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	<title>Eventi &#8211; Parrocchie Cavasso Fanna</title>
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		<title>Gloria e Passione, le Palme aprono al silenzio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 20:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Verso la Settimana Santa Sotto lo stesso cielo&#8230; l’ingresso festoso La Domenica delle Palme a Cavasso e Fanna è stata una celebrazione molto partecipata che ha segnato l&#8217;apertura della Settimana Santa. A Cavasso i fedeli si sono ritrovati nella Piazza del Pino, mentre a Fanna la comunità si è radunata presso la chiesetta di San Silvestro. Don Dario e don Alex hanno ricordato l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedicendo i rami di ulivo nelle mani dei presenti. Sotto lo stesso cielo di festa, le due processioni si sono messe in cammino verso le chiese rievocando lungo le strade il percorso verso la Città Santa. Dal rosso della Passione al silenzio del cuore All’ingresso nelle chiese di San Remigio e di San Martino l’atmosfera è cambiata: il rosso dei paramenti liturgici ci ha subito richiamato alla mente il sacrificio imminente, in un silenzio carico di riflessione. Il cuore della celebrazione è stata la lettura della Passio, un momento di forte intensità in cui il lungo racconto della sofferenza di Cristo è stato rivissuto a più voci. Attraverso queste parole siamo diventati partecipi del dramma del Calvario, vivendo il passaggio simbolico dalla gloria della palma al dolore della croce. Verso la Pasqua con un germoglio di Pace in ogni casa Concluse le due sante messe ognuno ha portato a casa il proprio ramoscello benedetto, un piccolo testimone di pace e protezione. Questi rami, che nelle case diventeranno memoria quotidiana della vittoria della vita sulla morte, racchiudono un significato profondo: l’ulivo come segno di riconciliazione tra Dio e l’uomo, e la palma come emblema dell’ascesa verso la gloria celeste. Questi simboli accompagneranno le famiglie per tutto l’anno fino al Mercoledì delle Ceneri dell’anno successivo, quando verrano bruciati e daranno inizio a un nuovo ciclo di fede. Laboratorio di Pace: l&#8217;ulivo che porta la gioia dei bambini In preparazione alla Domenica delle Palme, venerdì 27 marzo 2026, i bambini della quinta elementare si sono ritrovati insieme alle catechiste Federica e Valeria per un momento speciale. Con impegno e cura, hanno preparato i sacchetti e i mazzetti di ulivo destinati a tutta la comunità. È stato un vero dono vedere queste &#8220;piccole grandi mani&#8221; all&#8217;opera: sapere che dietro questo segno di pace c’è il loro lavoro ci riempie il cuore di gioia.]]></description>
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									<h5><span style="color: #003300;"><strong>Sotto lo stesso cielo&#8230; l’ingresso festoso </strong></span></h5><p>La Domenica delle Palme a Cavasso e Fanna è stata una celebrazione molto partecipata che ha segnato l&#8217;apertura della Settimana Santa.</p><p>A Cavasso i fedeli si sono ritrovati nella Piazza del Pino, mentre a Fanna la comunità si è radunata presso la chiesetta di San Silvestro. Don Dario e don Alex hanno ricordato l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedicendo i rami di ulivo nelle mani dei presenti. <strong>Sotto lo stesso cielo di festa</strong>, le due processioni si sono messe in cammino verso le chiese rievocando lungo le strade il percorso verso la Città Santa.</p><h5><span style="color: #003300;"><strong>Dal rosso della Passione al silenzio del cuore</strong></span></h5><p>All’ingresso nelle chiese di San Remigio e di San Martino l’atmosfera è cambiata: il rosso dei paramenti liturgici ci ha subito richiamato alla mente il sacrificio imminente, in un silenzio carico di riflessione. Il cuore della celebrazione è stata la <strong>lettura della <em>Passio</em></strong>, un momento di <strong>forte intensità</strong> in cui il lungo racconto della sofferenza di Cristo è stato rivissuto a più voci. Attraverso queste parole siamo diventati partecipi del dramma del Calvario, vivendo il passaggio simbolico dalla gloria della palma al dolore della croce.</p><h5><span style="color: #003300;"><strong>Verso la Pasqua con un germoglio di Pace in ogni casa</strong></span></h5><p>Concluse le due sante messe ognuno ha portato a casa il proprio ramoscello benedetto, un piccolo testimone di pace e protezione. Questi rami, che nelle case diventeranno memoria quotidiana della vittoria della vita sulla morte, racchiudono un significato profondo: l’ulivo come segno di riconciliazione tra Dio e l’uomo, e la palma come emblema dell’ascesa verso la gloria celeste. Questi simboli accompagneranno le famiglie per tutto l’anno fino al Mercoledì delle Ceneri dell’anno successivo, quando verrano bruciati e daranno inizio a un nuovo ciclo di fede.</p>								</div>
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		<title>&#8220;Sui Tuoi passi&#8221;&#8230; una chiamata che arde!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 21:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Animatori]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sui Suoi passi&#8221; ai nostri tempi&#8230; Venerdì 27 marzo alle ore 20.30, nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Vivaro si è svolta la Veglia Foraniale &#8220;Sui Tuoi passi&#8221;, organizzata dalla Consulta di Pastorale Giovanile di Maniago per gli adolescenti della zona; è stata l&#8217;occasione che ha fatto incrociare i percorsi di fede dei ragazzi di Vivaro, Basaldella, Tesis, Fanna e Cavasso&#8230; Eravamo un bel gruppetto, guidati da don Alex Didonè (cappellano di Maniago) con don Alex Da Silva Bernardo (parroco di Fanna e Cavasso) e don Giovanni Vendrame (parroco di Vivaro), il numero di persone contava poco rispetto all&#8217;atmosfera che si respirava&#8230; Quando la Croce è un &#8220;imprevisto&#8221; tra le mani L&#8217;incontro si è trasformato in una domanda che arde: quei passi compiuti duemila anni fa sotto il peso della croce, hanno ancora un senso vissuti con le nostre scarpe da ginnastica? Spesso siamo portati a pensare alla fede come a un insieme di vecchie abitudini, ma questa uscita notturna sotto le stelle ha ribaltato questa prospettiva&#8230; muovere i piedi e rimetterci davvero sui Suoi passi. Schegge di realtà condividendo il passo Il momento più intenso è nato da un frammento di legno. Tenere quella scheggia tra le mani è stata una sensazione spiazzante: un segno silenzioso che ci ricorda come la vita non sia una superficie liscia, ma un tragitto fatto di imprevisti che pungono e di fatiche che graffiano. Abbiamo camminato insieme nel buio, unendo i passi delle nostre parrocchie e scoprendo che la fede ha un significato diverso quando la vivi guardando negli occhi chi condivide le tue stesse ansie e speranze. Toccare la croce è stato come trovare un punto di contatto tra la storia di Gesù e i nostri pesi quotidiani, rendendo tutto molto attuale e umano. Fermarsi a scrivere, sulla spalla dell&#8217;altro&#8230; Fermarsi a scrivere sulla spalla di un amico è stato un gesto semplice che ci ha restituito il valore del sostegno reciproco e un modo per riscoprire la lentezza della riflessione interiore, in un tempo che ci chiede spesso velocità e prestazioni. Abbiamo riflettuto su chi ci aiuta davvero, su chi siano le persone di cui ci fidiamo ciecamente e su come, a volte, siamo chiamati a sostenere pesi non nostri. Abbiamo parlato di quegli incontri che cambiano la vita, di persone che muovono qualcosa dentro di noi e ci costringono a cambiare punto di vista. Tornare a casa con quella scheggia in tasca significa sapere che gli imprevisti arriveranno, ma che non serve abbattersi: abbiamo imparato che il segreto non è schivare la fatica, ma saper accogliere chi decide di camminarci accanto. Le parole che leggiamo in questo articolo sono il frutto dell’incontro tra i giovani di Fanna, Cavasso e Vivaro:GRAZIE RAGAZZI!!!Per averci regalato queste riflessioni così profonde: ci offrono uno sguardo prezioso sul vostro mondo e ci spingono a interrogarci, insieme a voi, su ciò che proviamo. I ragazzi di Fanna, Cavasso, Vivaro, Basaldella, Tesis]]></description>
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									<div id="model-response-message-contentr_348c7fc33f87da95" class="markdown markdown-main-panel enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false"><div id="model-response-message-contentr_3a0bbc0165be5d28" class="markdown markdown-main-panel enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false"><div id="model-response-message-contentr_b09f1e019d50afb8" class="markdown markdown-main-panel enable-updated-hr-color" dir="ltr" aria-live="polite" aria-busy="false"><p data-path-to-node="4">L&#8217;incontro si è trasformato in una domanda che arde: quei passi compiuti duemila anni fa sotto il peso della croce, hanno ancora un senso vissuti con le nostre scarpe da ginnastica? Spesso siamo portati a pensare alla fede come a un insieme di vecchie abitudini, ma questa uscita notturna sotto le stelle ha ribaltato questa prospettiva&#8230; muovere i piedi e rimetterci davvero <em>sui Suoi passi</em>.</p></div><h5 data-path-to-node="5">Schegge di realtà condividendo il passo</h5><p data-path-to-node="6">Il momento più intenso è nato da un frammento di legno. Tenere quella scheggia tra le mani è stata una sensazione spiazzante: un segno silenzioso che ci ricorda come la vita non sia una superficie liscia, ma un tragitto fatto di imprevisti che pungono e di fatiche che graffiano. Abbiamo camminato insieme nel buio, unendo i passi delle nostre parrocchie e scoprendo che la fede ha un significato diverso quando la vivi guardando negli occhi chi condivide le tue stesse ansie e speranze. Toccare la croce è stato come trovare un punto di contatto tra la storia di Gesù e i nostri pesi quotidiani, rendendo tutto molto attuale e umano.</p><h5 data-path-to-node="7">Fermarsi a scrivere, sulla spalla dell&#8217;altro&#8230;</h5><p data-path-to-node="8">Fermarsi a scrivere sulla spalla di un amico è stato un gesto semplice che ci ha restituito il valore del sostegno reciproco e un modo per riscoprire la lentezza della riflessione interiore, in un tempo che ci chiede spesso velocità e prestazioni. Abbiamo riflettuto su chi ci aiuta davvero, su chi siano le persone di cui ci fidiamo ciecamente e su come, a volte, siamo chiamati a sostenere pesi non nostri. Abbiamo parlato di quegli incontri che cambiano la vita, di persone che muovono qualcosa dentro di noi e ci costringono a cambiare punto di vista.</p><blockquote data-path-to-node="9"><p data-path-to-node="9,0"><em>Tornare a casa con quella scheggia in tasca significa sapere che gli imprevisti arriveranno, ma che non serve abbattersi: abbiamo imparato che il segreto non è schivare la fatica, ma saper accogliere chi decide di camminarci accanto.</em></p></blockquote></div></div>								</div>
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									<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong><span style="color: #999999;">Le parole che leggiamo in questo articolo sono il frutto dell’incontro tra i giovani di Fanna, Cavasso e Vivaro:</span><br /><span style="color: #ff0000;">GRAZIE RAGAZZI!!!</span><br />Per averci regalato queste riflessioni così profonde: ci offrono uno sguardo prezioso sul vostro mondo e ci spingono a interrogarci, insieme a voi, su ciò che proviamo.</strong></span></p>								</div>
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									<p style="text-align: right;"><em>I ragazzi di Fanna, Cavasso, Vivaro, Basaldella, Tesis</em></p>								</div>
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		<title>Dalle Ceneri&#8230; attraversare l’essenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 22:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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		<category><![CDATA[Le Ceneri]]></category>
		<category><![CDATA[Quaresima]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizio della Quaresima con il rito delle Ceneri Mercoledì 18 febbraio le nostre due comunità , assieme ai parroci don Alex e da don Dario, hanno dato inizio al cammino quaresimale, un periodo di cinque settimane di riflessione e preparazione. Durante le celebrazioni liturgiche, si è svolto il rito dell’imposizione delle ceneri. Le Sante Messe e la Benedizione sono state celebrate in due momenti distinti, per dare maggiore possibilità di partecipazione ai fedeli: alle ore 18.00 in Chiesa di San Martino a Fanna e alle ore 20.00 in Chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo. Le ceneri come punto di partenza, il deserto come percorso, la Pasqua come meta. Il rito delle Ceneri segna l&#8217;inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. È un segno importante nella sua semplicità: un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte, accompagnato da un invito alla riflessione sulla fragilità umana e con il desiderio di un passaggio interiore, per riportarci all&#8217;umiltà.   Attraversare l’essenziale Il “deserto” quaresimale non è un luogo fisico, ma uno stato dell&#8217;anima: un percorso funzionale per ridurre il superfluo e riscoprire ciò che conta davvero. LA PRATICA DEL “TOGLIERE&#8221;Attraversare il deserto oggi significa sottrarre invece di accumulare&#8230; Silenzio contro chiasso. Spegnere il rumore esterno per tornare ad ascoltare la propria voce interiore e i propri pensieri. Leggerezza contro peso. Abbandonare gli &#8220;zaini pesanti&#8221; che portiamo ogni giorno, come l&#8217;ansia da prestazione, il bisogno di possesso e la dipendenza dal giudizio altrui. Il senso del cammino (40 Giorni) Il tempo del deserto è un intervallo, tra una fine e un inizio&#8230; Fragilità come partenza. Se la cenere ci ricorda che tutto finisce, il deserto ci insegna l&#8217;umiltà. Nell&#8217;assenza scopriamo il notro bisogno vitale di relazioni umane. Perdono come ristoro. In un luogo arido, il perdono non è un concetto astratto, ma  una necessità biologica, come all&#8217;acqua per l&#8217;assetato.   Comprendere cosa serve davvero Attraversare il deserto ha senso solo in funzione della meta finale&#8230; Lasciare andare. Se la cenere è il coraggio di ammettere che qualcosa in noi deve morire, il deserto è il tempo pratico e spirituale per separarsene. La Pasqua della consapevolezza. Si esce dal deserto diversi da come si è entrati. La Resurrezione è la scoperta che, una volta tolto tutto ciò che pesa, resta in noi solo ciò che non muore&#8230; Curiosità e aspetti poco noti Un riciclo sacro La cenere utilizzata ha un&#8217;origine suggestiva: si ottiene bruciando i rami d&#8217;ulivo o di palma benedetti la Domenica delle Palme dell&#8217;anno precedente. Ciò che un tempo era segno di trionfo e festa diventa polvere, ricordandoci che la gloria terrena è passeggera, mentre l&#8217;amore resta. Una piccola riflessione La cenere è ciò che resta quando il fuoco ha bruciato tutto il superfluo&#8230; Riceverla significa accogliere la possibilità di vivere nell&#8217;essenziale: la Quaresima.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21193" class="elementor elementor-21193" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Inizio della Quaresima con il rito delle Ceneri</h3>				</div>
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									<h6><strong>Mercoledì 18 febbraio</strong> le nostre due comunità , assieme ai parroci</h6><h6>don Alex e da don Dario, hanno dato inizio al cammino quaresimale, un periodo di cinque settimane di riflessione e preparazione. Durante le celebrazioni liturgiche, si è svolto il rito dell’<strong>imposizione delle ceneri</strong>.</h6><h6>Le Sante Messe e la Benedizione sono state celebrate in due momenti distinti, per dare maggiore possibilità di partecipazione ai fedeli: alle ore 18.00 in Chiesa di San Martino a Fanna e alle ore 20.00 in Chiesa di San Remigio a Cavasso Nuovo.</h6>								</div>
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					<h6 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Le ceneri come punto di partenza, il deserto come percorso, la Pasqua come meta.</h6>				</div>
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									<p><span style="color: #963896;"><strong>Il rito delle Ceneri segna l&#8217;inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. È un segno importante nella sua semplicità: un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte, accompagnato da un invito alla riflessione sulla fragilità umana e con il desiderio di un passaggio interiore, per riportarci all&#8217;umiltà.</strong></span></p><h5> </h5><h5><span style="color: #800080;"><strong>Attraversare l’essenziale</strong></span></h5><p>Il “deserto” quaresimale non è un luogo fisico, ma uno stato dell&#8217;anima: un percorso funzionale per ridurre il superfluo e riscoprire ciò che conta davvero.</p><p><strong>LA PRATICA DEL “TOGLIERE&#8221;</strong><br />Attraversare il deserto oggi significa sottrarre invece di accumulare&#8230;</p><p><strong>Silenzio contro chiasso.</strong> Spegnere il rumore esterno per tornare ad ascoltare la propria voce interiore e i propri pensieri.</p><p><strong>Leggerezza contro peso.</strong> Abbandonare gli &#8220;zaini pesanti&#8221; che portiamo ogni giorno, come l&#8217;ansia da prestazione, il bisogno di possesso e la dipendenza dal giudizio altrui.</p>								</div>
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									<h5><span style="color: #800080;"><strong>Il senso del cammino (40 Giorni)</strong></span></h5><p>Il tempo del deserto è un intervallo, tra una fine e un inizio&#8230;</p><p><strong>Fragilità come partenza.</strong> Se la cenere ci ricorda che tutto finisce, il deserto ci insegna l&#8217;umiltà. Nell&#8217;assenza scopriamo il notro bisogno vitale di relazioni umane.</p><p><strong>Perdono come ristoro.</strong> In un luogo arido, il perdono non è un concetto astratto, ma  una necessità biologica, come all&#8217;acqua per l&#8217;assetato.</p><p> </p><h5><span style="color: #800080;"><strong>Comprendere cosa serve davvero</strong></span></h5><p>Attraversare il deserto ha senso solo in funzione della meta finale&#8230;</p><p><strong>Lasciare andare.</strong> Se la cenere è il coraggio di ammettere che qualcosa in noi deve morire, il deserto è il tempo pratico e spirituale per separarsene.</p><p><strong>La Pasqua della consapevolezza.</strong> Si esce dal deserto diversi da come si è entrati. La Resurrezione è la scoperta che, una volta tolto tutto ciò che pesa, resta in noi solo ciò che non muore&#8230;</p>								</div>
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									<h5><span style="color: #662066;"><strong>Curiosità e aspetti poco noti</strong></span></h5><p><strong>Un riciclo sacro</strong></p><p>La cenere utilizzata ha un&#8217;origine suggestiva: si ottiene bruciando i <strong>rami d&#8217;ulivo o di palma</strong> benedetti la Domenica delle Palme dell&#8217;anno precedente. Ciò che un tempo era segno di trionfo e festa diventa polvere, ricordandoci che la gloria terrena è passeggera, mentre l&#8217;amore resta.</p><p><strong>Una piccola riflessione</strong></p><p>La cenere è ciò che resta quando il fuoco ha bruciato tutto il superfluo&#8230; Riceverla significa accogliere la possibilità di vivere nell&#8217;essenziale: la Quaresima.</p>								</div>
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		<title>Fanna &#038; Cavasso, Carnevale da spasso!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/carnevale-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 21:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Metti in maschera l&#8217;allegria: un pomeriggio tra amici e colori 🌈 Cosa succede al lunedì “grasso” se unisci due parrocchie e tante maschere? Una festa di colori e sapori!! Era lunedì 16 febbraio, quando la Sala Arcobaleno si è riempita di allegria per un pomeriggio fuori dagli schemi e dagli schermi&#8230; Peace&#38;Love e SuperDonAlex! Lo staff in stile Hippie anni &#8217;70 e il grande Don Alex, che ha un vero superpotere: conosce i nomi di tutti i bambini, uno per uno! (Cosa non scontata! ). In console il giovanissimo DJ Alex, che ha fatto ballare tutti! Sfilata con&#8230; abbuffata di premi La giuria ha dovuto scegliere i vincitori tra: Le maschere più originali e quelle più spaventose  I costumi più buffi e quelli storici  Le coppie e i gruppi più affiatati!  Il premio per tutti, caramelle e cioccolatini! Il sapore dolce dell&#8217;amicizia  Grazie mamme &#38; Grazie comunità: mentre i piccoli si scatenavano, noi ci siamo goduti un momento di chiacchiere e patatine e dolci spettacolari preparati dalle nostre super mamme. È stato bellissimo vedere le comunità unite in un clima di amicizia e semplicità. Un abbraccio agli animatori Grazie per l&#8217;impegno e per aver reso tutto perfetto. I bambini (e anche i ragazzi!) si sono divertiti un mondo. Siamo già pronti per la prossima?!?&#8230; Nelle foto sopra e sotto Don Alex assieme allo staff e agli animatori, tutti in stile Hippie]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21187" class="elementor elementor-21187" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Metti in maschera l'allegria: un pomeriggio tra amici e colori <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f308.png" alt="🌈" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h3>				</div>
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									<h5><span style="color: #ff8800;"><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/262e.svg" alt="&#x262e;" /><strong> Peace&amp;Love e <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f9b8-1f3fd-200d-2642-fe0f.svg" alt="&#x1f9b8;&#x1f3fd;&#x200d;&#x2642;" /></strong><strong>SuperDonAlex!</strong></span></h5><p>Lo <strong>staff in stile Hippie </strong>anni &#8217;70 <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/270c.svg" alt="&#x270c;" /> e il grande <strong>Don Alex</strong>, che ha un vero superpotere: conosce i nomi di tutti i bambini, uno per uno! (Cosa non scontata! <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f64c.svg" alt="&#x1f64c;" />). In console il giovanissimo <strong>DJ Alex</strong>, che ha fatto ballare tutti! <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f3b6.svg" alt="&#x1f3b6;" /></p><h5><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f3c6.svg" alt="&#x1f3c6;" /> <span style="color: #ff0000;"><strong>Sfilata con&#8230; abbuffata di premi</strong></span></h5><p>La giuria ha dovuto scegliere i vincitori tra:</p><ul><li>Le maschere più originali e quelle più spaventose </li><li>I costumi più buffi e quelli storici </li><li>Le coppie e i gruppi più affiatati! </li></ul><p>Il premio per tutti, caramelle e cioccolatini! <img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f36c.svg" alt="&#x1f36c;" /><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f36b.svg" alt="&#x1f36b;" /></p>								</div>
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									<h5><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f370.svg" alt="&#x1f370;" /> <span style="color: #ff8800;"><strong>Il sapore dolce dell&#8217;amicizia </strong></span></h5><p><strong>Grazie mamme &amp; Grazie comunità: </strong>mentre i piccoli si scatenavano, noi ci siamo goduti un momento di chiacchiere e patatine e dolci spettacolari preparati dalle nostre super mamme. È stato bellissimo vedere le comunità unite in un clima di amicizia e semplicità.</p><h5><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/2764.svg" alt="&#x2764;" /><span style="color: #ff0000;"><strong> Un abbraccio agli animatori</strong></span></h5><p>Grazie per l&#8217;impegno e per aver reso tutto perfetto. I bambini (e anche i ragazzi!) si sono divertiti un mondo.</p><p><em><strong>Siamo già pronti per la prossima?!?&#8230;</strong><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f609.svg" alt="&#x1f609;" /></em></p>								</div>
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									<p><em>Nelle foto sopra e sotto Don Alex assieme allo staff e agli animatori, tutti in stile Hippie</em></p>								</div>
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		<title>San Biagio, protettore di gola e verità</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/san-biagio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione delle gola]]></category>
		<category><![CDATA[Candele incorciate]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa San Martino]]></category>
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		<category><![CDATA[San Biagio]]></category>
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					<description><![CDATA[San Biagio: un incrocio di protezioni Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona. San Biagio: medico, vescovo, martire Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di &#8220;arma divina&#8221;: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù. L’eremita e il legame con gli animali Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla protezione che offriva agli animali, lo portarono dal governatore. I miracoli della gola e della gratitudine Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il miracolo della gola: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere mele e candele, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico. Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza Nonostante le torture inflitte con i pettini di ferro (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche protettore di cardatori, lanaioli e tessitori. La tradizione e il passaggio di stagione Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono. Non voi infatti aiuterete a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che è in voi. — Matteo 10,20]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21031" class="elementor elementor-21031" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">San Biagio: un incrocio di protezioni
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									<h6><span style="color: #c40000;"><strong>Luce e devozione si sono intrecciate nella chiesa di San Martino in occasione di San Biagio. La messa delle ore 18:00 celebrata da don Adrian, ha unito le nostre due comunità in un clima di preghiera, rinnovando la tradizione della benedizione della gola, un rito antico e sempre molto caro alla nostra zona.</strong></span></h6>								</div>
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					<h5 class="elementor-heading-title elementor-size-default">San Biagio: medico, vescovo, martire</h5>				</div>
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									<h5><span style="color: #a80000;">Un&#8217;arma divina: tra storia, scienza, fede e cura</span></h5><p><span style="color: #636161;">Vissuto nel IV secolo a Sebaste, nell’antica Armenia, Biagio rappresenta un collegamento tra realtà documentata e devozione. Medico stimato prima di diventare Vescovo, il suo nome evocava già una missione di <strong>&#8220;arma divina&#8221;</strong>: non si limitava a curare i corpi, ma utilizzava la sua professione per guarire lo spirito, portando a molti la Parola di Gesù.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">L’eremita e il legame con gli animali</span></h5><p><span style="color: #636161;">Durante le persecuzioni imperiali, Biagio scelse la via del silenzio rifugiandosi in una grotta montana. Qui la sua vita si intrecciò con la natura: si narra che le belve feroci lo cercassero spontaneamente per essere curate e benedette. Questo legame fu la causa della sua cattura: i cacciatori imperiali, indispettiti dalla <strong>protezione che offriva agli animali</strong>, lo portarono dal governatore.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">I miracoli della gola e della gratitudine</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il percorso verso il martirio è segnato da episodi simbolici. Il più celebre è il <span style="text-decoration: underline;">miracolo della gola</span>: Biagio salvò un bambino che stava soffocando per una lisca di pesce, diventando il <strong>protettore contro i mali dell&#8217;apparato respiratorio</strong>. Un altro racconto riguarda un lupo che restituì il maialino a una povera vedova su ordine del Santo; per ringraziarlo, la donna gli portò in carcere <span style="text-decoration: underline;">mele e candele</span>, gesto che ancora oggi risuona nel rito liturgico.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">Dal supplizio alla protezione: il Santo che tesse la speranza</span></h5><p><span style="color: #636161;">Nonostante le torture inflitte con i <span style="text-decoration: underline;">pettini di ferro</span> (strumenti usati per cardare la lana), Biagio non rinnegò la fede e fu decapitato nel 316 d.C. Proprio per questo supplizio la devozione popolare lo ha reso anche <strong>protettore di cardatori, lanaioli e tessitori</strong>.</span></p><h5><span style="color: #a80000;">La tradizione e il passaggio di stagione</span></h5><p><span style="color: #636161;">Il 3 febbraio rimane una data rappresentativa: <strong>il rito delle candele incrociate sul collo è un simbolo di protezione</strong> che resiste al tempo. Invocare San Biagio oggi significa non solo chiedere la salute fisica, ma anche il coraggio di <strong>usare la propria &#8220;gola&#8221; per testimoniare la verità</strong>, imparando la saggezza del silenzio quando le parole non servono.</span></p>								</div>
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		<title>Candelora: Cuore di Madre, Luce del Padre​</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/candelora-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 19:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione delle candele]]></category>
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		<category><![CDATA[Luce delle Genti]]></category>
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		<category><![CDATA[Presentazione al Tempio]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione di Gesù al tempio]]></category>
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					<description><![CDATA[La Messa della Candelora, celebrata il 2 febbraio da don Alex a San Remigio, è stata un momento speciale per le nostre due parrocchie. Alle ore 18, le comunità si sono riunite in un&#8217;unica celebrazione per questo un rito, ancora oggi molto sentito nei nostri territori. La Presentazione al Tempio&#8230; che cambierà i Tempi Nella liturgia cattolica, questa ricorrenza è ufficialmente denominata Festa della Presentazione del Signore, ed è considerata una delle festività più antiche della Chiesa, poiché chiude idealmente il ciclo delle celebrazioni natalizie (40 giorni dopo il 25 dicembre). È un momento carico di simbolismo, dove il mondo antico incontra la novità portata da Gesù, segnando il passaggio dalle tenebre alla speranza.   Candelora, con Maria la Luce è la Via La Candelora riporta alle parole profetiche del vecchio Simeone, che accolse Gesù definendolo &#8220;Luce per illuminare le genti&#8221;. Se un tempo questa ricorrenza era legata soprattutto alla purificazione della Vergine, oggi l&#8217;attenzione è tutta sulla fiamma che vince l&#8217;oscurità. In Friuli questa devozione è ancora vivissima e si riflette nel culto della Madonna Candelora per la devozione profonda per la figura mariana.   Candelora, protezione in ogni dimora Nelle case friulane, la candela benedetta era uno strumento di protezione spirituale. Veniva accesa contro temporali e grandine per salvare i raccolti, o accanto ai morenti come luce guida oltre la vita. Suggestivo era il rito del ritorno: portare la fiamma accesa dalla chiesa fino al proprio focolare, unendo idealmente il sacro alla vita domestica.   Candelora: la speranza si colora La Candelora rappresenta la festa del &#8220;confine&#8221;, poiché cade a metà strada tra il solstizio d&#8217;inverno e l&#8217;equinozio di primavera. È il momento in cui la natura inizia a risvegliarsi e il mondo contadino si affida alle previsioni di un tempo. Come ricorda il proverbio «Se c’è sole a Candelora, del inverno semo fora, se piove e tira vento del inverno semo dentro»&#8230; «I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele.» — Luca 2, 30-32 La Presentazione al Tempio, e non solo&#8230; Secondo la legge di Mosè, ogni primogenito maschio doveva essere presentato al Signore e &#8220;riscatto&#8221; attraverso un sacrificio. Per la Chiesa, questo atto non è solo un adempimento legale, ma l&#8217;incontro tra l&#8217;Antica e la Nuova Alleanza. Cristo come &#8220;Luce delle Genti&#8221;: Il nome &#8220;Candelora&#8221; deriva proprio dal cantico che il vecchio Simeone pronunciò accogliendo Gesù tra le braccia: «Lume per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele». La Purificazione di Maria: Anticamente, la festa sottolineava anche la purificazione della Vergine Maria secondo le prescrizioni ebraiche del Levitico. Sebbene la riforma liturgica del 1969 abbia rimesso al centro la figura di Cristo, il legame mariano resta fortissimo nel culto popolare friulano, come dimostrano le varianti Madona de le candele o Madone des cjandelis. Legge Mosaica: una donna era considerata impura dopo il parto per un periodo di circa 40 giorni (il puerperio). Per essere riammessa nella comunità, doveva compiere un rito di purificazione al tempio offrendo dei volatili. Fino agli anni &#8217;50-&#8217;60, questa tradizione sopravviveva nella benedizione delle puerpere: le neo-mamme si recavano in chiesa con una candela accesa e venivano simbolicamente scortate dal sacerdote fino all&#8217;altare della Madonna per essere &#8220;riscattate&#8221;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="21029" class="elementor elementor-21029" data-elementor-post-type="post">
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									<p><span style="color: #960000;"><strong>La Messa della Candelora, celebrata il 2 febbraio da don Alex a San Remigio, è stata un momento speciale per le nostre due parrocchie. Alle ore 18, le comunità si sono riunite in un&#8217;unica celebrazione per questo un rito, ancora oggi molto sentito nei nostri territori.</strong></span></p>								</div>
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									<h5><span style="color: #ff7b00;"><strong><span style="color: #ff0000;">La Presentazione al Tempio&#8230; che cambierà i Tempi</span> </strong></span></h5><p>Nella liturgia cattolica, questa ricorrenza è ufficialmente denominata <strong>Festa della Presentazione del Signore</strong>, ed è considerata una delle festività più antiche della Chiesa, poiché chiude idealmente il ciclo delle celebrazioni natalizie (40 giorni dopo il 25 dicembre).</p><p>È un momento carico di simbolismo, dove il mondo antico incontra la novità portata da Gesù, segnando il passaggio dalle tenebre alla speranza.</p><p><strong> </strong></p><h5><span style="color: #ff7b00;"><strong>Candelora, con Maria la Luce è la Via</strong></span></h5><p>La Candelora riporta alle parole profetiche del vecchio Simeone, che accolse Gesù definendolo <strong>&#8220;Luce per illuminare le genti&#8221;</strong>. Se un tempo questa ricorrenza era legata soprattutto alla purificazione della Vergine, oggi l&#8217;attenzione è tutta sulla fiamma che vince l&#8217;oscurità.</p><p>In Friuli questa devozione è ancora vivissima e si riflette nel culto della <em>Madonna Candelora </em>per la devozione profonda per la figura mariana.</p><p><strong> </strong></p><h5><span style="color: #ff0000;"><strong>Candelora, p</strong><strong>rotezione</strong><strong> in ogni dimora</strong></span></h5><p>Nelle case friulane, la candela benedetta era uno strumento di <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="63">protezione spirituale</b>. Veniva accesa contro temporali e grandine per salvare i raccolti, o accanto ai morenti come luce guida oltre la vita. Suggestivo era il rito del ritorno: portare la fiamma accesa dalla chiesa fino al proprio focolare, unendo idealmente il sacro alla vita domestica.</p><p><strong> </strong></p><h5><span style="color: #ff7b00;"><strong>Candelora: la speranza si colora</strong></span></h5><p>La Candelora rappresenta la <strong>festa del &#8220;confine&#8221;</strong>, poiché cade a metà strada tra il solstizio d&#8217;inverno e l&#8217;equinozio di primavera. È il momento in cui la natura inizia a risvegliarsi e il mondo contadino si affida alle previsioni di un tempo. Come ricorda il proverbio <strong>«Se c’è sole a Candelora, del inverno semo fora, se piove e tira vento del inverno semo dentro»</strong>&#8230;</p>								</div>
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				«I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele.»			</p>
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											<cite class="elementor-blockquote__author">— Luca 2, 30-32</cite>
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									<h4><strong>La Presentazione al Tempio, e non solo&#8230;</strong></h4><p>Secondo la legge di Mosè, ogni primogenito maschio doveva essere presentato al Signore e &#8220;riscatto&#8221; attraverso un sacrificio. Per la Chiesa, questo atto non è solo un adempimento legale, ma l&#8217;incontro tra l&#8217;Antica e la Nuova Alleanza.</p><ul><li><strong>Cristo come &#8220;Luce delle Genti&#8221;:</strong> Il nome &#8220;Candelora&#8221; deriva proprio dal cantico che il vecchio Simeone pronunciò accogliendo Gesù tra le braccia: <em>«Lume per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele»</em>.</li><li><strong>La Purificazione di Maria:</strong> Anticamente, la festa sottolineava anche la purificazione della Vergine Maria secondo le prescrizioni ebraiche del <em>Levitico</em>. Sebbene la riforma liturgica del 1969 abbia rimesso al centro la figura di Cristo, il legame mariano resta fortissimo nel culto popolare friulano, come dimostrano le varianti <em>Madona de le candele</em> o <em>Madone des cjandelis</em>.</li><li><p><strong>Legge Mosaica</strong>: una donna era considerata impura dopo il parto per un periodo di circa 40 giorni (il puerperio). Per essere riammessa nella comunità, doveva compiere un rito di purificazione al tempio offrendo dei volatili. Fino agli anni &#8217;50-&#8217;60, questa tradizione sopravviveva nella <strong>benedizione delle puerpere</strong>: le neo-mamme si recavano in chiesa con una candela accesa e venivano simbolicamente scortate dal sacerdote fino all&#8217;altare della Madonna per essere <em>&#8220;riscattate&#8221;.</em></p></li></ul>								</div>
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		<title>Falò a Fanna: la tradizione che accende il futuro</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/falo-a-fanna-la-tradizione-che-accende-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 22:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività nel territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione Falò]]></category>
		<category><![CDATA[Chei dal Falò]]></category>
		<category><![CDATA[Falò benedizione e purificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Falò epifanico]]></category>
		<category><![CDATA[Falò Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna]]></category>
		<category><![CDATA[Fanna Pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[Scintille al Cielo: verso il domani e nel ricordo A Fanna, come nel Friuli, grande partecipazione per il Falò dell’Epifania, è un evento che affonda le radici nel 1300 per arrivare, più vivo che mai, fino ai giorni nostri! La Benedizione, il sacro verso il fuoco Non c&#8217;è protezione senza spirito, il momento in cui Don Alex, Don Dario invocano la benedizione sul falò è il vero inizio del falò, le preghiere si alzano insieme alle fiamme per proteggere la comunità, i raccolti e il cammino di ognuno nei mesi a venire. È un abbraccio spirituale che coinvolge. Un rito tra direzione del fumo e pronostici Il falò epifanico è l&#8217;eredità dei nostri antenati: un rito di purificazione che brucia quello che rimane dell’anno passato per far spazio al nuovo. Mentre le fiamme danzano, gli occhi della comunità cercano risposte nel cielo… il &#8220;pronostico del fumo&#8221;: se la scia punta a Est, i granai saranno pieni; se va a Ovest, la sfida si fa dura. È la saggezza contadina che diventa visibile, un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che saremo. Fanna, la tradizione ha un cuore giovane A Fanna, il falò non è un evento che si guarda, è un evento che si fa. Dietro la maestosa struttura che sfida il cielo, c&#8217;è il lavoro instancabile dell&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221;, che quest&#8217;anno celebra il suo quinto anniversario raccogliendo il testimone dagli Alpini. La vera forza sono i giovani. Vedere i ragazzi lavorare fianco a fianco con gli anziani è la prova che questa fiamma continua ad ardere. Molto più di un ritrovo collettivo Anche quest&#8217;anno grande armonia, grazie alla collaborazione tra Associazioni Comune, Alpini, commercianti e cittadini, Fanna si è dimostrata un esempio di solidarietà. Il falò è il nostro social network originale: un luogo dove ci si incontra davvero, dove i legami si stringono tra un bicchiere di vin brulé e il calore del fuoco. Custodire il fuoco, illuminare il domani Il Falò di Fanna è il successo di una comunità che vuole mantenere le tradizioni. È un invito a vivere l’esperienza, a sostenere chi lavora dietro le quinte e a ricordare che, finché ci sarà qualcuno pronto ad accatastare fascine e qualcun altro a benedire la fiamma, il nostro futuro sarà sempre luminoso. In memoria di chi ha alimentato la fiamma Un pensiero speciale va a chi, pur non essendo più fisicamente con noi, continua a vivere nel calore di questo fuoco. L&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221; vuole tenere vivo il ricordo di Tony Cadel e Fernando Piccoli, collaboratori instancabili e amici preziosi. Il loro impegno e la loro passione sono stati determinanti per la crescita di questa tradizione, ogni scintilla salita al cielo porta con sé il nostro grazie per tutto ciò che hanno costruito insieme a noi. (testo agg. al 6.02.2026) Ringraziamo: Elena Pettovel per le foto e l&#8217;Associazione &#8220;Chei dal Falò&#8221; per le informazioni   «La via di Dio è perfetta, la parola del Signore è purificata con il fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che si rifugiano in lui». (Salmo 18,30) Benedire, proteggere, custodire. Con la benedizione, il sacro si unisce al calore del fuoco per proteggere la nostra comunità e i frutti della terra, un gesto semplice e profondo che purifica il cuore e accompagna con speranza ogni nostro passo verso l&#8217;anno nuovo. #FalòFanna #tradizioniantiche #cheidalfalò #fuocoantico #sottolestelle #comunitàinsieme #BenedizioneProtezione]]></description>
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									<h6><span style="color: #ff6a00;"><strong>A Fanna, come nel Friuli, grande partecipazione per il Falò dell’Epifania, è un evento che affonda le radici nel 1300 per arrivare, più vivo che mai, fino ai giorni nostri!</strong></span></h6>								</div>
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									<h6><strong>La Benedizione, il sacro verso il fuoco</strong></h6><p>Non c&#8217;è protezione senza spirito, il momento in cui Don Alex, Don Dario invocano la benedizione sul falò è il vero inizio del falò, le preghiere si alzano insieme alle fiamme per proteggere la comunità, i raccolti e il cammino di ognuno nei mesi a venire. È un abbraccio spirituale che coinvolge.</p><h6><strong>Un rito tra direzione del fumo e pronostici</strong></h6><p>Il falò epifanico è l&#8217;eredità dei nostri antenati: un rito di purificazione che brucia quello che rimane dell’anno passato per far spazio al nuovo. Mentre le fiamme danzano, gli occhi della comunità cercano risposte nel cielo… il &#8220;pronostico del fumo&#8221;: se la scia punta a Est, i granai saranno pieni; se va a Ovest, la sfida si fa dura. È la saggezza contadina che diventa visibile, un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che saremo.</p><h6><strong>Fanna, la tradizione ha un cuore giovane</strong></h6><p>A Fanna, il falò non è un evento che si guarda, è un evento che si <em>fa</em>. Dietro la maestosa struttura che sfida il cielo, c&#8217;è il lavoro instancabile dell&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221;, che quest&#8217;anno celebra il suo quinto anniversario raccogliendo il testimone dagli Alpini. La vera forza sono i giovani. Vedere i ragazzi lavorare fianco a fianco con gli anziani è la prova che questa fiamma continua ad ardere.</p>								</div>
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									<h6><strong>Molto più di un ritrovo collettivo</strong></h6>
Anche quest&#8217;anno grande armonia, grazie alla collaborazione tra Associazioni Comune, Alpini, commercianti e cittadini, Fanna si è dimostrata un esempio di solidarietà.<br>
Il falò è il nostro social network originale: un luogo dove ci si incontra davvero, dove i legami si stringono tra un bicchiere di vin brulé e il calore del fuoco.
<h6><strong>Custodire il fuoco, illuminare il domani</strong></h6>
Il Falò di Fanna è il successo di una comunità che vuole mantenere le tradizioni. È un invito a vivere l’esperienza, a sostenere chi lavora dietro le quinte e a ricordare che, finché ci sarà qualcuno pronto ad accatastare fascine e qualcun altro a benedire la fiamma, il nostro futuro sarà sempre luminoso.
<h6><strong>In memoria di chi ha alimentato la fiamma</strong></h6>
Un pensiero speciale va a chi, pur non essendo più fisicamente con noi, continua a vivere nel calore di questo fuoco. L&#8217;associazione &#8220;Chei dal falò&#8221; vuole tenere vivo il ricordo di Tony Cadel e Fernando Piccoli, collaboratori instancabili e amici preziosi. Il loro impegno e la loro passione sono stati determinanti per la crescita di questa tradizione, ogni scintilla salita al cielo porta con sé il nostro grazie per tutto ciò che hanno costruito insieme a noi. (testo agg. al 6.02.2026)								</div>
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									<p style="text-align: right;">Ringraziamo: Elena Pettovel per le foto e l&#8217;Associazione <em>&#8220;Chei dal Falò&#8221; per le informazioni </em> </p>								</div>
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									<p><em><strong>«La via di Dio è perfetta, la parola del Signore è purificata con il fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che si rifugiano in lui».</strong> </em>(Salmo 18,30)</p>								</div>
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		<title>Santa Lucia: Luce e suoni in armonia</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/santa-lucia-luce-e-suoni-in-armonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 21:41:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Santa Lucia]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto una nuova Luce]]></category>
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					<description><![CDATA[Sotto una nuova Luce: l’incanto di una notte speciale Sabato 13 dicembre, la maestosa cornice della Chiesa di San Martino a Fanna ha ospitato un incontro capace di eleversi oltre la consueta dimensione del tradizionale concerto natalizio. In occasione della ricorrenza di Santa Lucia, l’evento «Sotto una nuova Luce – Parole d&#8217;Incanto» ha saputo trasformare lo spazio sacro in un luogo di profonda suggestione, dove il canto gospel si è fatto filo conduttore di un’esperienza vissuta con nobile e spontanea naturalezza. Lanterne e armonie nel presbiterio All’ingresso, l’attenzione veniva accolta dal presbiterio, rischiarato dal bagliore soffuso delle lanterne. Una luminosità diffusa e intima che invitava al raccoglimento dell&#8217;animo. Le melodie del Natale si sono alternate a momenti di danza spontanea, creando una rarefatta sospensione del tempo in cui la musica si è fatta preghiera e movimento. Un dono di luce e comunità Con l’approssimarsi delle festività, la serata di Santa Lucia ci ha offerto un dono prezioso: la riscoperta di quella sintonia interiore che affiora quando l’armonia musicale e il senso di comunità si fondono in un unico, alto respiro. Un momento di rara eleganza che ha saputo celebrare l&#8217;attesa del Natale attraverso la bellezza della condivisione e la purezza del suono.]]></description>
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		<title>&#8220;Ricevete la forza”&#8230; lo Spirito accende la Vita!</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/il-rito-della-confermazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 21:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Catechismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sette Doni&#8230; in cammino con lo Spirito! Domenica 7 dicembre · Chiesa San Martino a Fanna Vedere l&#8217;emozione brillare negli occhi dei nostri ragazzi è stato il regalo più bello di questa mattinata. La Santa Messa, celebrata da don Roberto Tondato insieme ai nostri parroci don Alex e don Dario in un’atmosfera di grande accoglienza, ha rispecchiato la serenità di un gruppo che ha saputo camminare, ridere e riflettere insieme. In quel momento, la loro partecipazione così sentita ha trasformato questo passo fondamentale per ogni cristiano in un ricordo indelebile, un tesoro prezioso che porteranno nel cuore per sempre. Proviamo grande gioia per i nostri dodici ragazzi di Cavasso e Fanna: Agnese, Andrea, Elia, Francesca, Giorgia, Greta, Laura, Linda, Luca, Martina, Morris e Sara, ora che il dono dello Spirito è stato Confermato, il loro cammino vive di luce nuova. Per oltre un anno abbiamo imparato che la vita non è una giungla selvaggia, ma che può diventare un giardino fertile, ma che richiede cura, tempo e confini gentili. Tra i pomeriggi di gioco e il servizio estivo vissuto con semplicità in Parrocchia, questi ragazzi hanno reso la Fede concreta, attraverso gesti di amicizia e di aiuto. Ci siamo fermati a riflettere sulle radici, riscoprendo che nessuno di noi è venuto al mondo a caso: siamo stati pensati, voluti e amati ancora prima di nascere. E proprio indagando nel profondo, è emerso quel desiderio universale che è la firma di Dio in ognuno di noi: «Amare e sentirsi amati». Ai nostri ragazzi auguriamo di poter considerare la loro vita come un bene prezioso, che Dio custodisce con tenerezza attraverso lo sguardo di chi vuole loro bene. Noi li ringraziamo per la bellezza che hanno portato nelle nostre vite, camminando accanto passo a passo. &#8220;Ricevete la forza dallo Spirito Santo&#8221; (Atti 1,8) Condividiamo le intense preghiere scritte dai nostri ragazzi: riflessioni profonde che testimoniano l&#8217;importanza di questo momento per la loro crescita e per l&#8217;intera comunità parrocchiale: Donaci il tuo Spirito, Signore Padre buono, noi cresimati preghiamo perché le nostre famiglie vivano sempre in salute, in armonia e nella pace del Signore e che ogni casa sia luogo di dialogo, rispetto e amore sincero, e perché genitori e i figli possano sostenersi reciprocamente nelle difficoltà e nel condividere le gioie quotidiane. Ti preghiamo in particolare per le famiglie che soffrono, per chi sta affrontando malattie, incomprensioni o solitudine; il Signore doni loro forza, consolazione e speranza. Noi Ti Preghiamo Padre buono, in questo giorno speciale, Ti affidiamo i nostri amici, dona loro una vita lunga e piena di salute e un futuro luminoso. Ti chiediamo che possano essere sempre fedeli a sé stessi, generosi nel condividere e ricchi nello Spirito. Fa&#8217; che abbiano sempre chi li sostiene e amici sinceri al loro fianco, per non sentirsi mai soli. Insegnaci a credere nei nostri talenti e a seguire con coraggio i nostri sogni, senza paura di cadere o di essere giudicati. Ricordaci sempre che c&#8217;è qualcuno che ci vuole bene e che crede in noi. Dona a tutti noi la tua Pace. Noi Ti Preghiamo. Padre buono, Ti preghiamo per la nostra Chiesa e per queste nostre comunità parrocchiali, Ti chiediamo di effondere su tutti noi i sette Doni dello Spirito Santo, affinché la Sapienza e l&#8217;Intelletto ci guidino nelle decisioni, la Fortezza e il Consiglio ci sostengano nelle difficoltà, e la Scienza, la Pietà e il Timor di Dio illuminino le nostre azioni. Fa&#8217; che l&#8217;unzione che abbiamo ricevuto oggi noi cresimati, non resti solo un ricordo, ma diventi in tutti una fiamma viva di fede coraggiosa e operosa, spingendoci a essere insieme costruttori di pace nel mondo. Noi Ti Preghiamo. Durante la cerimonia, i ragazzi hanno ricevuto dalle nostre Parrocchie un libretto con dei pensieri di Papa Francesco, una matita &#8216;piantabile&#8217; che simboleggia il percorso di Fede come un giardino in divenire, un biglietto augurale con la dedica personalizzata, il tutto confezionato con cura dalle catechiste Abigyle e Angela. Custodiamo lo Spirito: è la bussola dei nostri sogni.]]></description>
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									<h6><strong>Domenica 7 dicembre · Chiesa San Martino a Fanna</strong></h6>								</div>
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									<h6>Vedere l&#8217;emozione brillare negli occhi dei nostri ragazzi è stato il regalo più bello di questa mattinata. La Santa Messa, celebrata da <strong>don Roberto Tondato</strong> insieme ai nostri parroci<strong> don Alex e don Dario</strong> in un’atmosfera di grande accoglienza, ha rispecchiato la serenità di un gruppo che ha saputo camminare, ridere e riflettere insieme. In quel momento, la loro partecipazione così sentita ha trasformato questo passo fondamentale per ogni cristiano in un ricordo indelebile, un tesoro prezioso che porteranno nel cuore per sempre.</h6>								</div>
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		<title>Il mantello di San Martino avvolge la comunità</title>
		<link>https://www.parrocchiecavassofanna.com/fanna-festa-del-patrono-san-martino-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Parrocchie Cavasso Fanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 22:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività in Parrocchia]]></category>
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		<category><![CDATA[Santa Messa festiva; San Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel segno della fede e del ringraziamento La comunità di Fanna anche quest’anno si è organizzata per festeggiare il suo Patrono, San Martino, con un programma ricco di appuntamenti che hanno saputo momenti di preghiera al calore della convivialità. Il cuore della celebrazione Il giorno del patrono, martedì 11 novembre, alle ore 18.00 la comunità si è riunita per la Santa Messa animata dai cori. Anche quest’anno è stata una celebrazione particolarmente sentita, concelebrata da don Alex, don Adrian e don Dario. Un momento particolarmente significativo è stato quando don Dario ha invitato i bambini davanti all’altare di San Martino per osservare da vicino l’immagine del Santo e capirne il significato. Le preghiere lette dai piccoli, preparate insieme alle loro catechiste, sono state molto toccanti, specialmente nel pensiero rivolto ai coetanei che soffrono per le guerre. All&#8217;ingresso della Chiesa, i disegni e le ricerche dei ragazzi hanno accolto i fedeli, testimoniando un percorso di riflessione.  La serata è poi continuata con la convivialità della cena a base di minestrone presso la sala Arcobaleno organizzata dalla Pro Loco Fanna, e in Casa Marchi uno angolo con stuzzichini, musica e con l&#8217;aperitivo del Patrono, organizzato da La Frasca. il racconto di San Martino ai bambini della scuola dell&#8217;Infanzia Nel corso della settimana, don Alex ha aperto le porte della chiesa parrocchiale di Fanna ai piccoli alunni della Scuola dell&#8217;Infanzia «Maria Immacolata». In un’atmosfera di condivisione, il parroco ha ripercorso insieme ai bambini la storia di San Martino, soffermandosi sul profondo significato di generosità e accoglienza che questa festa porta con sé. Messa e festeggiamenti tra ringraziamento e solidarietà Domenica 16 novembre si è celebrata la Santa Messa di Ringraziamento alle ore 10.30 in un’atmosfera raccolta e partecipe, il coro ha accompagnato la Liturgia che è stata impreziosita dalla presenza della Scuola dell&#8217;Infanzia di Fanna: i bambini hanno partecipato con entusiasmo portando un dono simbolico all&#8217;altare come segno di appartenenza e amore verso la nostra comunità. La Messa si è conclusa davanti alla chiesa con la tradizionale benedizione dei mezzi agricoli, un rito che unisce la fede al lavoro della terra e alla gratitudine per i suoi frutti.  I festeggiamenti sono continuati per tutta la giornata nonostante il maltempo abbia cercato di ostacolare i festeggiamenti esterni, lo spirito di San Martino ha prevalso lungo le vie del paese. Il Mercatino, seppur sotto la pioggia, ha visto un buon passaggio di persone tra le bancarelle ben organizzate, mentre presso la sede degli Alpini il mercatino pro-asilo ha offerto dolci e prime atmosfere natalizie, concludendosi in allegria con la castagnata pomeridiana. È stata una festa dove il maltempo non ha scalfito la voglia di stare insieme, ricordandoci che, proprio come nel gesto di San Martino, il calore più grande è quello che sappiamo donarci l&#8217;un l&#8217;altro. #SanMartino #Fanna #FestaRingraziamento  #TradizioniStoriche #FestaSanMartino #SanMartinoUnisce, #FedeComunità, #EstateDiSanMartino #Grazie #Ringraziamento SAN MARTINO biografia, approfondimenti, curiosità&#8230; Si ringrazia per le foto: Elena Piccoli, Glenda Tavella (Pro Loco Fanna) e La Frasca]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="20009" class="elementor elementor-20009" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Nel segno della fede e del ringraziamento</h2>				</div>
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									<h6><strong>La comunità di Fanna anche quest’anno si è organizzata per festeggiare il suo Patrono, San Martino, con un programma ricco di appuntamenti che hanno saputo momenti di preghiera al calore della convivialità.</strong></h6>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il cuore della celebrazione</h2>				</div>
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									<p>Il giorno del patrono, <strong>martedì 11 novembre</strong>, alle ore 18.00 la comunità si è riunita per la Santa Messa animata dai cori. Anche quest’anno è stata una celebrazione particolarmente sentita, concelebrata da don Alex, don Adrian e don Dario. Un momento particolarmente significativo è stato quando don Dario ha invitato i bambini davanti all’altare di San Martino per osservare da vicino l’immagine del Santo e capirne il significato. Le preghiere lette dai piccoli, preparate insieme alle loro catechiste, sono state molto toccanti, specialmente nel pensiero rivolto ai coetanei che soffrono per le guerre. All&#8217;ingresso della Chiesa, i disegni e le ricerche dei ragazzi hanno accolto i fedeli, testimoniando un percorso di riflessione. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">il racconto di San Martino ai bambini della scuola dell'Infanzia</h2>				</div>
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									<p>I festeggiamenti sono continuati per tutta la giornata nonostante il maltempo abbia cercato di ostacolare i festeggiamenti esterni, lo spirito di San Martino ha prevalso lungo le vie del paese. Il Mercatino, seppur sotto la pioggia, ha visto un buon passaggio di persone tra le bancarelle ben organizzate, mentre presso la sede degli Alpini il mercatino pro-asilo ha offerto dolci e prime atmosfere natalizie, concludendosi in allegria con la castagnata pomeridiana. È stata una festa dove il maltempo non ha scalfito la voglia di stare insieme, ricordandoci che, proprio come nel gesto di San Martino, il calore più grande è quello che sappiamo donarci l&#8217;un l&#8217;altro.</p>								</div>
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									<p data-sourcepos="25:1-25:164"><em>#SanMartino #Fanna #FestaRingraziamento  #TradizioniStoriche #FestaSanMartino #SanMartinoUnisce, #FedeComunità, #EstateDiSanMartino #Grazie #Ringraziamento<br /></em></p>								</div>
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									<span class="elementor-button-text">SAN MARTINO biografia, approfondimenti, curiosità...</span>
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									<p>Si ringrazia per le foto: Elena Piccoli, Glenda Tavella (Pro Loco Fanna) e La Frasca</p>								</div>
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