La Messa della Candelora, celebrata il 2 febbraio da don Alex a San Remigio, è stata un momento speciale per le nostre due parrocchie. Alle ore 18, le comunità si sono riunite in un’unica celebrazione per questo un rito, ancora oggi molto sentito nei nostri territori.
La Presentazione al Tempio… che cambierà i Tempi
Nella liturgia cattolica, questa ricorrenza è ufficialmente denominata Festa della Presentazione del Signore, ed è considerata una delle festività più antiche della Chiesa, poiché chiude idealmente il ciclo delle celebrazioni natalizie (40 giorni dopo il 25 dicembre).
È un momento carico di simbolismo, dove il mondo antico incontra la novità portata da Gesù, segnando il passaggio dalle tenebre alla speranza.
Candelora, con Maria la Luce è la Via
La Candelora riporta alle parole profetiche del vecchio Simeone, che accolse Gesù definendolo “Luce per illuminare le genti”. Se un tempo questa ricorrenza era legata soprattutto alla purificazione della Vergine, oggi l’attenzione è tutta sulla fiamma che vince l’oscurità.
In Friuli questa devozione è ancora vivissima e si riflette nel culto della Madonna Candelora per la devozione profonda per la figura mariana.
Candelora, protezione in ogni dimora
Nelle case friulane, la candela benedetta era uno strumento di protezione spirituale. Veniva accesa contro temporali e grandine per salvare i raccolti, o accanto ai morenti come luce guida oltre la vita. Suggestivo era il rito del ritorno: portare la fiamma accesa dalla chiesa fino al proprio focolare, unendo idealmente il sacro alla vita domestica.
Candelora: la speranza si colora
La Candelora rappresenta la festa del “confine”, poiché cade a metà strada tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. È il momento in cui la natura inizia a risvegliarsi e il mondo contadino si affida alle previsioni di un tempo. Come ricorda il proverbio «Se c’è sole a Candelora, del inverno semo fora, se piove e tira vento del inverno semo dentro»…
«I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele.»
— Luca 2, 30-32
La Presentazione al Tempio, e non solo…
Secondo la legge di Mosè, ogni primogenito maschio doveva essere presentato al Signore e “riscatto” attraverso un sacrificio. Per la Chiesa, questo atto non è solo un adempimento legale, ma l’incontro tra l’Antica e la Nuova Alleanza.
- Cristo come “Luce delle Genti”: Il nome “Candelora” deriva proprio dal cantico che il vecchio Simeone pronunciò accogliendo Gesù tra le braccia: «Lume per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele».
- La Purificazione di Maria: Anticamente, la festa sottolineava anche la purificazione della Vergine Maria secondo le prescrizioni ebraiche del Levitico. Sebbene la riforma liturgica del 1969 abbia rimesso al centro la figura di Cristo, il legame mariano resta fortissimo nel culto popolare friulano, come dimostrano le varianti Madona de le candele o Madone des cjandelis.
Legge Mosaica: una donna era considerata impura dopo il parto per un periodo di circa 40 giorni (il puerperio). Per essere riammessa nella comunità, doveva compiere un rito di purificazione al tempio offrendo dei volatili. Fino agli anni ’50-’60, questa tradizione sopravviveva nella benedizione delle puerpere: le neo-mamme si recavano in chiesa con una candela accesa e venivano simbolicamente scortate dal sacerdote fino all’altare della Madonna per essere “riscattate”.


