29 giugno 2026, chiesetta di San Pietro in Modoleit
Una chiesetta che custodisce il passato e apre al presente
Testimonianze dal passato
29 giugno 1958… La mia prima comunione
In quell’anno la festività dei Santi Pietro e Paolo cadeva di domenica, ma sarebbe stato un giorno festivo per tutta l’Italia negli anni passati (fino al 1976).
Era consuetudine con don Anselmo Pauletto fare le prime comunioni il giorno dei Santi Pietro e Paolo, al termine della classe terza elementare…
Domenica 29 giugno 1958, festa dei Santi Pietro e Paolo, ai piedi della salita per arrivare alla Chiesa parrocchiale di San Remigio le famiglie Chittaro e Viel si sono fatti fare una fotografia a ricordo. Una profonda amicizia ha legato le due famiglie.
Alla sinistra la mia mamma Margherita Pegorer e il mio papà Pietro Viel, a destra la mia maestra Mary De Marco e il marito Aldo Chittaro. Davanti da sinistra io (Sandra Viel) a lato Silvano Chittaro, che quel giorno abbiamo fatto la prima Comunione, davanti al signor Aldo mia sorella Nadia Viel.
I miei genitori, originari di Aviano, abitavano in affitto in Via 11 febbraio, i signori Chittaro in una villa in Via Martiri della Libertà; quando le famiglie decisero di costruirsi una casa nuova acquistarono i terreni confinanti nell’attuale Via Dante, speciale la loro amicizia.
In quell’anno la festività dei Santi Pietro e Paolo cadeva di domenica, ma sarebbe stato un giorno festivo per tutta l’Italia negli anni passati (fino al 1976).
Era consuetudine con don Anselmo Pauletto fare le prime comunioni il giorno dei Santi Pietro e Paolo, al termine della classe terza elementare. In quel tempo studiavamo la “dottrina cristiana” di Papa Pio X, in una saletta nel cortile del vecchio asilo dietro la Chiesetta di San Antonio. Dovevamo imparare a memoria le risposte alle domande (per gli adulti erano 433 – 60 per i bambini con un testo accompagnato da disegni). Pur contenendo a volte dei concetti difficili: l’idea che stava alla base di questo sistema di insegnamento era che memorizzare queste domande sarebbe tornato utile ai bambini una volta raggiunta l’età adulta, quando ne avrebbero compreso pienamente il significato.
Poi imparavamo diverse preghiere. Ricordo che si stava a digiuno dalla cena della sera precedente, quindi al mattino non si faceva colazione, a volte arrivavamo sfiniti, il giorno della prima comunione mi hanno detto che stavo per svenire…ma non solo io…!
Ricordo un gesto significativo che don Anselmo ci fece fare quel giorno, direi precorritore dei tempi per quegli anni, prima della consacrazione ogni bambino è andato in fila verso l’ambone dove c’era il don che ci porgeva da una pisside le ostie da consacrare ognuno di noi ne prendeva una, l’alzava in alto e la metteva in un calice, non ricordo che avessimo pronunciato nulla. Se pensiamo che solo nel 1969 si poté prendere l’ostia consacrata in mano, allora non era consacrata, ma era già un segno molto importante che ancora ricordo.
Alla fine della cerimonia si festeggiava con i parenti a casa e nel primo pomeriggio tutti su alla Chiesetta di San Pietro a Petrucco per una benedizione speciale.
Sarà che era un giorno festivo, ma ogni anno il giorno dei Santi Pietro e Paolo ricordo quel giorno e la mia mente, anche ora che sono anziana, torna a quel giorno e a quel periodo della mia vita con un senso di affetto e nostalgia.
Sandra Viel
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