat Mater</em> di Pergolesi, presentato con successo a Roma in contesti prestigiosi come Santa Maria del Popolo e la Basilica di San Clemente.</p>								</div>
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		<title>Dalle Ceneri&#8230; attraversare l’essenziale</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/ceneri-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 22:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizio della Quaresima con il rito delle Ceneri Mercoledì 18 febbraio le nostre due comunità , assieme ai parroci don Alex e da don Dario, hanno dato inizio al cammino quaresimale, un periodo di cinque settimane di riflessione e preparazione. Durante le celebrazioni liturgiche, si è svolto il rito dell’imposizione delle ceneri. Le Sante Messe e la Benedizione sono state celebrate in due momenti distinti, per dare maggiore possibilità di partecipazione ai fedeli: alle ore 18.00 in Chiesa di San Martino a Fanna e alle ore 20.00 in Chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo. Le ceneri come punto di partenza, il deserto come percorso, la Pasqua come meta. Il rito delle Ceneri segna l&#8217;inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. È un segno importante nella sua semplicità: un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte, accompagnato da un invito alla riflessione sulla fragilità umana e con il desiderio di un passaggio interiore, per riportarci all&#8217;umiltà.   Attraversare l’essenziale Il “deserto” quaresimale non è un luogo fisico, ma uno stato dell&#8217;anima: un percorso funzionale per ridurre il superfluo e riscoprire ciò che conta davvero. LA PRATICA DEL “TOGLIERE&#8221;Attraversare il deserto oggi significa sottrarre invece di accumulare&#8230; Silenzio contro chiasso. Spegnere il rumore esterno per tornare ad ascoltare la propria voce interiore e i propri pensieri. Leggerezza contro peso. Abbandonare gli &#8220;zaini pesanti&#8221; che portiamo ogni giorno, come l&#8217;ansia da prestazione, il bisogno di possesso e la dipendenza dal giudizio altrui. Il senso del cammino (40 Giorni) Il tempo del deserto è un intervallo, tra una fine e un inizio&#8230; Fragilità come partenza. Se la cenere ci ricorda che tutto finisce, il deserto ci insegna l&#8217;umiltà. Nell&#8217;assenza scopriamo il notro bisogno vitale di relazioni umane. Perdono come ristoro. In un luogo arido, il perdono non è un concetto astratto, ma  una necessità biologica, come all&#8217;acqua per l&#8217;assetato.   Comprendere cosa serve davvero Attraversare il deserto ha senso solo in funzione della meta finale&#8230; Lasciare andare. Se la cenere è il coraggio di ammettere che qualcosa in noi deve morire, il deserto è il tempo pratico e spirituale per separarsene. La Pasqua della consapevolezza. Si esce dal deserto diversi da come si è entrati. La Resurrezione è la scoperta che, una volta tolto tutto ciò che pesa, resta in noi solo ciò che non muore&#8230; Curiosità e aspetti poco noti Un riciclo sacro La cenere utilizzata ha un&#8217;origine suggestiva: si ottiene bruciando i rami d&#8217;ulivo o di palma benedetti la Domenica delle Palme dell&#8217;anno precedente. Ciò che un tempo era segno di trionfo e festa diventa polvere, ricordandoci che la gloria terrena è passeggera, mentre l&#8217;amore resta. Una piccola riflessione La cenere è ciò che resta quando il fuoco ha bruciato tutto il superfluo&#8230; Riceverla significa accogliere la possibilità di vivere nell&#8217;essenziale: la Quaresima.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21193" class="elementor elementor-21193" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Inizio della Quaresima con il rito delle Ceneri</h3>				</div>
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									<h6><strong>Mercoledì 18 febbraio</strong> le nostre due comunità , assieme ai parroci</h6><h6>don Alex e da don Dario, hanno dato inizio al cammino quaresimale, un periodo di cinque settimane di riflessione e preparazione. Durante le celebrazioni liturgiche, si è svolto il rito dell’<strong>imposizione delle ceneri</strong>.</h6><h6>Le Sante Messe e la Benedizione sono state celebrate in due momenti distinti, per dare maggiore possibilità di partecipazione ai fedeli: alle ore 18.00 in Chiesa di San Martino a Fanna e alle ore 20.00 in Chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo.</h6>								</div>
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									<p><span style="color: #963896;"><strong>Il rito delle Ceneri segna l&#8217;inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. È un segno importante nella sua semplicità: un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte, accompagnato da un invito alla riflessione sulla fragilità umana e con il desiderio di un passaggio interiore, per riportarci all&#8217;umiltà.</strong></span></p><h5> </h5><h5><span style="color: #800080;"><strong>Attraversare l’essenziale</strong></span></h5><p>Il “deserto” quaresimale non è un luogo fisico, ma uno stato dell&#8217;anima: un percorso funzionale per ridurre il superfluo e riscoprire ciò che conta davvero.</p><p><strong>LA PRATICA DEL “TOGLIERE&#8221;</strong><br />Attraversare il deserto oggi significa sottrarre invece di accumulare&#8230;</p><p><strong>Silenzio contro chiasso.</strong> Spegnere il rumore esterno per tornare ad ascoltare la propria voce interiore e i propri pensieri.</p><p><strong>Leggerezza contro peso.</strong> Abbandonare gli &#8220;zaini pesanti&#8221; che portiamo ogni giorno, come l&#8217;ansia da prestazione, il bisogno di possesso e la dipendenza dal giudizio altrui.</p>								</div>
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									<h5><span style="color: #800080;"><strong>Il senso del cammino (40 Giorni)</strong></span></h5><p>Il tempo del deserto è un intervallo, tra una fine e un inizio&#8230;</p><p><strong>Fragilità come partenza.</strong> Se la cenere ci ricorda che tutto finisce, il deserto ci insegna l&#8217;umiltà. Nell&#8217;assenza scopriamo il notro bisogno vitale di relazioni umane.</p><p><strong>Perdono come ristoro.</strong> In un luogo arido, il perdono non è un concetto astratto, ma  una necessità biologica, come all&#8217;acqua per l&#8217;assetato.</p><p> </p><h5><span style="color: #800080;"><strong>Comprendere cosa serve davvero</strong></span></h5><p>Attraversare il deserto ha senso solo in funzione della meta finale&#8230;</p><p><strong>Lasciare andare.</strong> Se la cenere è il coraggio di ammettere che qualcosa in noi deve morire, il deserto è il tempo pratico e spirituale per separarsene.</p><p><strong>La Pasqua della consapevolezza.</strong> Si esce dal deserto diversi da come si è entrati. La Resurrezione è la scoperta che, una volta tolto tutto ciò che pesa, resta in noi solo ciò che non muore&#8230;</p>								</div>
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									<h5><span style="color: #662066;"><strong>Curiosità e aspetti poco noti</strong></span></h5><p><strong>Un riciclo sacro</strong></p><p>La cenere utilizzata ha un&#8217;origine suggestiva: si ottiene bruciando i <strong>rami d&#8217;ulivo o di palma</strong> benedetti la Domenica delle Palme dell&#8217;anno precedente. Ciò che un tempo era segno di trionfo e festa diventa polvere, ricordandoci che la gloria terrena è passeggera, mentre l&#8217;amore resta.</p><p><strong>Una piccola riflessione</strong></p><p>La cenere è ciò che resta quando il fuoco ha bruciato tutto il superfluo&#8230; Riceverla significa accogliere la possibilità di vivere nell&#8217;essenziale: la Quaresima.</p>								</div>
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		<title>Fanna &#038; Cavasso, Carnevale da spasso!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/carnevale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 21:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Metti in maschera l&#8217;allegria: un pomeriggio tra amici e colori 🌈 Cosa succede al lunedì “grasso” se unisci due parrocchie e tante maschere? Una festa di colori e sapori!! Era lunedì 16 febbraio, quando la Sala Arcobaleno si è riempita di allegria per un pomeriggio fuori dagli schemi e dagli schermi&#8230; Peace&#38;Love e SuperDonAlex! Lo staff in stile Hippie anni &#8217;70 e il grande Don Alex, che ha un vero superpotere: conosce i nomi di tutti i bambini, uno per uno! (Cosa non scontata! ). In console il giovanissimo DJ Alex, che ha fatto ballare tutti! Sfilata con&#8230; abbuffata di premi La giuria ha dovuto scegliere i vincitori tra: Le maschere più originali e quelle più spaventose  I costumi più buffi e quelli storici  Le coppie e i gruppi più affiatati!  Il premio per tutti, caramelle e cioccolatini! Il sapore dolce dell&#8217;amicizia  Grazie mamme &#38; Grazie comunità: mentre i piccoli si scatenavano, noi ci siamo goduti un momento di chiacchiere e patatine e dolci spettacolari preparati dalle nostre super mamme. È stato bellissimo vedere le comunità unite in un clima di amicizia e semplicità. Un abbraccio agli animatori Grazie per l&#8217;impegno e per aver reso tutto perfetto. I bambini (e anche i ragazzi!) si sono divertiti un mondo. Siamo già pronti per la prossima?!?&#8230; Nelle foto sopra e sotto Don Alex assieme allo staff e agli animatori, tutti in stile Hippie]]></description>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Metti in maschera l'allegria: un pomeriggio tra amici e colori <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f308.png" alt="🌈" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h3>				</div>
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									<h5><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f370.svg" alt="&#x1f370;" /> <span style="color: #ff8800;"><strong>Il sapore dolce dell&#8217;amicizia </strong></span></h5><p><strong>Grazie mamme &amp; Grazie comunità: </strong>mentre i piccoli si scatenavano, noi ci siamo goduti un momento di chiacchiere e patatine e dolci spettacolari preparati dalle nostre super mamme. È stato bellissimo vedere le comunità unite in un clima di amicizia e semplicità.</p><h5><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/2764.svg" alt="&#x2764;" /><span style="color: #ff0000;"><strong> Un abbraccio agli animatori</strong></span></h5><p>Grazie per l&#8217;impegno e per aver reso tutto perfetto. I bambini (e anche i ragazzi!) si sono divertiti un mondo.</p><p><em><strong>Siamo già pronti per la prossima?!?&#8230;</strong><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f609.svg" alt="&#x1f609;" /></em></p>								</div>
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									<p><em>Nelle foto sopra e sotto Don Alex assieme allo staff e agli animatori, tutti in stile Hippie</em></p>								</div>
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		<title>San Biagio, protettore di gola e verità</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/san-biagio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione delle gola]]></category>
		<category><![CDATA[Candele incorciate]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa San Martino]]></category>
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		<category><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
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					<description><![CDATA[San Biagio: un incrocio di protezioni Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona. San Biagio: medico, vescovo, martire Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di &#8220;arma divina&#8221;: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù. L’eremita e il legame con gli animali Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla protezione che offriva agli animali, lo portarono dal governatore. I miracoli della gola e della gratitudine Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il miracolo della gola: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere mele e candele, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico. Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza Nonostante le torture inflitte con i pettini di ferro (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche protettore di cardatori, lanaioli e tessitori. La tradizione e il passaggio di stagione Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono. Non voi infatti aiuterete a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che è in voi. — Matteo 10,20]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21031" class="elementor elementor-21031" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">San Biagio: un incrocio di protezioni
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									<h6><span style="color: #c40000;"><strong>Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona.</strong></span></h6>								</div>
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					<h5 class="elementor-heading-title elementor-size-default">San Biagio: medico, vescovo, martire</h5>				</div>
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									<h5><span style="color: #a80000;">Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura</span></h5><p><span style="color: #636161;">Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di <strong>&#8220;arma divina&#8221;</strong>: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">L’eremita e il legame con gli animali</span></h5><p><span style="color: #636161;">Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla <strong>protezione che offriva agli animali</strong>, lo portarono dal governatore.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">I miracoli della gola e della gratitudine</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il <span style="text-decoration: underline;">miracolo della gola</span>: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il <strong>protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio</strong>. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere <span style="text-decoration: underline;">mele e candele</span>, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza</span></h5><p><span style="color: #636161;">Nonostante le torture inflitte con i <span style="text-decoration: underline;">pettini di ferro</span> (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche <strong>protettore di cardatori, lanaioli e tessitori</strong>.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">La tradizione e il passaggio di stagione</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: <strong>il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione</strong> che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di <strong>usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità</strong>, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono.</span></p>								</div>
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				Non voi infatti aiuterete a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che è in voi.			</p>
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											<cite class="elementor-blockquote__author">— Matteo 10,20</cite>
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