Una benedizione tra fede e tradizione
Nelle nostre parrocchie il 5 gennaio abbiamo celebrato il rito della benedizione della frutta, del sale e dell’acqua, un momento da sempre molto sentito e vissuto con grande partecipazione dalle nostre comunità di Fanna e Cavasso Nuovo. Questa tradizione affonda le sue radici nella storia del nostro territorio, risalendo alla liturgia della Chiesa di Aquileia al tempo del Patriarcato.
Il sacro nel quotidiano: i simboli
Ancora oggi, i riti legati alla Vigilia dell’Epifania ci insegnano quanto sia profondo il legame tra la nostra vita di ogni giorno e la dimensione spirituale. Attraverso tre elementi semplici, la tradizione di Aquileia ci offre una preziosa lezione di vita:
- L’Acqua (Sorgente di vita): L’importanza dell’acqua come elemento vitale e prezioso è un richiamo profondo alle nostre origini. Nel solco della spiritualità d’Oriente, immergere la croce nell’acqua non è un gesto formale, ma un invito a riscoprire le proprie origini.
- Il Sale (La Sapienza del custodire): Simbolo di saggezza e protezione, il sale viene benedetto nella cultura contadina perché proteggeva il nutrimento dal passare del tempo; spiritualmente, educa alla cura e alla conservazione del bene, rappresenta ciò che preserva dalla corruzione spirituale e fisica.
- La Frutta (L’abbondanza del Creato) Segno tangibile di ciò che è speciale, ogni frutto è un invito al ringraziamento. Benedire questi doni vuol dire anche sentire umiltà e unione: la prosperità che fiorisce solo attraverso la cura del Creato.
Quando la fede parla la lingua del confine
Aquileia: un incontro tra mondi
Nella storia delle grandi tradizioni europee, Aquileia occupa un posto speciale. Più che una semplice sede religiosa, essa era un Patriarcato: un termine che indica una paternità spirituale estesa e autorevole, un titolo che condivideva con città come Antiochia, Alessandria, Gerusalemme, Costantinopoli e Roma. Questa città antica rappresentava un punto di incontro unico, capace di tenere uniti popoli di lingue e culture differenti, dai territori del Friuli fino alle terre slovene, austriache e ungheresi.
La forza di Aquileia risiedeva nella sua capacità di armonizzare: non cercava di imporre un unico modello, ma accoglieva con equilibrio sia la solennità della tradizione latina, sia la profondità meditativa di quella orientale. Era, nel senso più puro, una terra di dialogo.
Un’eredità di equilibrio
Questa antica tradizione non è solo un ricordo del passato, ma un valore vivo delle nostre radici, che continua. Ci insegna che la spiritualità non è qualcosa di distante, si trova anche nella concretezza delle cose semplici. Aquileia ci invita a restare fedeli a noi stessi, celebrando la vita attraverso i simboli della terra e la bellezza dell’incontro tra culture diverse.


