Quando una tradizione diversa diventa dono di fede per tutti
Da qualche anno, entrando nelle nostre chiese a Cavasso, Fanna e al Santuario per la Domenica delle Palme, notiamo un segno speciale e inedito per le nostre tradizioni locali. Si tratta di un dono speciale, frutto dell’impegno e della generosità di Mimmo Baccillieri, che con le sue abili mani intreccia per la nostra comunità questo antico simbolo di speranza.
È un’arte che viene da lontano e che oggi arricchisce la nostra preghiera, trasformando semplici foglie di palma in veri e propri intrecci di fede. Per apprezzare appieno il valore di questo gesto, vi proponiamo di seguito una spiegazione che ne illustra le origini, i significati profondi e i simboli nascosti tra le trame delle foglie.
Da Reggio Calabria a Cavasso Nuovo la tradizione delle palme intrecciate
La Domenica delle Palme non è solo l’inizio della Settimana Santa, ma l’esplosione di un’arte antica che affonda le radici nella terra generosa. Accanto all’ulivo, simbolo di pace, le palme intrecciate portano la maestria delle mani dei nostri nonni.
L’ intreccio della palma non è solo un decoro, è un’architettura, un’arte che si tramanda di generazione in generazione, spesso custodita con gelosia dalle famiglie che ancora oggi portano avanti questa tradizione artigianale.
Anticamente, a Reggio e nei paesi della provincia, l’altezza della palma portata in chiesa dai ragazzi era quasi una sfida di devozione: più era alta e lavorata, più onore portava alla famiglia. Ma il vero significato restava sempre lo stesso: umiltà e accoglienza per il Signore che entra nella nostra città.
Le foglie più tenere (il “cuore” della palma, protetto dal sole perché rimanga chiaro) vengono lavorate con una tecnica che trasforma il verde in oro, il tipico colore giallo paglierino si manterrà meglio se la palma non è esposta alla luce diretta del sole o a fonti di calore eccessive.
Ricordo, quando ero bambino, i venditori sui sagrati delle nostre chiese o lungo il corso, con quei fasci di palme che sembravano ricami, ne ero affascinato e chiesi ad un amico di insegnarmi ad intrecciare.
Nelle nostre palme troviamo simboli che parlano direttamente al cuore dei fedeli:
- La “Campanella”: Per annunciare la gioia della Resurrezione che verrà.
- La Crocetta: Posta spesso alla sommità, per ricordarci il sacrificio di Cristo.
- Il “Panierino” o la “Pigna”: Simboli di abbondanza e di unità della famiglia parrocchiale.
- I Fiori di Palma: Piccoli boccioli creati ripiegando la foglia su se stessa, che richiamano la primavera dello spirito.
Portarla a casa significa accogliere un segno di benedizione che proteggerà la famiglia per tutto l’anno. Molti reggini usano ancora l’antica usanza di scambiarne un piccolo rametto con i vicini o i parenti con cui c’è stato qualche malinteso, come vero segno di riconciliazione.
Ogni anno le palme secche vengono bruciate o interrate in un vaso, non vengono mai buttate nella spazzatura.
Grazie a Mimmo e Beatrice per averci fatto scoprire con generosità tradizioni cristiane diverse, capaci di unirci nella fede.


